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societyJan 8, 20262:02:53

Lorenzo Fragola, ero troppo fragile

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Oggi faremo un viaggio con Lorenzo Fragola, vincitore di X-Factor nel 2014, che in un tempo brevissimo si è ritrovato catapultato in una realtà completamente nuova, travolto da una notorietà improvvisa che lo ha portato al successo nel giro di pochi mesi. Lorenzo ci racconterà di come le difficoltà della fama si siano rivelate difficili da affrontare per un ragazzo sensibile, privo degli strumenti necessari per gestire aspettative così grandi. Ci parlerà di un padre duro, spesso dispotico, e di come oggi riesca ad accogliere, nel ricordo di questo padre, anche le memorie positive che spontaneamente riaffiorano. Ci svelerà la tristezza nascosta in quel giovane cantante che, agli occhi di tutti, sembrava vivere soltanto l’euforia del successo.

Il dream team di One More Time è composto da: Samar Abdel Basset, Davide Tessari, Alice Gagliardi, Tommaso Galli, Noemi Grandi, Edoardo Levy, Gloria Giovanditti, Marco Caddia, Emma Marsan, Giovanni Zaccaria.

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Lorenzo Fragola, ero troppo fragile

ONE MORE TIME di Luca Casadei

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Full transcript

ONE MORE TIME di Luca CasadeiLorenzo Fragola, ero troppo fragile. Machine-transcribed; use the interactive transcript above to jump the player to any line.

La felicità è una cosa semplice, una cena tra amici, una sfida pigliardino, una buona birra artigianale. Tutto questo è doppio malto, e le birre costano solo 3 euro. Doppio, malto, birra cucina e fericità! Scopri locali adderenti su doppio malto.com, vi vi responsabilmente. Un podcast. Credo che più di tutto facciano, per me, non sono fatto incontri nella vita. C'è incontrarsi con delle persone e quello che gli dai e quello che ti danno. Quando questi incontri sono stati positivi, da me, il tempo è stato migliore. Con sostati negativi è sempre stata peggiare. Ma li accetto, va bene così, va bene tutto quello che è successo. E che la cosa più difficile che ho fatto fino era non stata affrontare il successo, la caduta del successo, ho luto.

È stato perdonarmi tante cose e perdonare a tutti tante cose. Ciudere dei capitoli. Non è facile, è la cosa più difficile del mondo. Da solo non ce l'avevi fatto, infatti, la terapia è mai aiutato tanto. E incontri minuto tanto. Per me non è rosa che importa. Courtroppo non esistono a scuola che ti insegna di essere il successo. E per questo deciso di realizzare questo podcast, che parla di Rinasita, facendo un viaggio nella vita di personaggi noti, che mettono a disposizione nella loro storia per aiutarci a cadere meglio. Per non perdergli episodi della stagione, clicca il tasto segui e soprattutto attiva la campanellina. Se vuoi viverti l'esperienza anche in video trovi la versione integrale tutti martedì dalle ore 13 su YouTube. Se vuoi vedere contenuti nenniti nerenti al podcast, puoi trovare su nostro profilo Instagram, One More Time Podcast. Se voleste vedere invece contenuti che riguardano più una mia persona, vi aspetto sul canale telegram, attraverso il link in bio di tutti i nostri social.

Io sono Luca e queste One More Time. Ci siamo. Dicevo nel backstage video che si vede appunto soltanto informato audio, visivo su YouTube, adesso anche su spoti. Ho detto lui e mio fratello e non è come dire uno attivoglio bene e chiama solo empatia. Non c'è mai un motivo racionale. Per me le persone gentili e dolci, come sei tu, come io ti respire ti avverto, per me sono delle musi spiritici perché io sono molto mio agio. Ti vedo come la persona l'ho detto prima, se ti beccasso in un ristorante, verrà fare due chiacchiere, poi magari facciamo notte perché dico che bella perso. Ti ringrazio anche perché mi messo mio agio, che il collanzio è un attivino, soprattutto se ci tengono, se ripeto sono una cosa non mi interessa. Certo. Se vuoi lo dici perché sei qui. Perché se vuoi One More Time anche perché poi sei, non è che ci sono così tanti spazi dove raccontarsi,

e poi per chi fa musica di solito sono le 3-4 cose che devi dire un po' di convenienza, rispetto all'uscita, le cose, quindi era contarsi non è facile. E quando si danno questa opportunità a due uccidiani. Sono felice grazie. Quindi siamo entrambi in una condizione favore e vole. Partiamo dall'inizio. Quindi prima domanda dove nasci, quando, persa per i conteni ai, anche contesto a familiare, crescerai quindi fratelli, sorelle, papà, mamma, raccontami con la parte. Partiamo prima dalla tua età e dall'uomo. Io nasco nel 1995, a Catania, nasconcittà, però si inna subito va da vivere in provincia, in questi paesini, in realtà uno è il paese e si ama a Cicastello, però poi tra le scuole sono tutti i paesini collegati, la Cicastello a Cidrezza, che è famosa per prima la voglia. La mia famiglia è realtà,

il mio padre, il mio madre, il mio fratello. Il terro più piccolo, più piccolo di due anni, che siamo a Giuliano. E' realtà... I tuoi come schiamano? Il mio padre da Vide, il mio mamma Rossello. Niente realtà non ricordi l'ore insieme perché si sono separati subito quando due o tre anni. Un'anno dopo la nasta di tu fratello. Esatto, un'anno dopo la nazione di mio fratello, per cui il mio nono ricordi di l'ore insieme, è a figura di mio fratello, però tutta la nostra infanza, la mia ho praticamente vissuta molto con mia mamma, che lei in qualche modo è quella che c'ha un po' da sola cresciuta. Mentre mio padre lo vedevamo una volta settimana ai weekend, alternati, ed era una presenza un po' sporadica, no? Ok. Che lavoro facevano quando lavate piccoli entrambi? Mi amma lavorava al comune in un ufficio di collocamento.

Ok. Il mio padre, invece, poliziotto e rispettore, ed era uno di quei reparti particolari della squadra mobile che si chiama i falchi. Ok. Non so se è presente, però diciamo, sono considerati un po' il braccio armato, il pronto intervento della polizia, di solito quando riguarda che girano in modo, non sei mai se sono i poliziotti o i delinquenti, no? No, delle facci un pastito stagattive. E quindi si lui era poliziotti, mi amma impiegata, una famiglia, diciamo, normale, statale, non so come dire. Come mi messo a coccole, lo domando sempre, puravendo avuto i genitori separati comunque tua padre, anche se molto di meno, però lo vivevi, come ne spresso ammore nei tuoi confronti, sia uno che l'altro. Ma mi amma sempre stato molto affettuoso. Ti ha fatto sentire amato.

Mi ha fatto sentire amato? Mi ha forse anche insegnato la moace, proprio la mooria, forse lo capito a mia mamma. La cura, quindi lei mi ha sempre fatto sentire amato, però ha modo su un essenzo che lei in realtà in quella mia rei per i figli c'era tutta la sua vita. Completamente, perché parliamo comunque di un matrimone che ha finito molto presto, quindi mia mamma si ritrovata sola con due bambini da crescere, anche un po' sconfitta, da questa fine di questo matrimone che non si aspettava, quindi nell'essere mamma c'era tutta la sua vita. Il che ci ha dato tanto more, a volte in maniera quasi esagerata, no? Ma roboso? Ma roboso non tanto a livello proprio di attacchamento, ma a livello di emozionici. Femme un esempio. Tipo la sua anzione nei nostri confronti, la sua anzia la trasmetteva in tutti i modi, i nostri confronti capito di stare attento a quello, di stare attento come va. Non voleva che vi succede se qualcosa. Ci succede segniente, in generale no, siamo una famiglia, ci tenemos,

questa sua emozione e motività è sempre stata una parte molto importante la sua vita del bene nel male, quindi... Che a voi pesava da piccoli? No, no, realtorno. No, realtorno. Da piccoli no. Anzi la prezavamo... Non vi faccio a sentire protetti. E' presenti. Lei era presente per noi. Il mio padre invece era un po' una figura extra casa, quasi un estranio. No? C'è potervi fantasticare sui mio padre, quelle volte che lo vedevi, si stava bene, si facevano anche dell'attività insieme. Con tua mamma presente quando vi veniva a trovare o solo voi tre? Solo noi tre. Sempre conto a fratello, ma e da solo con tua papà? Ma e da solo con mia papà? Sempre prima a fratello. Infatti in me fratello, diciamo poi in tutta la mia vita è sempre stato... Com'è la persona più vicina? Sì. La persona che è più vicina a me. E... Sì, in me panno, invece lo vedevamo una volta settimana. E... Sì. Siamo me una volta settimana, poi fai quell'attività con i figli, che facciamo oggi, giochiamo, andiamo al cinema, facciamo delle cose, e poi tanto il giorno dopo

era tra i goletti un problema di me mamma, no? E' la quattidianità, i compiti e le varie cose. Per realtà un'infanzice di coccole, vi sono sentito coccolato dove sei sincero, c'è il senso, ho avuto... Nonostante la divisione, così netta tra i miei genitori, perché poi la loro separazione non è stata pegniente facile. Perché avevo un impatto su di voi, c'è tu papati parlava di tua mamma e lei di lui in senso un po' intenso, o no? Sì, sì, sì, c'è parlavano. Soprattutto il mio padre, nei confronti di mio madre, c'è la sentivica rabbia. Sentivo? No, mia mamma era più arrabbiata, come mio padre, no? Del tipo, mi è lasciato qui, non so la crea, a fare in questa situazione. Mentre mio padre, la prendeva come, non è capace, no? C'è lui, in realtà si toglieva questo sforzo di dovere essere presente, padre, perché la fine, lo vediamo poco, però mia madre ne parlava male. Ma in generale ti devo dire le due famiglie, le due famiglie hanno liticato molto a i nonni paterni materni

di lo di loro. I nonni iggi, sì, le due famiglie completamente diverse, perché la famiglie di mio padre, diciamo molto siciliana, anche un po' di destra, no? È ancora da un altro stile di vita, perché mi nonno il padre di mio padre era un marinayo, tra l'altro mio padre ho l'an mai vissuto, anche lui nella adolescenza, no? Quindi non ho avuto un burriferimento. Cosa che ho capito molto dopo. Però, sì, mi nonno marinayo, mi nonna casalinga, con che molto, appunto, ancora tale tradizioni, mentre la famiglie di mia mamma completamente diversa, molto progressista, tutti vodavano a sinistra, mi nonno si dà calista, quindi proprio tutto un'altra filosofia ed era molto incentrata la famiglie di mio madre sulle emozioni, sull'voler bene, una delle cose che sono felice, e ringrazio sempre, il mio mamma che ci ha sempre detto, è interessa che voi diventiate medici, avvocati, o chi sa che cosa,

però voglio sempre vedervi felice. Quindi questa cosa lo fatta di diventare parte di me. Mentre il mio padre, invece, era alle regole, e rispetto... Le regole, le rigore. Il rigore? Le cose giuste, c'è non fare in giustizia gli altri. Una persona, un'esta che ti ha insegnato a essere vero leale. Si, leale, un'esto prendi una parola, cioè se dai la parola devi aspettarla, quindi più questi di prinsignamenti. Però entrambi, comunque, erano due mondi completamente diversi che non si parlavano. Ai saputo perché si sono innamorati l'uno dell'altro essendo così opposti, l'hai mai chiesto uno dei due? Sì, ma non mi erano mai parlato, veramente. Cioè mi hanno detto come si sono conosciuti e che mi amamo a un certo punto di diventata insegnante per qualche corso informatica, a mio padre, che si non inizia a frequentare. Però non ho mai capito l'unico, non ho mai chiesto il motivo per cui sono innamorati. Sì, c'è.

Non lo so. Però sì, sì, completamente diversi, sicuramente. Hai detto liti tra le due famiglie, hai assistito a delle liti tra di loro, quando dici liti vuol dire urla o vuol dire qualcosa di più, come dire, denso. Ma in tanto si parlavano male, no? E comunque non eramo bambini. Tu uno dell'espare dell'altro, in scottra di loro quando si guardavano faccia faccia. Quando si guardavano faccia faccia, tipo capitavano, magari, al incontro insegnanti della scuola, no? Ogni occhiazione era buona per litigare, e comunque noi ripeto piccoli, molte volte anche le master non buono in difficoltà. Quindi che so mia mamma correva a piangere in un posto, il mio padre se n'andava, le master con me, diciamo, vieni qua un attimo, andiamo a giocare, però comunque le cose le assorbivano. Poi le due famiglie, che comunque ogni scusa era buona per parlare male dell'altro, le che ne capisce, no? Ma lui sbaglie così, eccetera, eccetera. Devo dire molto più la famiglie di mio padre

nei confronti di mio madre che vi c'è verso. C'è la parte di mio madre sempre stava più... Facifica. Attenta, no, magari pensava delle cose, però c'eramo noi bambini, quindi non voleva attaccarci questa cosa alla fine vostro padre. Non so, questa cunice, con il punto di stasi. E poi sì, le due famiglie, guarda, dovete givere proprio, mi ricordo un paio di scene, dell'infanzia molto... che mi sono arrivata, dobbiamo stanti fossi molto piccolo. Una è successa in Natale. Dove noi dovamo fare facciamo un po' come dei pacchi. Dovamo la vigilia da una famiglia e il giorno di Natale da un'altra. E quindi c'era sempre questo passaggio di pacco. E allora, sotto casa, non sono mi ricordo per quale motivo è nata questa discussione. In certe punto si sono in cruciale dei due famiglie. Non sono arrivati alle mani, ma mi ricordo mio nonno paterno che è in certe punto sputo o in faccia, e me nonno materno. Noi eravamo in macchina.

