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societyJan 1, 20261:58:50

Zoe Cristofoli, adesso sono in pace

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Qui sotto trovi i biglietti per vedere One More Time https://www.ticketone.it/artist/luca-casadei/ Oggi faremo un viaggio con Zoe Cristofoli, nota modella, influencer e imprenditrice. Da ragazzina Zoe ha vissuto la separazione dei suoi genitori e diverse difficoltà economiche. Condizioni che l'hanno portata a sentirsi molto sola e a ribellarsi, nel tentativo di sentirsi finalmente ascoltata. Partita per Milano, determinata a costruirsi un futuro e un’indipendenza, si è approcciata al mondo della moda e dei social e, nonostante le prime ingiustizie, si è fatta strada con la tenacia di chi sa di avere un sogno da realizzare. Oggi, con grande onestà, attraversa la sua vita raccontando i suoi successi e le sue cadute, professionali e personali, i lati nascosti di una vita pubblica che per molti è semplicemente agiata, l'amore per la sua famiglia, l'impegno quotidiano nel costruire una vita diversa per sé e per i suoi figli, e per dimostrare ogni giorno il proprio valore. Il dream team di One More Time è composto da: Samar Abdel Basset, Davide Tessari, Alice Gagliardi, Tommaso Galli, Noemi Grandi, Edoardo Levy, Gloria Giovanditti, Marco Caddia, Giovanni Zaccaria. Questo episodio contiene l’inserimento di prodotti e servizi a fini commerciali.

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Zoe Cristofoli, adesso sono in pace

ONE MORE TIME di Luca Casadei

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ONE MORE TIME di Luca CasadeiZoe Cristofoli, adesso sono in pace. Machine-transcribed; use the interactive transcript above to jump the player to any line.

La felicità è una cosa semplice, una cena tra amici, una sfida pigliardino, una buona birra artigianale. Tutto questo è doppio malto, e le birre costano solo 3 euro. Doppio, malto, birra cucina e fericità. Scopri locali adderenti su doppio malto.com, vivi responsabilmente. One podcast. Anche nelle situazioni più difficili, anche nelle situazioni che ti sembrano impossibili, dove le cose ti sembra che non possano cambiare, e gli che ci devi credere un po' di più, credere in te, e nella possibilità che le cose possano cambiare. Questo in tutto, c'è nelle relazioni, nella vita, nel lavoro, c'è devi crederci perché quella luce, quello spiraglio, quella cosa, arriva. Quando ti sembra che sia impossibile, è proprio lì che devi crederci un po' di più. Anche quando ti senti solo, contro tutti, solo, perso, abbandonato,

anche dalle persone che ci dovrebbero amare più di tutti. Tu devi sforzarti, non puoi mollare. Finalmente torno a teatro e questa volta non solo a Milano. Ma anche in altre città d'Italia, città che mi avete chiesto voi, perché come sapete, amo leggere tutti i vostri messaggi, e il fatto di poter tornare su un palco. Non vive droffi in quando non si accenderanno le luce, ci vedremo poi nel foyer per abbracciarci, per conoscerci, per riconoscerci, ma io vi sentirò, sentiero la vostra energia, mi darete l'infavitale per vivere un'esperienza umana e motiva e straordinaria. Vi lascio il link qui sotto in descrizione, e vi aspetto sarà meraviglioso. Bella lì. Purtroppo non esistono a scuola che ti insegnaggessi il successo, e per questo deciso di realizzare questo podcast che parla di rinascita,

facendo un viaggio nella vita di personaggi noti che mettono a disposizione nella loro storia per aiutarci a cadere meglio. Per non perdergli episodi della stagione, clicca il tasto segui e soprattutto attiva la campanellina. Se puoi viverti l'esperienza anche in video, trovi la versione integrale tutti i martedì, dalle ore 13 su YouTube. Se puoi vedere contenuti nedi tine renti al podcast, puoi trovare su nostro profilo Instagram, One More Time Podcast. Se voleste vedere invece contenuti che riguardano più la mia persona, vi aspetto sul canale Telegram, attraverso il link in bio di tutti i nostri social. Io sono Luca e queste One More Time. Ci siamo, intanto piacerezo ai che tu sia qui, molto felice. Si parte dall'inizio. Tre domande in una, sarà l'unica volta in cui lo farò, se non andremo a monovia. Le tre domande sono quando nasce per sapere quanti anni ai, dove in che città e in che contesto familiare.

