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Le comunità cibo: infrastrutture per lo sviluppo delle aree interne. Da dieci anni, la legge nazionale che tutela la biodiversità agraria, ha fatto nascere un’anagrafe di varietà e razze locali, banche del germoplasma, oltre a riconoscere gli agricoltori custodi e le aggregazioni tra produttori, ristoratori, commercianti e tutti coloro che possono valorizzare questi alimenti e i territori di origine. Ce ne parla il professor Graziano Rossi dell’Università di Pavia.
Raccontiamo Agrobiodiversità e Comunità del Cibo della Garfagnana, in provincia di Lucca, otto anni di esperienze strutturate, poi le comunità del Crinale, sull’Appennino Tosco Emiliano, del Veneto, e la riscoperta della Mela Rosa Romana, sulle montagne bolognesi, che ha permesso di trovare altre varietà.
Nel 1975 in Portogallo ci fu una riforma agraria che per tre anni concesse la coltivazioni delle terre alle cooperative di braccianti. Fu un effetto della Rivoluzione dei Garofani del 25 aprile del 1974, che mise fine al regime fascista salazarista. Oggi la situazione dei lavoratori è ancora di sfruttamento. Ce ne parla Franca Roiatti.
Nelle Storie Agroalimentari Paolo Ambrosoni recensisce il libro: Partigiani a tavola, storie di cibo resistente e ricette di libertà. Dall’urgenza del reperimento all’abilità ai fornelli, dalla scarsità alla condivisione, per il conforto durante la Guerra di Liberazione. A cura di Fabio Fimiani.
L’Abc dei Domini Collettivi, della professoressa Marta Villa dell’Università di Trento, racconta la loro rinascita, grazie alla Costituzione figlia del 25 aprile 1945. Durante il fascismo una parte era rimasta in sonno, anche se il fascismo ne aveva deciso la vendita. Grazie al ritorno dei Diritti possono tornare attivi nella custodia dei beni collettivi agro silvo pastorali.
La rubrica il Belvedere sui Giardini Storici e sugli Alberi è sull’Isola Madre nel Lago Maggiore. L’agronomo Daniele Zanzi descrive alcune varietà delle piante presenti sui sette terrazzamenti del parco, e il recupero del Cipresso del Kashmir, di cui è stato protagonista una decina di anni fa.
Per gli autori fuori porta, geografie e storia dei paesaggi lombardi del Teatro Franco Parenti, in collaborazione con la Regione Lombardia, un brano delle Georgiche di Virgilio dedicato alle coltivazioni di fave e miglio. E’ selezionato dall’agricoltore filologo Niccolò Reverdini, e letto dall’attrice Anna Nogara, in una messa in scena di Marco Rampoldi al Castello Sforzesco di Milano. A cura di Fabio Fimiani.
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