Io sentivo solo le urla, avevo i movimenti e poi mi ricordo questa scena. Le c'è questa cosa mi rimasta impresso. Li ho iniziato un po' di aree, no? Quella parte di famiglia. C'è un po' a ripudiare con la cosa lì, non sono così, non sono io. Poi più avanti nella vita c'è tutto fare i conti perché la ta sono anche io, fa anche parte di me, quindi è un lavoraccio che devi fare. Però si questo è uno delle scene più brutte. Sono anche io perché è la tua famiglia c'è il DNA o perché è replicato dei modelli loro. No, perché fa parte di mio DNA. C'è anche di mio padre. Molte volte poi, appunto, il corso della vita ho quasi detto, non sono così, sono diverso. Ok. Poi però guardavo come mi sedevo, come vetevo le mani, la faccia, certi gesti, certe parole, certi modi ischersare, dicevo, caolo, no, però sono uguale di mio padre. Anche fisicamente, no? Mi fratele più simile,

come fisiano mia... Alla mamma. Alla mamma, io sono proprio uguale a mio padre. Quindi la fiecie devi fare i conti, nonostante certi cosa non ti piaccio. E' proprio per questo, quella famiglia di mio padre, mi diminono una volta, arrivo a dire cose cattive su mio madre, usando parole poco ricevoli. Quanti agni avevi? Ti esce unice. E io reagì. No, davanti a tutti. Stai citato, no? Lo risposta a tono, non mi ricordo perché non ma mi... Per insomma, la volevi di... Ti devo affastirli. Ma volevo di fare. Ma volevo di fare il tuo madre? E... E non so, ci separarono e cedere, provare a uno a spiegare, mi ricordo che sentivo dalle scale, che lo provavo a uno a spiegare a mio nono, non devi dire queste cose davanti i bambini. Lui ciò... Megamere, frecci. Sì, psa. Parlando di un altro... Un altro epoco che uni lui, no, niente, fricava niente, dicevo a quello che pensavo. E io questa cosa... Megamere, mi ricordo piangevo. C'è piangevo tanto, per queste cose.

Sono ancora in vita, i tuoi normi? Purtroppo l'ultimo si è andato davvero. Pade mio mamma. Ok. E relegato a i nonni materni? Sì, molto. E anche a mia nonna paterna. Ok. A mia nonno paterno, no. Perché era un po' rude? Perché era un po' rude? Perché... penso che non abbia fatto bene a nessuno, non so come dire. Cioè era un altro stampo e poi non era presente. Anche lui non si va a fari padrino. Quindi... Io parlo spesso di un'esperienza che ho fatto tanto tempo, fa che si chiama il metodo Hoffman, dove spesso repliche il modello, no? Quindi quando un figlio ha avuto un padre, nel mio caso, mi sono sempre chiesto, ma che genitoria ha avuto mio padre? Perché ha replicato, e se mio papà era nei miei confronti, manesco, e mi sono chiesto, ero rabbiato, non mi chirevo niente, perché ero giovane. Quando sono diventato adulto, mi sono detto, la stessa, peggio, e quindi repliche il modello.

Poi dopo, la bellezza sta nel vedere quella cosa, esserne consapevole comuna dipendenza e rompere la catena. Si, si, si, poi anche per donarsi, mettersi in pace un po' di cosa, che sono la cosa più complicata. Poi, io diciamo che, dopo che il morte di mio padre ho dovuto fare un grande lavoro per calani sui panni, senza farò il suo contributo, il contributo di altri, per rir, come dire, mettere in semi i pezzi per ricostruire una storia. No, dovuto farlo un po' io, per ricordi, dalle cose, dalle interpretazioni di cose. Anche io perdonato, mio papà con lui morto, perché io lo temevo, quando era in vita, quindi non riuscivo ad affrontarlo. Avevo proprio molta soggettione, avevo quel timore che avevo giù quando ero più piccolo, quindi pure essendo grande e avendo tutti gli strumenti per affrontarlo, ero, c'era subditanza nei suoi confronti. Mi dispiace. Quindi ho cercato di rubare,

a mio fratello, il più piccolo che ho intervistato, i suoi pensieri, i suoi ricordi positivi, perché lui ha vissuto un papà diverso, rispetto a me e Luigi, noi siamo tre, io il più grande poi Luigi e poi Lorenzo. Lorenzo ha vissuto un papà molto bello, avevo bisogno di quei ricordi per concentrarmi, perché quando sei abbiato, dico spesso ti ricordi soltanto le cose negative, non ve più valore, anzi credi che non esistano quelle positive. Mi ho fratello Lorenzo, avevo una valigia piena di cosa bella, e questo mi ha aiutato a mettermi in pace, ma perché lo fatto vorrei saperlo anche da te? E perché ero soffrivo? Tu dici, non c'è più, ma ogni volta che vedevo un padre, un figlio, un film, una carezza, mi veniva al magone, perché avevo un'irrisolto dentro di me, avevo bisogno di pulire quella frequenza. E anche perché poi ho scoperto cose meravigliose di mio padre, ma che ho vissuto, ma le avevo debllate, perché il negativo aveva preso completamente

il suo prato. E quindi sentivo che avevo lesigienza, perché stavo proprio male, ma per anni e anni, dopo la sua dipartita, quindi questo percorso, qui lo fatto un po' di anni fa, ma non così tanti, quindi per me era molto importante oggi ci parlo serenamente, quindi mi sento anche... Ascoltato, protetto, mi sentivo protetto anche quando ne invita, però era... Era una protazione quasi con la forza, la sua, quindi la stessa che usava anche contro di me. Invece oggi sento una protezione senza una forza da dover subire, tu perché l'hai voluto perdonare? O comunque hai voluto pensare a come mettere insieme i pezzi? Perché se non è uno dei dei passaggi che, per sommento, vissuto è che ha dato rigiene la rabbia, è stato non trovare un perché di certe cose, no? Cioè non trovare una ragione a certe cose.

Quando inizia a pensare, ma ci sarà una ragione giusto certi comportamenti che mi hanno fatto stare così male, devi per forza capire da dove vengono, di ricostruire una storia, no? Vederlo poi soprattutto negli ultimi momenti di vita in cui ho visto, c'è passato adesso una persona mega dura, eroica, quasi no, uno figura eroica, il superpolizio, eccetera, ha una persona che faceva fatica a stare nel mondo, perché fisicamente era impossibilitato, quindi ridotto una persona questa cosa la soffria molto, no? Passi una vita molto da restare i cattivi. E poi per di le forze, le energie? Per di le forze, le energie, per di l'uso delle gambe, l'autonomia di tutti i tipi. Li ho riuscire a entravedere un po' del bambino di mio padre che non l'ho conosciuto, no? Perché poi torni un po' quando sei difficoltà

a certi tedgimenti, certe frase, certi occhilucili che non ho mai visto. Io vi sto una sola volta per angere il mio padre quando è morto su padre. E non quando è morto su mamma, no? Quindi il miglior do' questa scena mi ha... Ti è toccato tantissimo. Lo ho voluto perdonare un tanto per fermi un favore. È un po' egoista, però perché se non non sarei andato anti è una veri suolto tante cose che stavano inficiando nell'ambito? E poi perché autonomamente e quasi spontaneamente sono riapparsi dei ricordi belli che ho deciso di non... non voler volontariamente ignorare. Pettono esistono? Fanno parte dei ricordi di mio padre. Ci sono quelli cattivi, ci sono quelli belli e bello celebrare

che poi mi hanno adesso quello che sono. Quindi è bello celebrare tutto questo. È capire che comunque non era un superelò. Era una persona con dei difetti, come posso essere io, come mi auguro che se mai avrà un figlio sarò comunque in perfetto. Sicuramente certe cose non le farò. E sono le stesse probabilmente che... di cui ha parlato tu. Però sarò comunque in perfetto, non funzionerà mai tutto, non potrò dare tutto. Messe sono mie figli, non mi aparteranno mai, cioè io poterò dare quello che posso, ma loro avranno la loro vita. E quindi per fare tutto questo devo perdonare il mio padre. Devo trovare un modo per farlo. Ovviamente la terapia mi è aiutato a capire delle cose perché poi da solo se non hai gli strumenti. Sì, o anche il vocabulario

per definire delle cose si rimangono senza zioni che però non mi sedere dei nomi. E quindi lo ho dovuto fare. Mi racconto ricordo bello di lui perché ha detto comunque c'erano delle cose che gli appartenevano e non volevo archiviarle perché erano parte di lui. Raccontamene uno. Ma guarda, sarà un po' poco scontato. Però io non so perché era anche molto piccolo, ma ogni tanto mi tornemente il ricordo della prima gira in bicicletta senza rotelle. Pensei niente lui? Sì, insiato lui e io non volevo togliere il rotelle. E te dato quella spinta li. E poi vai. Non so perché ogni tanto mi tornemente. E poi più niente adulta che è un po' più difficile, no? Una adolescenza è un po' più difficile a trovare dei ricordi belli. Diciamo quando ho fatto musica,

una volta mi ha detto una braccia, mi ha detto, sono molto fiero di te. Però lui, ben ricordo. Diciamo che entrambe le cose sono stati le passaggi che hanno fatto diventare grande. Non andare più con le rotelle e essere fiero di te vuol dire a valore quello che fai. E' un po' più certificato, forse lui ha un po' più importante della tua vita. Non lo so. Che cosa ti fai emozionare? Sono curioso perché anch'io quando paravo di mio papà piengevo sempre e non pengo mai, ma con lui era sempre così mi sono chiesto ma cosa? Mi fai emozionare. Tu lo sai? No, ma è che... Scusa. Ma mi ha figurato. Pretenete il tuo tempo. Tieni.

Non lo so. Penso che... Nonostante tutto, uno fa al lavori, c'è c'il lavoro, amigliore, eccetera. Poi... Comunquevi di di fermarci e pensarci, capito. Il più facile e così, vai avanti, fai delle cose, hai trovato delle risposte. Al che quali ti appoggi, quando serve, però comunque non eviti di fermarci e pensarci, no? Passa a fermarci e pensarci, pensi, capore, però, sarebbe dovuto andare diversamente. Se lui ci fosse stato credi che avrebbe potuto essere una persona importante come ruolo della tua vita oggi, rispetto a quello che sei. Però troppo no. Penso io no, perché non... C'è una, invece, una grossa differenza che penso, spero che... tramite quello che lui mi ha dato anche di negativo, sono riuscito a imparare. C'è che io voglio migliorarmi sempre,

come persona. Lui, però, troppo, non lo visto migliorarsi negli anni, capito? Visto peggiorarsi, c'è comunque non fare grossi cambiamenti. E lui ha vissuto quello che ero contato di tuo nono paterno, perché tu parla dei tuoi figli e secondo me oggi il più grande esercizio che uno può fare per crescere e mettersi in discussione. E forse rao è un'epoca diverso. Sì sì, non ma sicuramente. E quindi dove... Anche se non avevi ragione, volevi avere ragione che per orgoglio non potevi ammettere un torno. E invece era cosa più bella del pianeta a mettersi in discussione. Sì, ma ti dico anche... C'è una cosa che poi è la fine una delle risposte che mi sono dato quando ti pensato... a me parla, pensato che lui comunque facevo il lavoro dove lo spazio e la motività è veramente piccolo. Perché non puoi sbagliare, perché in gioco c'è delle dinomiche difficili che è tipo... Mi ricordo una volta mi raccontava che dovranno intervenire quando c'era un... era arrivato una chiamata

alla polizia di... non so, un uomo che stava picchiando la moglie e una cosa nel genere. Lo so dovranno intervenire e hanno trovato una donna ridotta in condizioni brutte. Ok. L'istinto mano che ti può venire una rabbia dentro e di reagire ma li, tu sei, in un ruolo in cui non puoi farti prendere da quelle emozioni. Oppure, quando secondo una pistola in mano è dall'altra parte c'è una persona, c'è l'emozione di mettere da parte di essere più lucido possibile. Questa cosa, poi, ovviamente, purtroppo la portava anche a casa, no? Questa mancanza di parlare di emozioni, di chiudersi, di essere chiusi, e... quindi non si è mai mostrato fragile, ovviamente. E, per me, mettete in discussione devi accettare quella parte di fragilità. Quindi per questo, di questo, me non... non so se vorrebbe fatto parte la mia vita in questo modo, perché non penso di un certo punto dopo tanti anni che fai che vivico si,

è difficile riaprire a uno, tutte le caselle, dire, ok, forse dovrei lavorarci su questo aspetto, di difficile. Io non parlavo con mio papà da cinque anni, era inospedale, ha avuto tante problematiche di salute, e quando sono andato nella sua stanza inospedale, io ho detto che avrei vegliato sulla mia famiglia, e lui li ha smesso di lottare a pianto ed è morto. E' una cosa che mi ha fatto soffrire sempre che io, lui, non abbiamo mai avuto una bella conversazione, mai, e non ho sempre lìti, o superficialità per non litigare quando sono cresciuto, perché riusciva a andare d'accordo massimo 15-20 minuti. Deccorsi quei 15-20 minuti, scattava una provocazione, scattava qualcosa che ci avrebbe portato la discussione, quindi, non so mere riusci ad avere una conversazione

come la nostra con lui. E questo mi ha fatto tanto soffrire. Tu ci sei riuscito quando l'he visto in deboliersi, quindi, essere più temero. Guarda, la risposta vere no, non l'ho avuta. E' non perché non ci ho provato, perché non ci ho provato lui, senza solui non aveva i mezi per fare questa cosa. E lo capito dopo, non avrebbe saputo affrontare un discorso su come mi sentivo, su quello che era stato fatto, su come migliorare una situazione, non era nelle sue e possibilità, che non lo giustifica, però, effettivamente, mi rende conto che era così. Una volta solo ci ho provato, ma, direvo, esattamente, come detto tu, una sensazione di suddidenza o di impotenza per cui avevo paura della sua lezione, quindi non ho detto quello che volevo dire. E alla fine,

invece, dicevo, ho poterdi per parlarne, perché davanti una persona che è difficoltà. C'è ora quello che sento io, quello che provo io, forse più importante semplicemente esserci. È basta. Che passione è viva? Volta il suo lavoro. Il suo lavoro va il calcio e la musica. Il calcio e la musica. Te le sei portate dentro anche tu, come passioni. Si entrambe. Anche il calcio? Guarda, forse più il calcio che c'è nel senso. La musica era una passione molto privata, non suonavo per me, non facevo sentire nessuno che sono avone, sembra che sono avuto a me. Suonare vuol dire strumentio, cantare. Entrammi, però, soprattutto, sono il piano forte e cantare. Che tuo papà, perché ne abbiamo parlato un po' del backstage, i tui genitori ti hanno scritto a delle lezioni, c'è come hai fatto imparare? Sì, a scuola. A scuola lì, in questo, la prima scuola, dice Castello, è una scuola che aveva una sezione musicale, quindi iniziato a studiare che non forte. Un quinto elementale,

che, in realtà, se un bambino non hai profonda voglia di studiare, ecco, è iniziato a studiare il piano forte, e poi, alle medie, a tacitrezza, invece, sempre lì, accando, e ho continuato a fare il coro, il piano forte, lo studiato perché, sta, diciamo, c'è l'orchestra. C'è la scuola che trova, c'è una bella orchestra. E poi, queste passioni lo portate, ovviamente vengono la mia padre, il senso che mi padre, su una valpione forte, mia madre dice che, quando erano ancora insieme a casa, se va, diciamo in grembo, mentre su una valpione forte in un lignato, mentre il calcio, è in realtà, perché, in mio padre, era bravo a calcio, e anche io me la cavavo. Infatti, quando un certo punto, sono andato all'iceo, più avanti, si dice anni, c'è sette anni, c'è vado a giocare le partite con lui, che era un forse il vero momento in cui, stavato insieme. Sì, stavato insieme. E in generale, non le due cose che ci avvicinavano. La musica, lui scaviva anche o reinterpretava. No, lui reinterpretava. C'è una canzone che ti lega a lui.