Ok. Allora io sono nota verona e il 5 settembre del 1996, il mio contesto familiaro, una famiglia normalissima, umile. Figlia Unica? No, un frazzellastro del primo matrimonio di mio padre. Quindi c'è comunque fratello per me, nel senso. Siete cresciti insieme o? No siamo cresciti insieme. E crescito con la mamma? Lui è crescito con la mamma. Ok. Come schiamo? Elia. E i tuoi genitori? Il mio genitori margerita e tiziano. Ok. Il mio padre è sempre stato un po' un'artista, nel senso lavorava, ma sempre fatto cose molto creative. Quindi per me è una persona creativa che mi è spirato tanto nella mia vita. E la mia mamma lavorava con lui quando era più piccola. Quindi, diciamo, l'aiutavo come secretaria e questo... Ma che tipo di lavoro faceva a tu, papà? Il mio padre ha sempre hagut una gizia policitaria.

Ok. Sempre. Anche ad oggi lui fa questo. In tutto il mondo lui segue dalla parte della fotografia, la parte della vendità di quel prodotto. Tutto quello che c'è di marketing, dietro quel prodotto, però seguo anche le persone non solo prodotti. Quindi anche magari cosi, come hotel, chef. E mia madre e mia madre lo aiutava. Infatti... Ma sempre con il lavorato, insomma lavorato insieme. E io... Ha sempre avuto a mia famiglia, ho sempre visto tu con il mio genitori insieme, fino a un certo punto. Perché poi... il mio genitori sono separati. Quanti anni avevi? Andavo alle quintelamentare me prima media. 10-11 anni? Si. Non mi ricordo esattamente perché è un periodo in cui tutta la mia idea di famiglia inizia un po' a cambiare, perano altri tempi. Quindi adesso una cosa più normale, veri genitori separati. Una cosa quasi più normale è veri genitori separati

che genitori insieme. A qui tempi era un po' strano. Quindi diciamo prime famiglie che si separano, amici che dicono, ma come? Noi genitori non sono insieme. Cosa succede? Io che non capivo bene. Situazione a casa comunque è pisante, difficile. Pesante quando stavano ancora insieme? Sì, pisante perché io non capivo. Io non capivo, non capivo, non capivo se si succedendo all'inizio. Quindi comunque discotevano magari loro pensavano che io non capissi in permamento. Ma e i figli capisco in tutto e i bambini capisco in tutto. Quindi io non capivo esattamente quale fosse la motivazione perché ho troppo piccola, però le litigate, le cose che si dicevano con quei situazioni che si creavano, le capivo tutte. E per me era pisante. Mi madre va in una sorta di esavrimento che si ripercote su di me. Quindi già comunque la situazione è complicata. Mi è padre che va via.

Io che non capisco la situazione. D'ottreversi un po', c'è una cosa un po' pisante. Come te lo annunciano quando lui si ne va? Viene a mia madre e mi dice... Non mi ricordo bene ma mi ricordo che da un giorno all'altro mia madre dice, abbiamo ucciso separarci. Lei da sua rassenza di lui? Simolo dice lei. Quindi io questo un po' di... erabbiano i confronti mio padre in quel momento, ma anche di mia madre perché dico ma... Cos'è successo? C'è quella la vera motivazione. Io doggie non ho sola, vera vera motivazione. Ma che mio padre sicuramente ha fatto qualcosa a mia madre. Non sono mai nata a chiedere. Só che la situazione era pesante. Chi andavo a scuola che comunque mi pesava. Perché comunque non ho una litigata continua. In che modo si è riversata su di te questa attenzione che comunque non è vissuto nell'ultimo periodo, ma per un po' no? Mi madre...

