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È il primo viaggio di Giorgia Meloni da presidente del consiglio ed è andata nella città che è sia il cuore dell’Unione Europea che la sede della Nato. In più di un decennio all’opposizione, Meloni ha usato spesso l’Unione come capro espiatorio. Ora che è primo ministro, sa benissimo che in Europa, anche se scomoda, ci deve stare. E che in una fase come questa, più che in altre, l’Ue le serve. Meloni non cercherà lo scontro con Bruxelles, almeno non sul piano economico – perché ha tutto da perdere. E perfino sulla questione migranti, tra proposte di blocco navale e la riesumazione dell’operazione Sophia (che però era stata fermata nel 2020 proprio da Matteo Salvini) Meloni, come tutti gli euroscettici arrivati al potere, non farà una rivoluzione.
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