Sì, ci ho pensato allo tutto il giorno, perché è passato all'arradio. Ok. Perché l'hanno scositanto bene questa canzone? Perché me la suona va lui ed è... In caso. Sorry seems to be the head of the world. Bellissima. Bellissima canzone. Andiamo sulla tua crescita, poi per chi ti conosce, ma credo che ti conoscono in molti, come cantante. Prima di arrivare a quel momento, infancia d'olescenza, tu viderai con tua madre sempre? No, io vivo con mia madre fino alle medie. Ok, vale anche per tuo fratello. Vale anche per il mio fratello. Poi mia madre, e, come ci dicevo, poi più crescevamo, noi eriamo bambini, forse anche dovuta a questa situazione familiare, così, però... Bellissima. Bellissima. C'è i requiti. Molto requiti. Molto molto requiti. C'è... mi ho incendiato due volte casa. Ne mi ho combinato un po' di...

Ok. E me la sola affrontare queste cose. Quindi, più andavo amavanti, più lei faceva fatica. Ma era un modo di attirare la tensione su di voi, e l'hai analizzata questa cosa? Sì. La risposta in modo da cosa è che realtà forse non era così grave, se peggiorata perché il mio madre non era affettiamente capaci di stirci da soli, a due bambini maschi, e il si faceva prenderla le emozioni, no? Ok. Però erano a inizio, erano monellerie, miente di... Poi, crescevendo andando più avanti con le tine, inizia a essere più pericolosa, le cose, no? E sì, forse lì in quel momento era per attirare un po' l'attenzione, anche inconsciamente, non era una cosa polluta. E andrete a vivere poi da... Da mio padre, che fra tempo... C'è seta andativi a voi o Levi ha detto, c'è come andata? Perché una mamma che vive per i figli deve essere stato straziante, no? O magari aveva bisogno anche lei un secondo di trovare un...

un equilibrio, non lo so. Anche quello, nel senso Levi aveva veramente dedicato la sua vita a noi, eri nonciando alla sovita personale completamente. C'erati le amore lavoro. Amore lavoro, no? L'avora, ad esempio, Levi appunto lavorava in un fici, un certo punto, le hanno chiesto di scattare di ruolo, però a Leverebbe, avrebbe occupato tutta la giornata, e le pur di non stare lontano a noi, di se no, per era un bel salto di ruolo, no? E in amore, qualsiasi persona veniva, non era ben accetta, da me, soprattutto. Ok. E di farcire la gelosia di tuo papà perché lui che ha lasciato lei? No, no. Leverebbe potuto rifarci una vita? Si. Eravate più voi essere gelosi? Si, io, soprattutto. Ci trovavo ogni contesto per farle. No, ti ricordo di un episodio in cui lei ha avuto un fidanzato e tutti sei un posto? Si, mi sono... ho c'è stato un fidanzato che ha trottato che ho incontrato da poco? Ok. E... che proprio non mi piaceva. Non mi ricordo,

questa discussione, mi ricordo in certo punto, lui reagì, fisicamente, prendendo, mi strattorando, mi strattorando il letto, e lì da mia madre di se. Ok, fido. Perché i suoi figli ce noi eravamo veramente la sua vita. E io la... Per questo ho sempre ingazziato. Perché non ci ha mai fatto mancare nulla, io avevo tante passioni, lei ne aggiunte altre, perché ci tenneva che noi, io non so imparassimo una lingua, quindi ho studiato inglese, facessimo catechismo, i scout, il calcio, la piscina, c'è veramente lei faceva come una trottola. E quindi, da quel punto di vista veramente sta da presente. Quando poi, ovviamente, noi avevamo questo tenore di vita dove facciamo tante cose, poi eravamo veramente complicati a gestire, a un certo punto, anche a scuola, soprattutto il mio fladello più piccolo, che affrontava le cose in maniera completamente diversa a me, perché io ero uno che rispondeva, reagiva, polemizzava,

fratellosi chiudeva, non parlava, non parlava, non affrontava, non affrontava, a scuola andava male, aveva fatica, probabilmente oggi diremo che aveva la DHD, però i tempi era un po' diverso, non si dava un nome a questa cosa, era lui che non voleva sugliare, ma mi rendo conto che lui faceva fatica sugliare. C'è lo dici perché aveva dei difficili della tensiono, perché poi dopo gli è stata diagnosticata la... Noi hai mai stata diagnosticata, perché sei andata avanti affinto gli stuli a fatica, ma ha sempre avuto probleme a scuola, e mi ricordo che lui non riusciva a stare seduto, lui non ci riusciva, lui scattava, era scatti. C'è scritto in modo di avuto anche l'occasione di andare da un terapèudano, che ci preschesse delle pillole per calmarci. È un po', vele a sua ministrate o? Per un paio di volte finché poi non è arrivato un mio padre, c'è litigio, sempre traginitori, notevi che un voce mi in queste cose non devono prendere pillo, le sile devono prendere,

eccetera, la fine, aveva andata avanti. C'è la fine andate da lui. Aveviamo da lui, che... Selle medie. Alla e allicevo. Selle licevo, fratello e alla medie. Alla medie ancora, sì. Ovviamente licevo, già, è stato un po' una comitanza di cose. C'è il mio madre che aveva fatica gestirci più crescevamo. Licevo, che devo fare per Forza Catania, perché ho fatto licevo scientifico. Ok. Mi apadere che nel frattempo aveva questa relazione che già durava da un po' per cui ha deciso di che è il momento di prenderci. Quindi questa comitanza di cosa alla fine ci troviamo a casa di mio padre a Catania. Diciamo che è stato a lì, iniziato forse un po' la fase più difficile della vita, perché secondo me lui ha preso sotto gamba il fatto di avere dei figli e di gestirli quantitivamente. Ci riceva sempre vissuto una volta settimana, le feste. Sì,

l'osigno si va, beh, c'è l'incontro un episodio ricevato presenziuma alla fine non meno qui tutti i giorni. Non si rendeva conto dell'o, come dire, del ritmo di tutte le vostre giornate. Sì, anche delle necessità di curare anche altri aspetti. Non solo il gioco, ogni tanto, non solo la chiacchiana inettanto. Compti, le attività. Ma anche guarda una cosa che mi sono accorta il rumore, no? C'è dei bambini a 14 anni, 12 anni. Fanno rumore. Nella camera, giocano, fanno rumore. Forse spaccano anche qualche vaso con il pallone. È l'anolo natura. Ressumela aveva presotto gamma questa cosa. Quindi appartito con le buoni intenzioni, qua c'è una nuova camera, la nuova camera attraverso il calcetto. Ci chiamo, calcetto insieme. No? Bellissimo. Poi, anche con la nuova compagno, è la prima volta che andavamo a casa. No? Quindi c'è una situazione che per la prima volta sembrava familiare. C'è, abbiamo a biti amicità, per eccelliceo, sto crescendo, magari ci sarà il motorino,

la ragazza. Una famiglia. Questo sogno durato poco. Molto poco. E che poi siamo poi nervosito? Si è iniziato nel vesile subito, molto presto. Siamo iniziato a diventare un fastidio. Quindi lui si chiudeva il studio. Noi dovamo, iniziava a mettere delle regole, piano a piano, però non potete fare rumore. Però le merendine non le potete mangiare. C'è iniziava a mettere una serie di regole. E' la parte di aspetto di cura, quindi, come sono andati i compiti, con andato il combito di latino, noi interessava. Io avevo la passione del calcio, continuo a fare calcio. Solo che per continuare a calcio uno dovrebbe uso, da solo, era molto lontano, veramente facevo fatica andando a arci con i mezzi, 4 volte settimana, 3 volte settimana, e non dice no, ma io non ti posso accompagnare, organizzati. E' ma scuola, non è che ti posso accompagnare. Vai, qua c'è l'auto,

puoi svegliere le semattino, vai. Quindi, iniziava a capire che il peso di dovrebbe essere presente di avere una famiglia, era diverso da una volta nittanto. E quindi noi iniziamo anche a soffrire questa cosa, perché pensamo di trovareci in una cosa, cioè, in una situazione famigliare, ma invece ci trovavamo ospiti di una cameraetta, dove non avevamo accesso neanche negli altri camere. C'è non potete mandare mele all'assenza, per non spaccare le cose, non fuori che sono. Ma è fastidio, per non spaccare le cose. Per non mettere in disordine. Per non mettere in disordine, c'è in non c'è una volta in cui io ho detto, sai che cosa ho aggiavato inserono nel guardo a TV. Ma è successo. Oppure, indito, una mica a casa, ma è successo, per creare rispostera, vai tu da loro. Quindi iniziamo a essere ospiti. E allora, più di quelle porte a chiave, per non farvi entrare. più di quelle porte a chiave, è successo, ve li è nata forse ricordo più brutto di mio padre, da questo episodio,

quindi chiudere porte a chiave. Cioè? Cioè che, poi, ripeto, siamo a 16 anni, più o meno, a 16 anni, non va bene questa cosa. E allora, ho scavato nei cassetti, ho trovato le chiariche, ho fatto trovare tutto aperto, e mi sono fatto trovare insalone striato. Per ribeglione. Per ribeglione. Non da mio padre, dalla compagna. Ma mi è tornata, ma era chiuso. Non potete mandare, mi dove chiedere permesso è scavato nei miei cassetti. E tu ho capito, ma io non... Cioè, questo deve essere in che casa mia. Allora, risposta a tono, sapendo che sarebbe arrivato il mio padre. E allora, quando poi è tornato, io era in cameramia, ma giro, pronto. Pensavo se hai visto un'altra bella litigata. Vesce un po' come se è metodo lavoro di interrogatorio che aveva... avevano... mi confranno in cui il mio fratello.

Chiusi la porta chiave, abbastro eserrande, e me ne diete. Con la cignia, con la cintura. E' la prima volta. Ho qualche schiaffola vo preso. Però in questo modo mai. In questo modo no, perché psicologicamente era devastante. C'è le bottono le sentivo. Ma psicologicamente, è come si chiudo la chiave, perché non voglio fare sentire gli altri che te le sottando. Vito? Vaggiano che... Sì, sì, no. Mi è molto chiaro, quello di cui... E' più dole serrande, per non fare vedere i vicini che te sottando. C'è questa cosa qui e me. E poi io... Dovera tua fratello in quel momento? Non era presente nella stanza? No, no. Ha avuto anche le sue. Però quella lama la ricordo, perché io poi... cercavo di tenere un minimo d'orgoio. Quindi non li volevo far capire che ti faccia amare. Quindi non... cercavo di non piangere?

E lui si incazzava ancora di più. Si incazzava? Ti sentivi un migliato o... c'è cosa provavi dentro di te? Sì, l'unumicazione. Perché... è l'impotenza. Potenza, poi. Considera questo che lui ripeto. C'è. Si va parando di una persona fisicata. Si forte. Forte. Ok. Che metteva paura ai criminal. Figurati a me. Che per me era una persona che a me ha sempre messo paura fisicamente. Ok. E lui ti dico non ci sono state tanto occasioni in cui è stato violento. C'è lui semplicemente quando c'era da fare il padre e da fare la punizione o la... Ti dava una lezione in quel modo. Esatto, lui conoscevo a quel modo. Poi non è che durante il giorno era una persona che non so, beveva e arrivava alzava le manne. Non era quel tipo di persona. Era persona che conoscevo quel modo per essere genitore,

per insegnare. Ok. Quanto tempo vivrete con lui? Non ti soddire. Perché poi c'è i gialta cinque anni di lì c'è lo fatti tutti lì. Ah, wow. Senza entra nere altre stanzi perché dopo quella sera ti ha rinnovato il fatto che non potevate entrare in altre stanzi. Sì, non era una cosa dette specificamente. Sì, però sapevi che non potevo. O che non potevo poco. O che potevo molto poco. Dovi chiedere il permesso. Dovi chiedere il permesso. Ma tu a mamma la vedevi la sentivi intanto questo era il corrente? Sì, no, era il corrente, magari non dei dettagli, però lei conosceva il mio padre. Sono devo spiegare nulla. Del tipo che era il mio padre e lei purtroppo per preservarsi. Non avevano anche la forza di dire. Dai, tornate da me. Perché non poteva fare l'eseramente a me sulla parte della sua vita stava ricostruendo. Per la prima volta, forse, è nonostante questo comunque c'era, ci dà una mano,

qualsiasi cosa che noi dovamo capare o sfuggire del mio padre, c'era il mio padre. Però lei non poteva prenderci in casa perché stava ricostruendo la sua vita pieno piano. E allora, non ho tutto dei metodi un po' per sopravvivere in queste situazioni. Perché tanti non stava a casa. Perché a casa io non stavo bene. Perché devo stare attento a casa. E ti era concesso di poter uscire? Sì. Perché ripetero a un fastidio, no? Era un fastidio. Quindi state fuori ok. Quindi i amici sono stati fondamentali perché a turno mi hanno spidato. A dormire? Sì. Si è anche a dormire. E lo permetteva da minorene di dormire fuori? Sì. Importante che tu li diciessi dovandami. Sì, è solo certo. Solutamente. Bacchiorno? Ticca il valuto e veniva diietro o no? Mi affretello un po' peggio. Perché lui a volte scomparso per lui per giorni. Senza dire nessuno, né anche a te? Nei che no. C'è il suo modo di chiudersiera scompaggio. Scompaggio. Senza cellulare. Scomparo a tre giorni. Questo quando soffriva.