Riversava tutto su di me. Vogliere che era sempre nervosa non si è stato... La biata era molto arrabbiata e magari le hanno se ne rendeva conto. E per ogni cosa che fa cevole mi attaccava. Quindi mi sentivo male. Mi sentivo come se stessi sbagliando qualcosa. Mi sentivo sbagliata. Mi sentivo la causa di questo. E dicevo ma perché c'è cosa ho fatto di male per meritarmi questo. Non mi sentivo una brava figlia. Mi sentivo una figlia di merda. Quindi dicevo... Sarà colpa mia che si separano. Ho fatto qualcosa di male e quel momento non capisci. Poi soprattutto quando i genitori che non si fan spiegazioni. Quindi sa cosa poi me lo sono portata dietro nel tempo. Prima della separazione. Hai vissuto l'amore dei tui genitori? Hai degli immagini di loro che si amavano? Sei che non mi ricorda tante cose. La gente dice strano che tu non ti ricordi tante cose della tua infanzia. Però mi ricordo che mi genitori mi hanno sempre...

Cioè quando ero piccola piccola mi hanno sempre amato tanto. Ticoccolavano? Sì, mi cuccolavano. Però dopo è come se questo mondo bello si fosse fermato. Non è più stato così. C'è finito, è finito tutto. Quando loro non si sono più amati tutti i sei sentiti a non vista? Io mi sono sentita persa. Non avevo più quella realtà così. Non avevo più l'attenzione dei miei genitori, non avevo più niente. Poi loro magari ti diranno no, non è così. Però io, per me, era così. Cioè io mi sono sentita persa. Cioè io ho bisogno di mio padre in quel momento. E mio padre non era la più in casa con me. Nel madre poi si è li fatto una vita, trovato un altro compagno. Però ne ne ha sei sa cosa. Cioè non è mio padre, non è come avere tu, papà. E' fatto fatica accettare l'uomo di tua mamma? È l'inizio, sì. Comunque era adolescente. Cioè non diciamo ma chi sai. E che lui ti faceva da padre? No, non mi ha mai fatto da padre.

Non siamo a permesso. Cioè è sempre stato rispettoso. L'oppo tantissimo. Una persona che stimo tantissimo. Quindi poi avete imparato a capirvi? Sì. Però in quel momento ero molto piccola. E poi io non avevo un carattere facile. Cioè ho sempre avuto un carattere molto forte. L'hai sempre avuto. Ola è costruito dalla separazione in poi. Come hauto difesa così. Però ho sempre avuto un carattere abbastanza sopra le righe. Cioè un po' ribelle. Nessinso mi piaceva. Mi piaceva le cose che agli altri non piacevano. Non me ne fregava niente. Faccivo quello che volevo. Me le mie idee e me gusti. Però sta cosa qua? Mi ha... Mi ha amplificato. Sì. Però mi ha fatto... Mi ha fortificato. Cioè mi ha... Ti accusa? Sì. Quando mi... Mi sono dovuta sentire più. Farmi forza. Non volevo essere debbole. Volevo farmi vedere che stavo male. Degli altri.

Sì. Questa cosa mi ha... Me la sono portata dietro. Cioè, fino ad oggi. E come facevi a vedere che non stavi soffrendo? No, io lo sapevo che stavo soffrendo. Non ma per gli altri di distrevi. Facendo qualsiasi altro. No, io non ho mangiato la tensione. Io non stavo male davanti agli altri. Io non faccio vedere che stavo male. Non faccio vedere che avevo... Andava a scuola e... Mi assuga... Mi sistemavo. Intravo. Come non ho mai fatto vedere la realtà da cui venivo. Cioè, molte persone pensano. Ma tu hai sempre avuto tutta la tua famiglia. Tu sei sempre una situazione di alta. No. Io non ho mai avuto niente. Cioè, io vengo in una famiglia normale. Quando i miei sono separati. Cioè, io ho in mezzanastrada. Cioè, ho in mezzanastrada. Perché, veramente, mia mamma ha dovuto ricostruire se da zero. Trovarci il lavoro. Non lo vava più per mio padre. Va perso tutto. Mi madre andata a lavorare in fabbrica. Per me. Cioè, se state così veramente pesanti. Lavorava tutto il giorno.

Non l'avetevo mai. Non l'avetevo. Praticamente mai. Non c'erano soldi per fare niente. Io mi ricordo che andavo a scuola e in bicicletta. E poi arrivava all'inverno. Parti che non avevo vogli andare a scuola. Perché non è mai stata una cosa. Non sono mai stata portata per studiare. Questo è così qua. Però ci dovevo andare. E' a vostra bicicletta. Tipo delle mercatino. E andavo a questa bicicletta a scuola. Poi arrivava all'inverno. C'era freddo. Quindi dicevo... Dai, magari domani prendo l'autobus. Ma non c'era non è anche soldi per prendere i billetti. Quindi magari ci savo non zero gradi. E io mi dovevo... C'andali comunque in bicicletta. Andavo in bicicletta. Andavo. Andavo. Andavo. Riva vola. Ti dacere a provare vergogna questa cosa. Sì, io mi sono sempre vergognata tanto. Io andavo a scuola non avevo i libri. C'erano non avevo i libri. Perché non c'erano con il 300 euro per comprare i libri. Che costano. E mi diciamo perché non è i libri. E quindi pensavo che io fosse una maleducata.

Una che non voleva studiare perché non avevo i libri. Non ci rivedvo perché non mi ripotevo comprare. E come risponderevi con i libri? No, io avevo preso quella parte. Io faccio quella parte della ribelle. Ok. Perché non volevi dire che non avevi preso. No, io mi vergognavo e non invitavo a mio amici a casa. Io mi vergognavo. E tuo papà stava bene? Al livello finanza. Allora, il mio padre poi non lo vi sto per un periodo. Perché ovviamente mi sono separati e il mio padre ha seguito. Quindi io avevo come a madre. Ogni tanto vi devo mio papà. Però quello ogni tanto diventato veramente una volta ogni tanto. Quindi prima la mia realtà era mia madre. La casetta dove vivavamo noi. Distanzi, cucino. Una vita semplice. Però io mi vergognavo. Cioè, come quando avevo la scuola. Tutti stavano bene. Anche con omicamente mi avevamo fatto degli sforzi per mandare a mia scuola privata. Infatti poi la scuola privata, la scuola pubblica. Perché non c'era più la possibilità di andare.

Ti vergognavi per la situazione che vivevate? Si, mi vergognavo per tutto. Non avevo le possibilità che avevano gli altri. Non ce l'avevo? E ce l'avevi con i tuoi? Per questo non era abbia tempo. Si, ce l'avevo, ce l'avevo anche con loro. Con tutti e due? Sì. Perché comunque dicevo ma... Sanno qua. Però se i giovani, in quel momento, quindi sei anche in cazzaggio con tutti. Con tutto. Io non voglio stare qua. Io ne voglio andare da stare realtà. Non voglio vivere così. Voglio di più. Ambi scuodi più. E delico iniziato a dormi da fare. Già la scuola non mi piaceva. Già non era optata a fare. Guardi da fare volire trovare dei lavoretti. C'è guadagnare. Guadagnare. A che ta? A io già 14 anni. Fina che ta da scuola? Non la scuola lo seguita. Non lo seguita bene. Ho avuto un po' di cose. Però la chiusa con la maturità.