Quando soffriva. Poi magari non era subito dopo un episodio però in certo punto lui dici «deva», scompariva. Tenenneva tutto dentro e poi sfogava così. Sì. Sì. 5 anni sono lunghi, ma vi siete sentiti abbandonati la vostra madre? C'è tutto quello che tu adesso mi era contato, l'hai capito dal giorno 1 che sei natura tuo padre o da adulto. Il fatto che l'hai, avessi anche l'hai bisogno di... No, ovviamente l'ho capisato adulto, lì l'avrendevo con me. Mi abbandono. Certo. C'hanno abbandonato sapendo in chi si lo zioni ci metteva. E' probabilmente non lo sapeva. C'hanno aspettava così. Però ripeto a me ho cercato di trovare delle soluzioni per rassopervire in questo contesto, quindi la scuola è piaciuto tanto, perché era il mio spazio e nel mio luogo. Io la ero poto mette nel centro dell'attenzione, anche no, esistevo perché c'ercavi fare simpatico, ragazze, cedera, il calcio

e il mio spazio, quindi non muoto i avane su. C'hanno davvi a calcio alla fine? Sì. Per un po' resistito, poi... No. Perché era complicato. Era veramente complicato e poi non vuole vorrei cominciare ad seno una squadra, era un po' complicato. Mentre la musica ha preso sempre più spazio, perché invece la musica era... E come le esprimevi? C'hanno dove la consumavi, dove la frequentavi la musica. Principalmente nelle guffiette. Quindi era un viaggio solitario. In ascolto, quindi ma in azione dove tu la facevi. Capitava, però, ad esempio, uno delle cose che chiedevo spesso, il mio padre era... Posso andare in solo nessuno al più no forte, perché c'è il più no forte. E quale tira con cesso? C'hanno davo? Nì, tanto mi prendevo i suoi, come dire, i spartiti. Partiti. E poi a scuola, perché a scuola puoi stato il vero post in cui ho iniziato a scrivere anche poco, perché era ancora molto cerbo. Però la prima canzone lo scritta in questo musical, che poi si fa il musical no a scuola.

Di cosa parlavo? C'è una cosa poco personale? Sì, di solito in questi contesti, fai canzoni di altri, no? Però era un ambiente in cui iniziavi a conoscere altre persone, a cui pesciamo uno della musica, provavi a scrivere le tue primi accordi, tendenzialmente non giro di do. E' quindi così iniziato un poco. Si è la musica per sempre più spazio, nella mia vita. E poi ripeto un'altra tattica, oltre a stare molto fuori casa, frequentare la scuola tanto, quindi io faccio tutti i corsi vomeridiani. No? Sì, pur di stare fuori casa, orsisi cosa. E poi vari nonni, che ha fasi, mi hanno. Sì, ha paterni che ha materni. Quindi comunque con i patenevevi un bel rapporto più con la nonna. Non c'era più nonno, poterno. Non c'era più nonno. C'era solo una patena? E li era bello. Sì, era bello, c'era in chimiozio. Fratelo di tuo papà. Fratelo di tuo papà. Con lui anche bene. Fantastico. Ha fantastico. Qui c'è ancora? Non c'è più nessuno.

De tutta la famiglia, frago la... non c'è più nessuno. E' un po' mi sento questa roba qui perché ho allo sono gli entato il più grande di frago, no? Quindi è un po' questa roba sentita, però sì. E' mia nonna poi è stata la fine nei ultimi anni di... L'ultimo anno di scuola di Viseo, io ho preginto misso da lei. È stato il periodo più bello forza della mia vita. Perché lavate liberi un po' di esprirvi? E' sì, mia nonna... Mi hanno una paterna. Mi hanno una paterna, perché io le davo la compagnia. Mi hanno una persona che era trolla sola senza un figlio, perché l'ho zioggia se ne l'hanno dato. Mi ha un zio che era molto molto giovane. Il marito. C'è la perso due figli giovaniissimi. Quanti anni? No, mia nonna prima sento da mia nonna è poi mio padre. Quindi lei ha parenta perso per il marito. Poi un figlio grande che siamo a Marcello. A che ta Marcello? E' 56. È molto presto. E tu vado a quante anni aveva? E' l'altro giorno ci pensavo. E' 60.

Cinque. E adesso c'è soggietto quanto tempo fa? F1. Quindi c'è quante-se anni. Quanti-se anni? Quindi con tu anonna le tenevi compagnia. Le tenevate perché lavate tu. No, no, solo io. Ok. Quelle la prima volta in cui? E' due vero, tu ho fratello da mia madre. Ok. Con tu anonna c'è stato un momento in cui non lo so. Tu hai detto da adulto capito? Vi siete chiesti scusa, ti ha spiegato? Si è successo. Vedi? No, abbastanza regentemente, qualche anno fa. Ah. Guarda, quando iniziato il percorsi della pia? Si. Non ci sono anche pensato troppo che adesso affronto il discorso di mia madre. Siuscimente. E' ripiù aperto tu. Si, mi ho pianto. Ci siamo detti un po' delle cose. L'ho detto guarda, sono me, questo è sbagliato. Mi sono sentito così, eccetera. L'ho detto guarda. E' in questa disuazione ci ha spiegata.

Tutti tutte le cose che avrevo attribuito a mia mamma, se suona da proprio un attimo. Adesso è la tua mamma. Si, si, si. C'è le se sola amie. L'amie. E non ci sono, come dire, frequenze contrastanti. No, no, no. Poi? Vale anche per tu fratello nei suoi confronti? Si, soludamente. Però sì, tutte le cose... Le mancanze tu... Se ne vanno, tu diciamo, cao le rida sola. E poi da adulto, diciamo, era finito anche un matrimolo molto presto. E' sofferto? Ok, abisco. E' stato una donna con le palle? Sì, sì, sì. Due. Dicciotto anni dai la maturità 18-19, finisci lo scientifico? Sì, sì, sì. Bene. E vivevili nel ultimo anodiliceo con tua nonna paterna? Sì. E poi che succede nella tua vita? Poi, io non avevo molti idee, come tanti ragazzi. Non avevo idea cosa fare nel mio futuro. E ne frattempo, ho iniziato una relazione con questa mia compagna di classe,

è stata il mio primo amore che si chiama Federica. Ok. E lei voleva studiare medicina, però poi non era entrata in grado a Toria Medicina, a certo punto a scelte andare a modena, a studiare più tecnologia. Io, ancora ripeto era nel mezzo una pan, a un certo punto mi ricordo, era stato tipo luglio, a una festa di spiaggia, c'è uno dei amici, non ho detto, tu che vuoi fare? Non so, economia ho detto, la prima cosa mi minimmente, ma dove? C'è no, qua, Catania fa, guarda che sono chiusi da due mesi di testo. Ah! Quindi, allora con la scusa che a punto Federica sono andando a modena, ho provato il damso, a Bologna, che era molto vicino, e ho detto, a mia ingigitori, l'esperienza fuori, era un po' improvvisata, e sono andato a Bologna. Ci sia andato? Sì, studiare al damso. E' l'hai completato, no?

No, è finito un anno, perché poi è iniziato, perché poi sono andato a X-Factor, e quindi dali è iniziato tutto una carriera, andamo anche bene al mio universitato a dire, però è stato poi tutto un viaggio. E' un cambio di programma? Sì, un cambio di programma. Va a X-Factor, è il primo provino che fè nella tua vice, e volevi ad dire, faccio un provino per andare in tv. C'è come ti viene in mente? Ma guarda, in realtà era nato tutto appunto con il musica all'iceo, perché mi ero trovato bene, mi piaceva e riusci a farmi vedere una vesta diversa, e forse è in culo dei motivi per cui Federica si era in baguita di meno, perché mi aveva visto più fragile, non a più terro, con la musica, ho faccio tutto un po' lo spaccone molto orgoglioso, quindi avevo ricevuto attenzione, mi erai piaciuto questa cosa, c'è di cantare, mi diciamo lo si bravo, si cantare, ho che fiatano, quindi anche scelta del dance era un po' direzionata a dire, ho che voglio fare arte,

c'ho voglio comunque occuparmi di arte, effettivamente mi fa stare bene, mi accompagna a tutta la vita, è un sempre stato mio sfogo, facciamolo, non pensavo che sarebbe andato poi nella musica, c'è pensavo essere diventato più dietro le quinte, un tecnico, un critico, non so. Però allora molti, anche ragazzi, compagni di classe, amici stretti, amici avevano, aprova CX Factor, aprova CX Factor, e tu va beh, proviamoci. Tavano sentito cantare i tuoi amici? Sì, solo lì, quel musico, poi dall'invece, mi sono un pochina aperto quegli altri. Dove lo fai il provino per il sfactor? Per del primo lo fa tannaboli e mi ha accompagnato il mio padre? Entrato? No, no, no. Non si potevo non voleva, non si poteva, non si poteva. Perché il primo lo fai con delle persone di atti lavori, di otori, poi se passi quello lì... Sì, poi vai a me, no? Che è la primavera grande-scrematura, no? Perché passi da quarenta mila, a, non lo so, cento, duecento.

Certo. Quindi era quella difficile che non si vede, è in tv, perché ti vuvano quelli davanti giudici. Per cui mi ha accompagnato il mio padre che aveva, c'è anche il mio vascoltato, un musical, mi sentiva a casa che cantava, anche lui sapeva, pensava che io fosse bravo, e infatti mi ha sempre incitato a questo untrivisto. Sollea passione, guarda, sia mi mamma che il mio padre sempre c'hanno messo il carico, seguitele. Questo, io, sempre l'ingaziali. Quindi il mio padre sapeva che mi piace una musica, metto di c'è compagno di ex-fatter, è stato un bel momento, perché siamo dati in Napoli, in macchina, con il band and breakfast, lui aspettava le code, è solo che non ho dato bene, perché io ero molto ansioso. C'è lo sono tuttora. Però i tempi soffrivo tanto l'ansia, e quindi sono arrivato la molto timoroso, e ho cantato molto male, molto piano, sono uscito a quel progiero di cento, ma come ho cantato male? Si come però per me era un gioco, non c'erano anche i provato, se non fosse stato che fosse nato così male,

perché sono uscito a lì, dicendo, non è che devo entrare. Però posso dare di più voglio almeno farlo vedere, farlo sentire. Esatto, c'è io io uscire che io ho dato il massimo, poi io non deve andare, però io dov'è essere contento, soddisfatto, della mia prestazione. Di quello che posso fare. E' così posso riprovato, non lo dopo, che c'è la Bologna. Ok. Rastal, primo, torino, poi a Bologna, quello 20 giudici? Quelli ufficiali. Quelli ufficiali. Chi c'era nella tua edizione? Fedez, Mika, Morgan e Vittore Gabello. Quindi sì, no, l'anno dopo ci sono dato con questo atteggiamento, io devo dare il massimo. E rileggero di mente, detto, sì, ma veramente, non ho niente da perdere, quindi cerco di dare il mio meglio. Sì, forse non mi è più cavidato. Sì, essere così leggero. Sì, di dire, ma me che è bene frega. C'è nel senso io doveo quello che posso, poi va, va, un va. E... Lo che vorrebbe già sverginato con l'emozione, quindi, a volte si appaura dell'ignotto, non sai cosa ti aspetta, lì più o meno, avevi preso confidenza. Come qui?

Però poi dopo ti rilassi, avendo lo visto per sì, però magari quel backstage, prima era quasi com'è a saggiare quella cosa è lì e ti ha rassere nato. Sì, assolutamente. Quindi vai e vai bene, nel senso... Sì, stesso. Sì, stesso. Sì, anche forse un po' più convinto di quello che era realità, nel senso che ci vado forte, dicendo, io oggi, spacco, non so cosa mi è preso, e quindi su entrato lì, metto, scrivi, faccio si scrive in inglese, e mi hanno qualcosa di pomale. Detto come è mai in inglese, io la... Detto cosa risponde, faccio. No, sai, non, io sono inglesi. Puro di dire qualcosa. Puro di dire qualcosa, di justificarmi, di dire che... Certo, hai parlato bene in inglese per come... Detto, no? Avravamo studiare in inglese. Quindi ho detto questa bugia, pur di dire, no, ma io sono convinto di quello che faccio, lo parlo bene. Io era molto convinto. Dato bene, e poi, mi hanno portato, invece, davanti giudici, e lì è tornato con la sensazione di dire a cavolo. Lo stesso giorno? No, no, no. Sato. C'erise su Bologna?

Dopo prima Torino, questa fa... Bologna ci sono i giudici. A Bologna ci sono i giudici che sono passati di po' mesi. Ah, non sapevi si? No, fosse andato bene o meno. No. Ok. Poi mi hanno chiamato... C'era pubblico a Bologna? C'era pubblico a Bologna. E' vero confederica, che, nel frattempo, va insieme, diciamo, anche se l'estava a moderna a studiare a Bologna, facciamo un meso e andavo io a lei. Messe veniva a lei da me. Che pezzo canti quello ricordi? Avecanto, un pezzo di moduugno che cosa sono in nuvole, che è scritto da passo lini per un film, che sta usando al dance. Quindi è stato un caso perché io sta usciando passo lini al dance e dovo dare le samedi analisi del film. E quindi io ci dò questo brato, ma non lo conosco bellissimo. E quindi l'ho portato, e poi avevo scritto una canzone, che era l'unica canzone che avevo scritto, che avevo completato, che aveva un senso. E li sul pacco, io otori, che sono più bravi di me. Ha detto me, perché non fai anche quel pezzo in inglese

e hanno detto giudici, e quindi vanno che sto il pezzo in edito, che ho scritto in inglese, lo ho cantato lì con la chitarra. Uff, eventualmente io, è emozionatissimo, perché avevo quattro persone che, della metessa, è brutto da dire, perché sembra che uno di lezile cose perfettivamente era una delle divinità, perché tu le conosci, non l'è mai vista di persona, però si manifestano davanti a te, che c'è caolo, figata, esistono soverino, e ovviamente andando ad obbenissimo, ad obbenissimo, il pubblico, il fast-ending version, io emozionatissimo, Federica molto più emozionata di me, perché lei c'è sempre creduto, c'è lei me spinto tanto. C'è la catalan, come... C'è la catalan, sì? Sì, sì, anche quell'uno, vedere la catalan, io ti ho cao, che è figata. E quindi, sì, andavo benissimo il provino, e poi si continua con le fasi del program,

i bootcamp, eccetera. E poi, ovviamente, c'è tutta una fase dove passa del tempo, dei provini e bootcamp, anche se tu sai che andrà bene, perché mi ho detto, il quattro sì, il famoso quattro sì, però c'è tutta questa fase di attesa, quindi non so che fare, chi sa cosa andrà, come andrà avanti, però non mi faccio droppi viani, perché sai difficile. Però cosa pensiamo in era tua testa? Cioè, dopo il quattro sì, vai a casa? Idealisi, progetti? Qualcosa pensi per forza? Allora, d'haulato sì, perché, ovviamente, la mente ti porta a pensare, ma vedi che se, per caso, c'è la mia vita prende una strava che non ho considerato. Però, lo stesso tempo, cerchi di staccarti da quella cosa, di non aggrapparti troppo, però, per il suo momento, ho fatto così no, quindi continuo con i misteri. Le chiamato tu, padre, visto che l'ha venuto l'anno prima? E gli hai detto quattro sì? E lui? E lui, felissima, felissima. Tuoi mamma? Pura, sì, sì, felissimi. E poi sai nei racconti una cosa,

quando poi lo vedì in tv, cambia tutto. Cioè, li mi valmiamma che bello, che bello. Quindi, sì, e poi, è passato appunto, fa tutte le fasi, in acestù punto io sapevo che avevo superato le fasi, ma ancora non l'ho andati in onda, alle puntate. Quindi, la sapevano, qualche amigo stretto a cui non... Non potevo dirlo. Non potevo dirlo, non l'he riuscito, c'è, non l'he riuscito a mantenere il segreto troppo, è una nostra venne fedets, che era il mio giudice. Certo. A Catania, per un concerto. E allora, anche se non erano andati ancora in onda e le puntate, c'eramo sentiti e me' detto, dai, viene mangiere una cosa, io pensavo cavolo. Sono in incognito, ancora nessuno lo sa. Ma iniziamo nella squadra, c'è la tutta una figata. E poi, andò allo del primo provino, lì, iniziato tutto un cambio. Il primo provino è stata, c'è, il provino, la messinonna del provino, ha cambiato un po' tutto. Perché ripeto, in fatto delle visivere, è molto bello. C'è stata questa ennigo versione, queste parole, belle spese. Io lavo vista dall'interno,

quindi vederla in tv, mi ha fatto anche impressione, ovviamente. Intanto, pensato, ma quanto parlò Catanese, negli negli negli? Avevi molto l'entro. No, ancora, ce l'ho. Alla fine ho deciso, c'è nessun soco. Però ti piace tenerlo. Mi piace tenerlo, sì, alla fine ho capito che mi piace tenerlo, però lì lo senti, non la prima volta che ti senti. Parcato. Satto, dice. Qual è stato il più bel compimento che è ricevuto dei quattro e giudici? Beh, Morgan. Cosa ti hai detto? Morgan mi ha detto. Beh, intanto io la prima cosa che ti dissi, salve, io ho fatto delle lei. Lui, tipo la prezzata, questa cosa, una dice, effettivamente, a Gemma Hut, un sacco di provini, nessuno mi ha dato delle lei. E poi, nisse cosa porti, dico portovo, che cosa sono le muole di modugno, e lui fa, eh, e facendo anche i passolini, fa, ah, ok. Quindi ha capito che non lo facevo per convenienza, però effettivamente, mi piaceva il brano, ci tenerevo, volevo portarlo. E poi mi disse, eh, no, anzi, mica mi disse, ha un'animafragile, devi essere protetto.

Alla prima volta che lo, che lo incontrato. E Morgan mi dice, mi dice che, non lo so, non lo so, ora non mi ricordo di sattere parole, perché ho preso dalle, dalle bombe, però invece di complimenti, sia per la scelta, per come ho interpretato delle cose, eh, mi dice che non era scontato. Io lo prezzato molto. Eh, poi vengono le avuti come giudici personali, però erano, forse due sicure nuove che più mi affascinavano, perché mica era una stara internazionale. Certo. E io al piano, ad acerci a stello, facevo, mi va ricordo benissimo, e la sua canzone relax, e la cantava manetta, mi piaceva tantissimo. Quindi poi c'avevo lì che mi dava, mi diceva queste cose, era bellissimo. E Morgan, comunque, soprattutto, poi ha avuto un po' di fasi per in quella fase, era un icono dai. Sì, anche proprio una persona, e sui pareri, esatto, en ciclopedia voleva dire che valevi. Valevi, certo. Ti dava tanto. Ti dava tanto. Eee... E' non è non del provino,

e mi ricordo che... Non dava sera, ho cellulare lì, iniziato a fare, piin piin piin piin piin piin piin. Iniziato ad assonare tantissimo. Io gassato, chiamate, che si accavallava, e c'era, e poi la mattina dopo mi sono svegliato e avevo tipo 300,000, 200,000 la follo, non lo so quanto, c'è 100,000 la follo era, se avevamo parlando in una notte e allo mi sveglio la mattina vedo questa cosa, dico incredibile, vado a mattina la mattina e descendo articolo sulla Sicilia, un articolo sul corrire della serce, era che ha successo una cosa? Sera c'ellerata la tua vita? Sì, completamente, è ovviamente io, totalmente impreparato, chiunque impreparato e con i navici, i più coraggiosi si prendevano in un certo ruolo, spero a ci penso io, ci parlo io, non ti preoccupare, facciamo casino, è quindi un bambini, successo una cosa bellissima, è poi sentato nel programma, vivevate dentro, deviamo chiusi in casa, non so, era come

si viveva la vita dentro del programma, però ai tempi eri totalmente isolato, non avevi accesso a ti vol, a radio, ovviamente cellulare, non potete riuscire, ce neanche aveva il appasseggiato, non potete riuscire se vi chiuso la, ogni tanto organizzano dei sfoghi impasseggiato come le pego nel pascolo, ma più di questo no, quindi eravamo totalmente isolati, anche della famiglia, non sappiamo cosa succede se fuori, è stato molto difficile in realtà, non lo sono vissuto molto bene, mi sono vissuto bene la compagnia degli altri, degli altri, ma cosa non ti vivevi bene, la competizione, il senso di perdita, quale è l'aspetto che ti metteva un po' a disagio, o che comunque non ti faccia sentire sicuro? Ben, in tanto non mi sentivo io all'altezza, di quel contesto lì, perché non avevo veramente nessun tipo di esperienza, ma nessuna, l'unica esperienza da Woodrow, un musical, dicevo, io non era uno che aveva scritto tanti brani, ho scritto uno, ed era quello che avevo portato,

quindi non sapevo scrive, non sa come dire, non era un mai stato su un palco con un microfono, ma era stato uno sugli registrazione, ma te le camera, c'è, era veramente, ero impreparato a tutto, e a lo stesso tempo si aspettavano molto da me perché l'hanno dato bene questo provino, quindi dai giudici, ai altri concorrenti, quelli anche un po' più grandi che aveva un po' più di esperienza che comunque mi vedevano come uno che devo battere, quindi non mi trattavano benissimo, c'è magari facciamo un gruppetto tra di loro, e io ho sempre un po' isolato, ad altri invece che magari nel loro animo, nella loro attitudine, erano più besti da palco, c'è, entravano su palco e solo godevano, che invece di volte entrero nel palco era una sofferenza, tremavo. C'era da qualche concorrente che si godeva al palco? Sì, pur non avendo lo mai vissuto, riuscevano a rilastarsi a te il punto da goderse. È ad, con cui le persone anche rimasto in buoni rapporti. Sì, lui mi piace con sacco tra l'altro. E lui era un'animale da palco, lui saliva la, aveva le fotografie, faceva, in grana, grande

personalità, molto maturo da un punto di vista, come dire, di atticiu, di performer, guardava in camera, spaccava, se c'è la fa delle fotografie, se c'è la mettere dei vestiti audaci, non seria faceva problemi anzi godeva in questa cosa, parlavo agosti listi, in un ricordo che era sale graografia passavo, salutavo e basta, perché in realtà di solito salivo, con una chitarra un po' così, con il microfone basta. Ma che era la tua bellezza, no? Che era il mio? Ovviamente poi lo ho capito che era il mio, però comunque me lo vivevo male. Certo, avevo quest'anze che dovevo arrivare e che poi avevo anche merse este mai tutto il mio percorso universitario, quindi... Quanto tempo seri nastoli? C'è il percorso quanto dura da quando stacchi della tua vita e dai tutta la priorità li. Quarra secondo me la vera fase di tempi è da la seconda fase di selezione, quindi bootcamp, perché poi c'è un bootcamp, l'ultima fase è poi il programma, perché non torni a casa tra il bootcamp. Sì, torni a casa ma parli di qualche giorno, capito, quindi è veramente all'impoi, inizio

una serie di cose, di incontri anche per spiegarti un funziono spettacolo, 3 mesi, 4 mesi. Finale, ovviamente. E con chi sei in finale? Sono in finale con Madder e con Ilaria e con Ilaria è questa ragazza molto giovane e con Mario un'altro ragazzo sardo molto bravo. Comandrà la finale? Siamo va bene? Al vinto. Al vinto. Nel sessuono non do per scontato le cose, perché magari... Sì, sì, sì, sì, sì. In quale fase del programma ti sei sentito che l'ha versi potuto fare di mestire? Dove hai detto, forse c'è lo, dovete riconoscerevi. Guarda. Non parlo dell'identità musicale, eh? No, no, anche di riconoscere un minimo di attitudine, di che questo è il mio posto, credo lo capito molto dopo. Dopo il programma molto dopo. C'è l'irisplatato, quindi... Era sballotato, mi sentivo comunque impreparato e non all'altezza. E mi sono sentito così nonostante per vinto, nonostante c'è.

E' stato un bel po' lunga. Paglia avuto lì una sorta di mentore uomo, dono, una persona rassicurante che comunque calmierava un po' questa tua ansia. Guarda, ho visto Ilaria che questa ragazza che aveva 16 anni, quindi più piccola di me... Un ciotto? 19. Un attitudine completamente diverso. Pura, non so, è tranquilla. E' la... mi ha dato molto. E poi tra i giudici devo dire mi sono appoggiato molto a Fedeze. Perché era una prima volta lui da Giudice, era la sua prima volta lui. Era il giudice. Era il giudice prima o no, ok. E quindi era un po' una cosa stava facendo insieme per la via volta. Quindi anche lui era molto giovane. Per cui ci siamo fatti... Sono tutta... ci abbiamo legato molto l'inizio. E poi come figure era sicurante c'è una amica. Che amica era un príncipe. Cioè è un príncipe, nel senso come attitudine. Diciò due parole. Con quel tono British, molto tranquillo. E poi, durante la fine, mi ha avuto l'occasione di cantare. Noi c'è tirato sui me... Guardando gli altri, fanno?

Dovete cantare come staccando lui? Non è vera questa cosa bellissima. Sì, era tutto molto difficile capire che potevo fare questo. C'è per me era una cosa bella, perché mi stava succedendo in quel momento, ma non mi ero fermato a pensare, cosa se si facendo che questo sarebbe potuto diventare nella mia vita. Anche perché comunque richiuso nella bolla della casa? Sì, sì, non avevi il confronto con l'esterno. Con l'esterno, praticamente. Ti faccio una domanda... Io ho cominciato a fare One More Time per più motivi, ma per l'argomento, per un motivo principale. Per me il successo è una delle più grandi malattie che ci sia. Nel senso che è una malattia che hai sottocute, lo desideri tutta la vita, e quando arriva a così veloce se è così impreparato, che ti travolge, non te lo godi, per questo dicevo come facevano a godersero gli altri. Prima di entrare a X-Factor, cos'era il successo per te? Non so, magari non c'è mai pensato,

però quando vedetevi una persona celeberri, ma magari ti dava l'esempio preciso di quello che era il successo. Si, ti direi un... C'era un'artista che invece ho molto. Che per me era successo perché... Non so, non perché aveva effettivamente un... Era il perpobolare o perché avessi chi sa quali riscontro, ma perché faceva delle cose belle, per me hanno proprio belle. C'è me arrivavano gli strome. Stro mai. E' certo. Poi ho stato a Parigi di 18, quindi sono anche fan, c'è capisco perfettamente i suoi testi, e il modo in cui intonna lo stato d'animo di quella frase. Quindi sono poi un creativo incredibile. E' ecco, a me quella scritto li, con l'aspetto li che mi colpiva. C'è lui, riuscivo a fare delle acreare dei modi. C'era un pezzo e si ma a tu sulle membe, non so dire, francese, però. Devo lui poter interpretare una donna o un uomo. Non si diceva niente, se non c'è bellissimo. C'era una cosa stupenda per me. Come si muoveva gli atteggiamenti, le parole,

e le scelte tutto molto bene. E il successo in lui lo vedevi nella libertà di poter fare quello che voleva farsi che arrivassa la gente. C'è dove denotava il successo in lui. Lui riusciva a colpirmi. Ti arrivava. Mi arrivava. C'è mi entrava dentro. Come altri artisti, però mi ricordo lui, perché in quel periodo era proprio lui. Riusciva proprio a colpirmi. Iova l'attenzione del resto, mi faceva staccare la testa, ed era riuscita ad entrarmi. E pensavo, se tu è questa capacità, vuol dire che è successo. Ora, tra l'attraducco adesso, guardandola in questo momento, c'è lui riaveva quella capacità. Io dico, avrei voluto quella capacità di riuscire a dare un'emozione e farla arrivare così. Come era arrivato a me. C'è me mi aveva emozionato, faceva parte la mia vita. Era un compagno montano. Ma va bene. C'è stato un momento in cui tu puoi aiabuto molto successo, ma adesso c'è arrivo. C'è un momento in cui ti sei sentito di averne.

Ti faccio un'altra domanda. C'è un momento in cui ti sei goduto quel successo. Vuol dire, in questo caso intendo il riconoscimento del tuo talento. Guarda, la verità ti dire di no. No, non c'è stato un momento in cui ho detto che è bello. Sentivo nella pancia e immaginiamo questa risposta. C'è, non c'è stato un momento dove ho detto che è bello successo e dove mi sono detto che è bravo. Una delle due cose non mi è me successo. Forse adesso, nel ultimo periodo, qualcosa di più. C'è magari... Quando c'è stato appunto una fase in cui sono stato molto lontano, ogni tanto quando mi capito di incrociere delle persone che mi dicono a cavolo, si previssimo, se ho scoltato un secco di tempo, perché non torni a fare musica. C'è me lo ho detto per un bel po' di periodo, c'è quel riconoscimento umano in una fase in cui potevi fregarte, nel nostro senso di vivire. Ok, sì, era quello che feceva con la canzone li.