No, quello chiusa. Sì, io ho promesso una diplomata. Ha istituto tecnico professionale. Però in diritto moda. Quindi una cosa un po' diversa. Non scuola. Che ti piace anche di più? Sì. Una cosa che mi sembrava più... Consono a quello che avversi più per me. Sì. Quando dovevo infatti scegliere, avrei voluto fare altre cose. Ma mi hanno sempre detto, tu non sei portata per lo studio. Tu non sei portata per quello. Tu non farei niente a tua vita. Trovato dei professori che invece di aiutarmi. Ma mi hanno trattato in quel momento per quello che ero. Cioè secondo loro per quello che ero. Quindi io mi sentivo ancora pezzo, ancora più. E quindi ci ho cosa va. Perché mi devo impregnare a scuola. Se tanto non voglio un cazzo. Cioè non voglio niente. Cioè non avevi lo sprone la motivazione, lo stivo. Si l'avevo. Si l'avevo. Si l'avevo. Ti faccio una domanda sui tuoi genitori. Adesso tuoi 29 anni. Quindi la faccio con la tua testa di oggi. Sì. E' tutta analizzale dove magari avete usato lo strumento del dialogo.

Non so se poi oggi vi parlate. Sì. Perché prima era più ribeglione. Quindi li tigliamo, ma si parla poco veramente delle demotivi per cui tu sei arrivata la rabbia. Quindi era più come dire azione reazione. Cosa pensi di loro oggi? Allora rivolio bene. Perché genitori sono sempre. Di mi di un dell'altro. Da tua madre. Mi amma. Allora mia mamma. Una persona un po' fredda. Nel senso che quando sei successa questa cosa che sono separati, io mi sono... Mi sono saccazzi da mia madre. Sono cresciuta e in un attimo. Non ti so dire questa cosa mi ha fatto crescere tanto. Trovarmi in altre situazioni. Non avevi genitori. Non avevi un mio padre. Non avevi una stabilità. Quindi quando cambia la tua vita, cambia anche tu. Questa rabbia ne so con fronti. Mi amma la stessa modo con me.

Io mi amma la brazo quasi mai. Non sabbrazzamo quasi mai. Fatte le dice, sono molto bebrava come non, che come mamma. E questo valo un po' per tutti? Perché non abbia mai avuto un vero dialogo. Perché ogni volta che provo a dire qualcosa mia madre. Ma anche ad oggi. Lei si incazzava come... Non mi ascoltava. Non mi dava il tempo di spiegare. Il perché io stai facendo quello e il perché io avessi deciso di fare quello, se gli essi quella cosa. Lei non gli è nefragava niente. Se rabbiava. E oggi c'è questo dialogo? Oggi parlo un po' di più con mia mamma. Anche se a volte comunque lei è ancora così. A volte le persone non le cambi. Poi quel tempo credo che lei abbia capito. Il perché ho fatto determinate cose. In quel momento non capiva. Perché me ne volessi andare via di casa. Perché volessi costruire le mie cose. Perché frequentassi persone in un certo tipo. Perché non rispondessi al telefono. Perché mi ha rabbiatato con lei.

E magari non lo capiva in quel momento. Poi nel tempo lo ha capito. Perché alla fine ho costorito delle cose. Dele cose lo fatti. Adesso ci arriviamo. Noi conosciamo bene le persone le ha vita in due modi. O servandole e parlandoci. Tu credi conoscere la tua madre? Si credo di conoscerla. Però non ci sono mai veramente messa a parlare. C'è proprio un blocco. Tante persone mi dicono. C'è un po' di imbarazzo. Si, si, si. Io non ho questo rapporto con mia mamma. Però ti emozioni quando ne parli. Perché? C'è quella è la parte che ti dà questa frequenza emotiva. Ti manca, vorresti averlo questo rapporto che non c'è mai stato? Non, non è che vorrei avere. Perché ti vi essere portato. C'è, devai venire in modo naturale. E magari noi abbiamo due caratteri. Molto, molto diversi. Però è normale che a volte avrei voluto avere...