Vessere la gente che ci tiene a fermarsi, a parlare con me, a dirmi che c'è. Quello è molto bello. Con noi mi piace molto. Vinci X Factor. E poi immagino che con me abbiamo detto prima che il successo, quando arriva, è molto veloce a celebri a tutto. Come vivi? Quindi Vinci X Factor e poi che succede? C'è un momento in cui ti fermi e guardi quello che hai fatto e lo consapevo l'izi o no. Ma è... Per molto tempo non ho avuto il tempo di pensare niente, perché ho finito X Factor. E due settimane dopo, annuncio il mio nome, a saremo. C'è, io ho avuto veramente due settimane e tra l'altro due settimane dopo X Factor significa che dalla mattina la sera si ingiro a fare costo. Due settimane, forse po' che più non ricordo. Sì, però fa interviste, salutigente, non riesci neanche a dire, mi guardo un film a casa. No, sì, sì, completamente. A parte casa, c'è io casa non lo vista per talmente tanti mesi, che a un certo punto per prendere i miei oggetti

mi vestiti da Bologna, a marzo dovuto mandare un mio amico. C'è stia parlando di dicembre Vinci X Factor, tipo, fino a marzo non lo ho il tempo. E come ti vestivi? S'è andata a comprare cose? Me le regalavano, no? Perché tu non avevi soldi? No, è il tempo no. In quel momento no? No, caro. Federica, in tutto questo? Federica, in tutto questo, siamo che lì è finita la vostra relazione quando iniziato praticamente a stare in giro per lavoro, finita per altri motivi, realtà c'era prima di X Factor c'era stato un momento un po' di complicato e poi durante X Factor la vie. Sì, sono amplificate le cose che non andavano. Esatto. Quindi, uccito a X Factor, finisce la relazione. Finisce la relazione? E ti dedichi al cento per cento scuolo che stacca dentro, quindi il lavoro. Sì, totalmente. Sempre con questo attitudine, comunque, non sono pronto.

C'è nel senso non sono capaci. C'è questo spiritodina di guatezza, lo continua ad avere anche dopo. Dopo saremo, c'è durato tantissimo, questo senso dina di guatezza. Se rifletteva anche nel pensiero, è successo a me ma forse per fortuna, c'è per culo. C'è ci sono tante persone brave. E io le vedo. Ci sono tanti persone bravi che però non stanno vivendo quello che sto vivendo io. C'è me che ha abitato soltanto perché non lo so, per qualche motivo secondario, quindi ci ho messo un bel po' di tempo per dirmi un minimo, sei capace. Però, in quel momento, io dovevo soltanto andare avanti, fare l'interviste, ovviamente c'è un aspetto figolo, persiamo 40 anni di ragazzo di 19 anni, da Catane che comunque è una metropolisi, ma è una provincia rispetto a Milano. E agli ambienti di Milano, della musica, sono l'intervista radio di J, andiamo qui, andiamo cazza del duomo, c'è fai tante cose fichissime però ragazzo sono bellissime,

la gente per strada non riesce a camminare, ti chiedono la foto tutti, ti offrono il cibo e non ho pagato una scena predigente per due anni. No, certo. E i vestiti, quindi non avevo i vestiti, però i stylistici, ci zenevano ad affarmi, ad affarmi i vestiti, c'è tutta una cosa molto biga, ovviamente che ti go a film. Da film, che ti dà la testa, ovviamente ti dà la testa, a questo non c'è niente da dire. C'è stato un momento in cui era diventato un'abitudine, ti è riebituato a essere asssecondato in tutto. Sì, nevo conto, ovviamente. Senso che, ogni no per me era lui non capisce, no? Quando magari invece era costruttivo, però su un momento per me, gli esmenerà quelli che mi andavano bene, no? Certo. Quelli che mi dicevano, che si fuono di tutto. Ah, vuoi fare questa cosa? Ah, vuole vi essere contradetto da nessuno. No, esatto. Ah, e poi era anche, c'è tutta questa fase, comunque, c'era questo aspetto

esteriore superficiale, ti mi go do le cose pazzeschi che mi stanno studendo, anche iniziano ai vari primi soldi, e è le prime possibilità di permettermi una cosa... Da dove li vuoi danni i primi soldi? Per contatto di X-Factor, è senso che il contatto dava un anticipo, isocrafico. Disco grafico. Per fare quindi un albumo più albumo. Più albumo. Contratto durava un blipo. Ok. Quindi iniziano i primi tra i primi soldi, anche qualche brand inizio a darci dei soldi, quindi tutti i trovi ripeto sempre. Live non subito. C'è concerti. Considera, dicembre X-Factor, e febbraio sorremmo, aprile i concerti. Ah, wow. Quindi non sei mai fermato. Mai. C'era tanta gente in concerti, ti ricordi? Una scena incredibile che ti rimasta indelebili denamente. Si. Guarda, però mi ricordo posteriore. No, però il momento, forse non... Non terà seguito.

Tanto, bell'alca tra zppieno. Tremila persone. Pieno. Tutte per me è... una figata. Io piccolo piccolo. Era proprio piccolo piccolo, sul palco. Cioè, non... Guardandolo da fuori, ovviamente. Ora, guardandolo da fuori. E... Si, quella è stata una figata. E... Quando tu vai a sarremo, perchè tu hai scritto un solo inedito nella tua vita? C'è. C'è la vevi, come Gian Lintasca, al provino, e alla fine, per far durare, per tutta l'esperienza. A sarremo, come fai a fare una canzoni in così poco tempo? Guarda, mi dicono, di un mandare un provino, qualche giorno prima della finale. Ok. Dix factor. Lo dicono a tutti. Perché si come c'era questo... volevano tentare di mandare l'eventuale vincitore. A sarremo, quindi... fanno fare un provino. Io registro un provino. Poi avevo... Con quale produttore lo fai, con chi lo fai? Con Fausto Gogliati. Ok. Non so se... in un modo di conoscere una persona fantastica.

Non lo conosco di persona, ma a tutti lo descrivano così. Tutti. Fantastica, un secondo papà. Po' troppo non c'è più da poco. La persona stupenda. Ed era in mio appoggio. Mi appoggio, è stato lui. Ok. Totalmente. Facciamo questo provino che era un pezzo scritto un altro cantante, molto famoso, solo che non era. Io poi nella doma è cantata in italiano, un pezzo in edit, capito? Quindi facevo più fatica. Mi avevano comunque messo un brano di un'altra autore, che aveva un'altra vita, un'altra età, e' un'altra cosa. E' che lo sentissì così tanto mio. Quindi avevo un giogli nascosto che era questa cosa che aveva bozzato in italiano per la prima volta durante il program. Lo registrata. E poi so andata a seremo con quella. E' comandato. Eh... Guarda, ti dire andata bene, perché effettivamente il brano andata molto bene. La vera botta di popularità

e seremo, perché seremo si rivolge a tutti. Io su palcoli ho sofferto tantissimo, tantissimo. L'ansio di prestazione. Un'ansia totale. Che mi ha madetto anche poi quelli più grandi di me che l'avono già fatto, che c'è comunque, che è una cosa che fa parte dell'aristo. Quelli in quei giorni di fare mille cose dormi molto poco, quindi c'è un ritmo molto elevato, no? Sanremo. Si, e poi i per osmusi anche tutti gli altri attorno si smettono questa anziano perché ci tengono. Quindi tu assorbi e poi riviso un palco che si pisa un'altra corda di violina. Ma ce ti trema, sta in malissimo, stoni, perché tutti stanno... Però li esada la vera botta. Le vera botta di popularità non è o pregniente, pronto e o che verniente, pregniente. e poi da sarremo ai concerti, ricevi respirare un secondo o faccio l'album, nel senso la sarremo ai concerti faccio un disco, lo faccio in qualche settimana,

un album intero in qualche settimana, ma di quante tracce? Non mi ricordano tipo 12 o 13 tracce, in quante settimana? Quattro cinque? Wow, forse. Perché comunque c'è il brownie sarremo? Rappidissimo. Rappidissimo, sì, sì. Ma in quell'album ci sei tu? Significa, c'è la tua anima o te l'hanno? C'è o come perso un remo e riasse condato anche in quello? C'è la domanda è quando scopri a tua identità. Ma guarda, lì non ho, ti dico, soprattutto io poi questa fase vi corsa è durata a realtà poi due anni. Anche se poi ci non sto di piccola pausa, mi è durata due anni, perché poi subitorano dopo fatto un altro sarremo. Che quindi è un altro album, è un altro tour, quindi è stato tipo due anni da Bologna, dolle Sam, di analisi del film preparo passolini, a due sarremi due anni, ok, due tour, eccetera.

Il primo album per me era una voglia, era un desidero pazzesco, far un album, però il tempo era quello che era, quindi quando potevo, mi facevo aiutare da altri autori, prendevo brand gli altri, inizio a scrivere le prime cose. Io, solo che le prime cose che scrivo io vanno i radio, e sembri una delle prime brani stato aosta, fuori il sole che andato molto bene quelle state, però il mio primo vero testo, ok, quindi l'ho approcciato come, metti che a 12 anni ma come un 16 anni in camera è atta che scrivo un primo testo, non pensa di andarci radio, dove farci dei concerti, doveva promozione eccetera, pensa che il mio primo brano carino basta. Daci io dovevo avere che fare, quindi è stato molto veloce, quindi c'è del mio, però c'è del mio nella forma più a c'erba, è più, come dire, semplice possibile, nel senso, io ho provato a fare questa roba, soltanto che voi,

voi gli altri che l'ascoltano per la prima volta e non saranno la storia dietro, ve la racconto come quello che volevo raccontare, sì, magari quello che volevo raccontare, ma perché non ho avuto neanche tempo di pensare. Questo è quello che potevo raccontare, questo momento. E quindi l'ho fatto così per due anni, fatto così per due anni, e la mia identità non si stava costruendo a livello personale, perché era cambiato il contesto tornano a me, io era milano da solo, in una città completamente diversa, con dei impegni e dei pesi completamente diversi, con della disponibilità economica, completamente diversa. Quindi, per la prima volta, ero padrone tra il gruetto di me stesso, però molto solo, molto solo, perché i amici quelli di una data erano giù, e fatti quando potevo, li chiamavo, gli comprava un volo, sono stati anche mesi da me, perché, perché le persone che conoscevo lì facciamo tutte parti il lavoro,

la maggior parte della versione più grandi, la maggior parte della versione di cui non avevo fiducia. Quindi, in mio modo, per preservarmi in tutto quello che mi sta succedendo, era circondarmi più da mi in casa, più che potevo, non uscire, perché uscire significava confrontarsi. Dopo quei due anni o durante? Durante, e dopo per un bel po. E cosa faccia vi più se in casa? Come un cane, vi giocava la PlayStation, guardava un film, scoltava un musica, sonavo. Sempre accompagnato o da solo, anche? No, anche da solo, però, cercavo di non stare solo, in essenzio. Quindi, ripeto, c'è non stare amici che hanno vissuto con me, praticamente anni, senso. Qui ricorde come questi momenti con i tuoi amici, due fumavi, magari ridevate, ricorde come dei momenti comunque belli, o no? No, no, devo dire belli. Non produttivi, c'è... Non prende fici,

e anche per revitare di affacciarsi al mondo. C'è nel senso, se mi guardavo, se poi si parla... Eva spaventato il mondo. Eva spaventato il mondo, non mi fidavo. Il mio fidato era del resto solo, in un mondo, delle situazioni che non conoscevo. C'è... Figure che, a 19 anni, non c'è che fare l'avvocato, il commercialista, il presidente della discografica, e non avevi un menager, un mentore, una compagniatore, e inteso ha detto i lavori che traduceva ciò che accadeva e costruiva la lotta insieme a te. Questa è stata forse uno dei erori grandi che ho fatto, che poi ho subito le conseguenze, nel senso che provi per questa mancanza di fiducia, nel settore, avevo anche dei preconcettino, al mondo e la musica, che sa come... Quindi mi raffacciato con questo pregiudizio di non devo avere fiducia di nessuno, non fidare di fiducia. E allora proprio per circondermi, persone invece di cui mi poterò fidare,

ho scelto come figure a mageriale un amico di famiglia, ho conosciuto da quando ero bambino, che si occupava di tutta'altro, faceva impresa, facciamo industria, eccetera, però ho detto, non hai tu che si bravo con i conti. Perché ti senti più, appunto, in fronte, anche l'altro mondo lo vedevi troppo grande per te. Sì, e poi era anche una figura che mio padre, comunque conosceva, c'era, quindi si fiducia, ci fatamo tutti, no? E lui è stato avuto fiducia e non ha mai fatto tre rigolette, non è mai stato... Non ha mai fatto una cosa sporca, solo che non era il suo messiere, quindi magari ha preso decisione sbagliate, con il migliore degli intenti. Sì, esatto. E certo, chiaro. Fatti, non mi poteva tradurre quel mondo. Qui non lo conosceva. Ha tanto quanto non lo conoscevo io, la cosa che mi dice aveva, beh, cresceremo insieme, però, in una fase così delicata, deve invece avere qualcuno che ti poteva veramente, fare vedere che poteva avere fiducia di qualcuno, che dovevo valotare i suoi azioni per quello che erano,

senza prejudizi, che non dovevo chiudermi sottanto, tre nemici, più sencasa, fumare, ma poteva aprire nel mondo, il piano. Non conoscivi di casa solo quando avevi un intervista, un live, un impegno di lavoro. Lavoro. Solo lavoro. C'è mai stato un momento in cui, in quei due anni, sei riuscito a dirti che cosa avresti voluto la vita, che è molto complicato e darò una risposta a questa domanda. Anzi è molto complicato a farsi la domanda. Sì. Che normalmente tra fai piavanti, forse? Quando le cose non vanno bene. Fai dei bilanci sempre quando perdi qualcosa. Se no, sei sempre ad avanzare, senti sempre in azione, quindi non senti la necessità di farti questa domanda profonda. Quando è che lo capisci, chi sei la tua identità musicale, anche mi vera bededire, e cosa avresti voluto da tutto quel momento lì? Credo che lo capisco molto, molto, molto dopo. Molto, molto, molto dopo. Un po' per una questione grafica.

Perché con quattro enti due anni non lo sai, cosa vuoi essere, anche che persona vuoi essere nella vita figura di artista, vuoi essere, c'è ancora più complicato. Sì. Sì. Sì. Sì. Sì. Sì. Sì. Sì. Sì. Sì. Sì. Sì. Sì. Sì. Sì. Sì. Sì. Sì. Sì. Sì. Sì. Sì. Sì. Sì. Sì. Sì. Sì. Sì. Sì. Sì. Sì. Sì. Sì. Sì. Sì. Sì. Sì. Sì. Sì. Sì. Sì. Sì. Sì. Sì. Sì. Sì. Sì. Sì. senza lavoro, nel senso che è essere fermato il lavoro, per cui è inizio ad una fase invece dove inizio

ad essere male, inizio ad essere male, quell'anze che mi ha sempre accompagnato nella vita, adesso si manifestava anche in maniera più brutte. Tipo attacchi di panico, attacchi di panico, attacchi di cardia, dovremmo inizio ad sembra dimorire, attacchi di cardia, vai allo spedale, pensando di avere un infarto, venditi di anno. Quei loro ti dicono che non è niente, al massimo è la pressione alta, ma va tutto bene, tu dici malorona, ma la tirara, perché non va bene. Io mi ho vissuto anche io e per li vivo d'armi, quindi mi è molto chiaro il concetto. Anche cose panali che però c'è piccole cose che magari ti mancano, degli sfogli che ti mancano, che io non avevo, avevo un giro da amici, se dove sai il calcio, che magari continuo a essere in appassione. Io potevo giocare a calcio quando scendevo giocatania, ogni tanto, ma milano che facevo, c'è chi conoscevo, per giocare a calcio una cosa banale, però in realtà significa tanto. E quindi inizio da questa fase di difficoltà, poi realtà ci sono stati altri episodi di lavoro che mi hanno fatto un attimo di riprendere, come

il pezzo con Tagache Chedra, l'eserciò il selfie che andato molto bene, pezzo estivo, anche li, dove però è stata un'arma doppio taglio, perché era un pezzo andato molto bene, ma era un pezzo leggero, io ho già fatto tanti pezzi leggeri, mi ero fermato proprio per prendermi il tempo di scrivere delle cose, invece un po' più, un pegnate, un pegnate, però un po' più adulte, un po' più sinciere, meno da ragazzi, non la prima cosa che scrivo, ma adesso mi fermo a pensare, io scrivere canzoni un po' più belle. C'era anche Mandelli nel... Sì, Mandelli, la scelta di Mandelli è stata, non voglio esserci nel video. Ok. Quindi inventiamoci una cosa? È vero, è vero, da scominimento. Poi mi ho detto no, ma ci devi essere il video, ok allora faccio il camera, ma era un attimo, paio nello ricordo. Però andato bene, e quindi anche lì un'altra bota, mi sono un po' ripreso, cedra, finito quella fase di... dell'eserciò il selfie, eccetera, andisciato un pochino lavoro,

inizio doveva vacillare, no? Perché io era una confusione, mia appunto, aveva fatto questi anni di grande foga, ma non avevo trovato un mio vocabolario, non ho trovato una mia benartistica, una mia direzione artistica, quindi sì, volevo fare cose diverse, ma poiché cosa, non lo so. Alla fine mi stavo ritrovando a fare sempre essesse cose, le canzoni leggeri, quindi non lo so, stavo soffrendo questa situazione, il mio manager non mi poteva più aiutare quelle resfollimite, cioè accompagnarmi, proteggermi, ma più di quello non poteva fare. Quindi non la venia anche un consigliere musicale, no, non più. Non l'hai mai avuto, da come hai raccontato? No, non l'ho mehuto, l'ho trovato poi molto dopo. E quindi la unica da Pontus fa un po' difficile e ad affrontare loro solo, e allora la scelta è stata torno giù. Cioè, ci sono due momenti in cui mi sono

sentito pieno di tutta questa vita, di Milano, di appunto sentirmi solo, ogni scusa era buona per ralongare la il suo giorno giù. Mi offretello, in certo punto, che era venuta a vivere con Milano. Era venuta a vivere a Milano, finito alla scuola era venuta a vivere a Milano, era fichissimo verlo vicino, però noi li facevo del bere. Perché li trasmettevi il tuo manessere in quel momento? Perché li trasmette il mio manessere? Perché stavo gentando la figura genitoriale che non dovevo essere, mi era preso questa responsabilità di aspettare il mio fratello che studiava all'università, però io non potevo seguirlo e poi la mia persona è da incumente la gonfia, io ero pieno, quindi noi li facevo del bene. Quando tutte queste responsabilità del lavoro, di mio fratello, del menager che avevo scelto io da lontano e dovevo subbirne tra i gutte conseguenze anche nell'industria. Iniziamo ad appesare, l'unica soluzione

distinto che mi è venuta è basta, che tutto torno al cadario. Quindi via il menager, me fratello non vuoi studiare non è più una mia responsabilità, perché hai la tua ità in un posto a fare questo concentrame su di me. La ragazza in cui infrequentavo al tempo via basta non viviamo, non conviviamo o vedi due anni, voglio che c'è, chiodo con tutto e torno giù. A Catagna, anche perché in questa fase avvare riprese c'era anche questo rapporto di miei genitori che era cambiato, i rapporti tra i miei genitori era cambiato. Il mio padre non era più quello che ha casa, io devo scappare, ma io adesso io avevo potere economico, potere, io decidavo della mia vita. I soldi guadagnati, quando vai giù, gli risparmiati, gli ai spesi, come ingestito il denaro. Mi aspesi, anche male. Ma te ne sono rimasti? Sì, sì, avevo sempre appunto un'unica eroto di cui sono felice che questa figura che ho scelto come me è un agger. Ti aveva fatto preservare un minimo, sì, perfemilmo,

sì. Quando riusciva a dirmino, perché la tendenza, invece, era con non ascoltare nessuno. Si, compro la moto, non savo guidare la moto. E' durata 140 km con la moto. E' comprato, c'è mai usata. Quindi era così, era tutto troppo da gestire. E' meravata anche un po' la testa, ma soprattutto questo rapporto che mio padre che era cambiato, una diname che era cambiata, tu mi ricordo, dicevo, tu si, adesso si è a casa mia? Capito, non sono più ridostare le due regole. Quindi posso anche dirti, non mi va bene questa cosa. C'era cambiato tanto questo rapporto. Siamo dire se è a casa mia. Perché hai comprato una casa? Ma vorrei affitto, però è comunque a casa mia. E mi ricordo, no, però quando veniva si stava da meno. Ah, e ti diceva cosa fare in casa? No, mi ricordo, c'è stata una scena in cui io volontariamente mio padre ripeto coliziotto, prendo una canna, una faccia, prendi una canna.

Ma faccio, ante lui, me la fumo. Quindi se ne ha anche fatto il problema per dire, sono sopra tutto ormai, quindi nessuno mi può dir niente. Cioè, e poi era davanti di mio padre mi sto facendo questa cosa. E lui cosa dice? E lui è, ma non lo so, era in difficoltà. Era in difficoltà perché aveva capito che effettivamente era cambiato. C'era più succo che il pubbe. Tre riguerti in quella dinamica. Anche lui mi assegondava. Però non sei in erosito invece, ha cercato di trovare il dialogo con Teda come mi stai parlando. E era cambiato il rapporto di forza. Vito? Cioè, lui... E secondo te è il denaro che l'ha cambiato? Cioè, non è solo il denaro, però era la... A tua indipendenza a tutti gli effetti. La indipendenza è entrata nel mondo gli adulti, ha anche solo così giovane, però con un cavera altresponsabilità. Quindi, io potevo dirgli, no, tu non ti entro a mettere. Tipo sul mio lavoro, no? Perché inizia a lavorare a 19 anni, proprio lavoro molto bello, per carità. Però era cambiato molto questo rapporto. Ti è successo nel... in quella fase in cui

ti sentivi magari perché poi è una malattia il successo perché ti contarmina. Fai diventa per abitudine tutta quella cosa che durerà per alcuni pochissimi, alcuni pochio e per altri un po' di più, ma comunque finisce. Ti è capitato di avere un gesto magari poco mano, un po' arrogante, di perdere o di mancare di rispetto ad una persona o di perdere una grande occasione insomma, di fare una cosa che non ti appartiene, che non avresti fatto nepprima del successo e ne oggi che vedono una persona ovviamente molto natura. Sì, beh, molto sicurante. Sì, si non ha capito benissimo. Giamo che c'è, sono diventata arrogante, ma quella arroganza non veniva dalla consapevolezza di una capacità che mi ero dato. Cioè non è che mi dicevo sei bravo e fa le scelte giuste allora, poi per metterti dire cosa è giusto fare. Ma era la forma, l'unica forma che aveva in quel momento per difendermi, no? Appunto, ci apporte che mi apate quando ho avuto la possibilità di sentirmi che

non ero più succo, beh, io l'ho fatto capire subito, un tuttimo di possibile, questo sicuro, anche trattando lo male, anche dicendo, ok, vai, vai via, il capitato. E lui andava. E lui andava, sì, per non ci parlavamo. Passava al tanto tempo e tornava lui. No, torna dicevo. Sì. No, lui non è metto orna di nietro su una decisione, piuttosto silenzio. Non ci siamo parlati per un anno, poi ci siamo e tornavi a parlare e poi anche durante la sua manattia, quindi non mangi in cui ho fatto veramente fatica dire non riesco più a parlare, ci vuoi non averci a che fare, però l'ho dovuto fare di nuovo, quindi anche lì, durante la manattia, per un anno ci siamo parlati. Siamo più ripresa e questo, sicuramente, uno delle cose più cari, poi ne avrò fatte, ma tendo a dimenticare un po' per no. Tu hai raccontato, noi siamo qua oggi perché io ho vissuto dall'esterno X-Factor, le

cose più clattanti, no? Che sono arrivate un po' a tutti e poi ho visto il monolo Galileiene. Perché tutti dicevano un ragazzo di grande talento che ha fatto un sacco di cose, c'è quindi non c'è mai stato ama che cosa ha brutta che ha fatto, se è sempre stato almeno per me, ha binato al bello e poi c'è il silenzio e a leiene ho detto cavolo quel silenzio, lo che ha sofferto, quando è che vai un po' giù negli inferi e che cosa succede? Gli inferi, quando ho preso la decisione a punti tornare a Catania, sperando di li prendere un pochino, una vita privata che avevo sacrificato per il lavoro, il nostro contesto, mi rendo conto che non sono più quello che era partito da dire, era cambiato, era cresciuto, me lo successe le cose e io queste cose avevo fatto finta che alla fine non mevo non cambiato nello successo. E adesso avevo dei responsabilità, avevamo andato un percorso a Bologna, che magari

vengono portato a fare una profissione per fare la musica che avevo scommesso era tardi. E non avevo idea di cosa vuole si essere, che persona vuole si essere, che musica vuole si fare? Dove voleva andare? E' stato chiuso, io era cresciuto, sì, dietro a una grafica, però non avevo vissuto niente. Fatti quando inizio a scrivere, a provare a scrivere, ogni volta è una tortura, perché metto giù un foglio, bianco, ok, parlo di quello che ho vissuto, ma non ho vissuto. Quindi anche la musica mi stava rispondendo dicendo tu, non hai vissuto. Di che devi parlare ora? Cioè l'unico momenti in cui ho avuto la possibilità di fermare me a pensare, di cosa vuole s'ilire, cosa vuole s'il parlare, non vuole niente da dire, perché non ho vissuto. E' ovviamente poi questa situazione qui poi è peggiorata nei momenti in cui il lavoro è iniziato a scendere, perché iniziamo passando il tempo in cui non producevo niente di

concreto cercavo vari managgimenti per sostituire una figura, ma non so, non riuscivo a fidarmi, loro non era interessati, eccetera, iniziavano l'opportunità a essere meno, quindi magari ho, ne so, prova a mandare a serem un brano, ma neanche vieni a considerato, dell'occasione dove vede qualche artissino, magari cantare ed era una fuoco, se avevano quello che facevano, erano anche cose belle che in più cevano, eppure non c'ero io, quindi anche la parte più del mercato che mi stava un attimino dicendo, guarda che forse è finita, penso, forse è finito stato bello, un bel viaggio però finisce qui, questa cosa è quello che percepivo io, è comunque una musica non vieni a fuori, e quindi li è arrivato un down dove ho iniziato ad avere l'anzia,

iniziato a crescere in maniera sempre maggiore, ancora facevo riuscivo a trovare delle cure palliative, come dire, che un pochino mi dava uno stacco mentale, gli amici, la famiglia ancora ogni tanto c'era, i luoghi del cuore perché l'ho tornato a Catania, quindi la partita di calcetto iniziava a esserci, ok, forse questi sfoghi ce l'ho, ma pensavo di risolvere così i problemi, invece non riuscivo a risolverli, nel frattempo è arrivato alla malattie nino padere, quindi in questo momento in cui ero complicato per me arriva la malattie nino padere, in che anno siamo, diciamo 19, 18, 19, inizia però a arrivare piano piano, come tante malattie no, come il cancro arriva sempre è un po si fa vedere attrati, e prima se nino il suo caso era la faccia che iniziava a calare, lui se ne accorto, aveva questo tumori il primo d'olto, però, ok, era una cosa che era brutta,

che era successa, ma non c'era sentore che questa cosa andà a sapeggiorare, e comunque rapporto il mio padre, dopo questi anni ti rimufaccio che non sono più autosucub, eccetera dinamica di putera, diverse, era cambiato e se litigava, si tornava a liticare, io ho ben fatto presente che apprezzavo che lui ci tenesse alla musica che, con l'idea la passione, ma lui, anche un po' per proteggermi, cercava comunque di entrare sempre un po' nelle mie decisioni, nei miei scelte, tanto vero che per molti è il mio menager, non lo era, ma comunque un po' lo era, e quindi questa dinamica che era cambiata, tra i noi è rapporto, potriffire, diventato qualcos'altro, lo soffrivamo, e quando arrivata questa malattia, ha peggiorato le cose. Il punto più basso, probabilmente, è stato lo so, ti dirai, essermi chiuso per un messe totalmente chiuso al casa, con le serande

abbassate, non volo vedere nessuno, fumavo, per il tempo ancora fumavo, e niente, non lo so, c'è questo, completamente rassolo. Sì, sì, sì, sol. E che pensieri facevi? E rinzo un bubato? Era preoccupatissimo per la carriera, per me era finita, c'è senza rassaso un bel sogno, avevo semplicemente posticipato, tramite due o tre cose carine che erano successi, in cui ciò messo un po' in pegno, avevo posticipato questa fine, ma comunque sarebbe arrivata ed è qual era il momento. E quelle era il piano video, il momento in cui finivo? A prima era attenzione, questa era un vera Londra, fare i camerieri. L'hai fatto? No, l'hai fatto, lì troppo, però ci stai di pensando. Sì, sì, perché purtroppo. Purtroppo perché mi sei piaciuta come esperienza, sempre di siderata, però magari non mi credo, quindi è riendato a pensare a cose proprio pratiche, faccio una vita normale. Sì, sì, normale, fuori del

mondo artistico. Fuori del mondo artistico, dovrò avere a che fare con la dilusione che ho regato agli altri, quelli che ci hanno creduto e che mi hanno visto vivere questo sogno, però comunque è finito, quindi è bastace, adesso mi dovrò reinventare, sarà difficile, perché ancora devo, ho delle spese, no, perché uno quando inizia con ieri era anche delle spese, va bene, troverò un modo. Un'università è un po' tardi, però potrei riprenderla. C'è inizio a voler trovare delle soluzioni alternative a questo sogno, finito. Poi è successo che anche nel momento questo peggiore, comunque la musica mi chiamava. C'è, era una sofferenza, perché solo scrivere soffrire, però ogni volta ci provavo, continuo a provarci, ci riprovavo, non riusciva, non andava, però la cercavo sempre di trovare una chiave di svolta nella musica, ma e non lo faccio più neanche più per il sogno, perché è sempre forte parte la mia vita, è per apriavolta ad umesso la parte. Non mi trova più da solo con la musica.

E allora resistito un po'. C'è un cercato di fare delle cose, magari c'è uno delle occasioni, trovo di impiegare il mio tempo con la musica, era difficile, però continuavo a cercare di trovare una strada nella musica e di trovare un modo di scrivere, una identità. Allora, iniziavo a tornare poco poco a milano, initanto come ospite, iniziavo a fare conoscenza di qualche persona e dopo l'esperienza che ho avuto di mancanza di fiducia. Mi sono un pochino aperto, perché mi piace come scrive, si basta, mi interessa questo. Mi trovo bene a scrivere con questa persona. Quando tu parli di mancanza di fiducia, intendi, consigli sbagliati o fregarti dei soldi. La verità nessuno di due, la cosa che mi manca, facciamo mancare più fiducia, era pensare che per quella persona li io non contavo niente, l'anno prossimo ci sarebbe stato un altro, quindi qualsiasi cosa mi diceva non era per il mio interesse. C'è, non era per una questione di soldi o di...

Chiari se non si è stato molto chiaro. Che viso, eh, quindi quello pensavo. Ti faccio una domanda rispetto a quello che stai raccontando. Ad un certo punto ti sei sentito di esserti meritato quel successo o no? Tirecente, di molto recente. Dopo tutto il lavoro fatto su un me stesso, dopo essami aperto al mondo e aver trovato degli affetti bellissimi, li mi sono detto, non bravo, ma fa bene, non è importante irsi bravo, però di sì questo è il tuo mondo. Basta, cioè, non ti le che ci giratorno. Ti piace, stai bene, è il tuo spazio, il tuo mondo ti ha sempre accompagnato eccettaro vercosi. Ci saranno una cosa belle, cos'è meno belle, non potrei scrivere le tipi ogni vostra che ho mai studio, è fa bene. Non potrà lato che rire, non potrà mai essere tutta su o tutta giù, devi accettarlo per queste la donità. E questo mi sono

detto, e cos'è? Beh, la terapia che ti ha aiutata a riusare a questa concepevolezza. La terapia, la more. Verso c'è prima. Verso il trauma della morte di mio padre, quindi fare un lavoro per superare quel trauma ha fatto lavoro dove meriteva un che pezzi me, insieme. Un po' quello di cui abbiamo parlato piatto, è la misizia, che sono su me la cosa più... Sono rimasta sempre quelle. No, sono cambiate, sono stati di nuove. Sono stati di nuove, a Milano, a Milano. Nel mio gruppo de nice, adesso a Milano, che è la mia seconda famiglia, perché è mia famiglia e lontana, lavoriamo anche insieme, ma ti giuro che questa cosa è proprio secondaria, c'è un'importa che lavoriamo insieme, siamo veramente nici, mi fido, si fidano, e voglio bene, vogliono bene, e loro sono stati parte del percorso. E adesso rimango nel lavoro, ma ti faccio una domanda.

Se pensi di esserti meritato la caduta di cui mi è parlato, pensi di sì, c'è quello che fondamentalmente è sempre pensato di te, perché poi c'è sempre questo sfondo di insicurezza in tutto quello che mi ha raccontato in questo intervistano, non darti mai il merito la fiducia, sentirtina adeguato, però mi dici sì per un motivo preciso. No, io penso che c'è, non so se c'è un merito o una colpa nella caduta, però è una fase naturale, non so come dirti, poi anche probabilmente avrebbe potuto fare qualcosa per evitarlo, ma la risposte in sonato è no, c'è non so come dirti, quindi se tu mi dici, mi ho sentito di messe, ma non ho evitato, sì, perché non mi sentivo di meritarmi quello di bello, l'app, non mi sentivo di meritare, quindi quando è arrivato il down dicevo, ah, questa è la mia habitat naturale, se tu devo stare qua, per come mi sentivo io, però invece è semplicemente una fase, e lo capisci molto dopo, che deve esserci.

Io le cose più belle che ho costruito nella mia vita, le ho fatte sempre in momenti down, sempre, perché quando vai giù, sei più umile, ritorni alle origine quando non avevi niente, e creavi tutto con niente solidealizzando, sognando, avevi un'energia incredibile, quindi per me ogni momento down è stato estremamente formativo, cosa hai capito dal tuo momento difficile, cosa ne hai tratto per te stesso? La prima cosa che ho capito è che, appunto, guarda il ruolo della musica nella mia vita, non era più lavoro, non era più nemica o amica, non era più un motivo de guadagni, non era più l'unica cosa che potevo fare, era il mio sfogo, punto, poi sentava bene, andava bene, sicuramente come un po' è stato il provino, giù ho far il mio, mi dai piacere

quello che faccio, bevo godermelo, poi stai a dare va, se non dev'andere non va, io comunque l'amore non cambia, per la musica. Mi è parlato con i 2019 di sei anni fa, adesso l'intervista uscirà, la stiamo facendo a dicembre 2025, c'era sicuramente con l'anno nuovo, quando dai a Catania mi era contato prima che sei nata a vivere dai tuoi nonni, nella casa dai tuoi nonni, non ho con i meno nonni proprio con i tuoi nonni, sempre con tuo fratello, se come faderlo, ok, dalliti sei ritrovato e oggi perché, parto dalla fine, se venuto qua con una persona di soni e quindi per me quando mi l'hai detto prima ho detto che figate ripartito e adesso mi stai spiegando che se ripartito con leggerezza, però la domande hai composto una nuova squadra, hai trovato persone che credono, hai ritrovato la linfa per esprimerti. Si, guarda, c'è stato un incontro nella mia vita che è cambiato un po' il peso, al

puncissà lavorativo, poi da puncissà sentimentale è diverso, però lavorativamente mi prenderai in giro perché lo dico, perché io poi sono sdolcinato quando non sono in pretenziano, però quando sono in pretenzio invece di ronia diverso, però ma melli che un ragazzo che ho visto un percorso simile a me dentro un talent show eccetera, ci sono trovati una delle prime volte scrivere, parlava con la mia inflazione, avevo una storia simile, non avevo chissà un'otrivo quale speranze, non conoscevole anche quello che aveva fatto lui, ma mi ha chiesto di scrivere insieme, ho detto che scriviamo, e non so che successo, stata una magia, sono uscito all'A, dopo tutto il periodo in cui non riceva scrivere, col sorriso pensando perché è filato a scritto, bello, ha volo bello, ma come è successo? Che ha scritto la cosa che mi piace, così tanto, non ho chiesto in questa fase, e non so per quale motivo io poi durante la prensessione lo guarda, io non escriveremo un'albu in

insieme, e non lo conoscevo ancora bene, poi stato così e non ho scritto l'albu in insieme, ed è stato il primo motivo in cui sono ripartito, mi ha aiutato lui a ripartire, non so come dire, ho trovato un compagno con cui trovi bene, non so se durerà per sempre questo nostro rapporto così fraterno è lavorativamente produttivo, però io lo ringrazio perché senza fare non ci ammessi in benio, non so come dire, non ho fatto qualcosa per cominciermi a dove scrivere, però mi ha trasmesso un po' di fiducia in me che mi mancava, ma trasmesso una voglia di mettersi a fare musica per il piacere di farla, è un po' di sicurezza che mi mancava, e da lì con molta calma, perché non è sempre una cosa che succede in poco tempo, in anni e successo, ho ritrotto la passione e la voglia di fare musica per il piacere di farla, e adesso molta amici lavoriamo insieme ancora, lui

è stato un incontro importante, la punto di vista lavorativo che mi ha dato tanta voglia, che avevo completamente perso, ripeto, e se adesso mi è ripartito con un'idea a punto di godermi il viaggio dove va di fare il mio meglio, il mio meglio significa dare tutto quello che posto quando scrive, quando canto, basta, più questo non posso fare. Se hai tornato a vivere qui, se hai tornato a vivere qui, no, quanto tempo? 3 anni, più meno, ok, 2-3 anni. Si faccio una domanda sull'amore, perché hai parlato di incontri. Oggi c'è l'amore nella tua vita? Oggi c'è l'amore, la realtà paradossermente quello di 10 anni fa, è senso che Federica, che mi accompagnato a 10 anni fa, al proprio X-Factor adesso è tornata nella mia vita, per caso, perché ci siamo incontrati una cena di classe, tutte due fidanzati in realtà,

quindi semplicemente per noi per 10 anni non ci siamo visti, ci siamo incontrati a questa scena che avevamo due relazioni, parliamo che è chierato per dire, ma sai che hai fatto in questi 10 anni, come è stata la tua vita? È difficile per questo, questo è questo, anche, per rimastoli questi incontro, ci siamo arrivati per me, se soltanto ci sentiremo, non è che allora diventiamo amici, però ci risentiremo, tu fommi sapere questo, che è importante per te, io di faccio sapere questo, è importante, ok, ci siamo riscritti, nel frattempo ci siamo modlati, dentro a bere relazioni, poi ci siamo riviste una seconda cena di classe, era spinta molto, se da me che da lei, sì, rifacciamola, lei rimasta bulugno, no, lei è rimasta sia modello, a modello, sì, sì, ci siamo incontrati, piano piano ci siamo re-innamorati, inserito ciò un po' il discorso sai, non è semplice il po' 10 anni, no, anche perché ci siamo trovati persone diverse, ovviamente, però era stato il primo amore, nonostante gli anni,

ripeto abbiamo vissuto tante cose che ci avevano cambiato, ci ho fatto crescere, però abbiamo ritrovato una complicità, un'ironia comune, un modo di vedere la vita, tutte due col sorriso, cioè io penso che non ho mai scherzato così tanto con una persona come Federica, quindi per me questa cosa più aiuta, da quanto tempo stai insieme, e ora porto nuovo come se fosse, è certo, è da due anni donanti, e lei come ha tradotto tutto quello che ti successo, quando gli lei era contato come la sintetizzato, che cosa ti è detto? Che mi ha fatto crescere, io ti ho visto cresciuto, se fosse stato quello che avevo lasciato i giorni fa, non sarei contento, che se cresciuto mi stima,

io questo lo ringrazio sempre tutti i giorni, io lo astimo tantissimo, e nei forse ha tradotto che perché mi conosceva dall'icerno, dal primo giorno di 14 anni, quindi lei forse più di lei non mi conosce nessuno, veramente, mi affrederanno l'unico vero, ma sono lei, e lei mi ha detto che non ostanti io da fuori sono sempre stato un po' forse, volo mettere il centro l'attenzione, ha tratti un po' comune, forse non lo so, ho spaccone comunque, era troppo, troppo fragile per quello che mi stavo succedendo, ed era solo, quindi mi dà, mi trasmette una tenerezza che poi trasmesso io al me del passato, intanto mi capete di guardare i video appunto del concerti, il piano di persone, penso, ma veramente sei piccolo, ma non solo in faccia a coldetta grafica, è piccolo, quindi gra bene, io sono grado di quello che mi è successo la vita, adesso nonostante ci sono le cose belle,

le cose brutte, sono una fase della mia vita dove è un po' di base, e mi basta questo, per il resto va bene, ma è me basta questo piccolo spazio di base, non voglio essere più bravo, non voglio essere quello che deve essere, anche sulla descelonda, mi basta essere me basta. Io sono arrivato in fome l'interviste, sono pronto per ultima domanda, ma prima ti chiedo se tra tutti gli argomenti toccati, c'è qualcosa che avresti voluto affrontare, che vorresti lasciare agli atti, che non lo messruttavono. No, ti ti dire di no, non lo so, l'unica cosa che mi mi dà dire è che forse non ho detto che, credo che più di tutto facciano, per me, non sono fatto gli incontri nella vita, c'è incontrarsi con delle persone, è quello che gli dai e quello che ti

danno. Quando questi incontri sono stati positivi, ma me mi basta da migliore, con sostati negativi e sembra da veggiare, quindi ma li accetto, va bene così, va bene tutto, va bene tutto quello che successo, è che la cosa più difficile che ho fatto finora non è stata affrontare il successo, la caduta del successo ho luttto, è stato perdonarmi tante cose, è perdonare a tutti tante, c'è chiudere dei capitoli, non è facile, la cosa più difficile del mondo da solo non ce l'avevi fatta, infatti a terapia mi aiutato tanto, gli incontri minuto tanto, per me non è una cosa che importa, è il contrario del chiudersi e non affrontare la vita, e l'ultima domanda è un bilancio, l'ultima domanda è come stai, ascoltando ti profondamente qui e ora che periodo della vita questo è

per te, periodo stupendo, non perché tutto è bene, perché c'è tanto a costruire, tanto a lottare, tanto da impegnarsi e guagnare, però con lo spirito giusto, è importante questo, poi vedremo. Grazie Lorenzo, abbiamo finito, è stato bellissimo, grazie mille. Se ti interessa vedere contenuti negli tine renti al podcast, puoi trovare su nostro profilo Instagram, One More Time Podcast. Se voleste vedere invece contenuti che riguardano più a mia persona, vi aspetto sul canale telegram, attraverso l'inchimbio di tutti i nostri social.

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