La poche di mia madre. E non l'ho avuto. C'è mi sono sentita sola. Ok. Lo sa. Sì, sì. C'è la lo sa. Però sei cos'è. La storia c'è sempre due persone. C'è due punci di vista. Chi l'ha racconta e chi... la scoltà. E magari io lo vi... Io lo vi avevo come figlia, lei come madre. Quindi sono due cose diversi. Io me ne rendo contora che sono mamma. Di quanto è importante parlare con i propri figli. C'è, parlare con loro. Io non ho avuto questa possibilità con mia mamma. Noi dicevo niente. Non perché se l'havessi detto, avrei sbagliato. Ti avrebbe giudicato, entendi. Ti avrei mai giudicato. Tu credi che lei ti conosce mi c'è? Sì, vedo. Sì, penso che mi conosca a pedici un altro. E mia madre ha visto tutto di me, anche se da fuori.

Sali e cosi. La vista ha visto anche mi ha fatto sofferenze. A la fine la mamma è ancora persona che quando veramente sta in male. Poi la fine l'ha chiamavo. Ma ma sono stomali. Io ci sono in proprietà. C'è la fine in mamma poi. Quando ho avuto veramente bisogno c'è stata. Dai sì, veramente. Però magari in i momenti in cui avrei avuto bisogno più adesso il sostegno da sua comprensione. Aveci avuto più un giudizio. E questo mi ha afferito. Quando era più piccola. Mi ha afferito. Mi ha dato tanta rabbia. Mi ha fatto arrabbiare. Mi ha fatto chiudere. Mi ha fatto diventare quella che non volevo essere. T'ha fatto venire la pelle dura. Sì, capito. Sono sempre stata molto fredda, molto chiusa. Poi in tutte le cose. Questa cosa mi ha tanto condizionato. Ha impattato nella tua vita adulta. Sì, mi ha molto chiuso. Sei defendente nei confronti degli altri? No, doggi, no, doggi.

Sì, più aperta. Io amo stare quelle persone. Amo conoscere le persone. Mi piace parlare, chiaccherare. Mi piace sapere le storie. Sono molto empatico. Tanto, tanto, tanto. Anche troppo, volte mi voglio sempre aiutare gli altri trovare una soluzione. Renderli felici. Questo lo faccio adesso. Ci ho chiedere gli altri quello che senti di una veri c'è tutta la piccola? Sì, ma lo fa... Forse una cosa che fa proprio parte di me, che ha sempre fatto parte di me, che, però, mi tennevo chiuso. No, riuscivo a liberarlo. E quando poi ho perdonato, o quando poi ho passato questo step, sono diventata la vera io. E' questo mi ha cambiato. Palliamo i tuo papà. Allo mio papallo... Lo ho visto tu meno, nel senso che comunque la quotidianità, la vivevo come mamma. Quindi, il mio papallo vivevo più nei momenti... Cioè, il mio papà spuntava.

Spuntava ed è veniva il regalo, la cosa divertente, la vacanza. E poi, però, per il resto, poi non c'era. Quindi, era sempre un litigio tra mia madre e mio padre. Sei come tu padre. Mi tratti male come tu padre. Poi, torni e mi fai fin da che è tutta posto. E' impostato così. Ma sentivi che tuo padre comunque ha modo suo c'era per te, sapevi che potevi contare su di lui? Anche il mio padre non è che le ho mai raccontato grandi cose. Sentivo che, entrami i miei genitori, non potevo raccontare tutto. Perché avevo paura e non mi hanno mai dato a possibilità. Mi amo con quest'atta sempre molto, se verrà come... Cioè, mi sapevo che non pavere potuto raccontarli tutto. Perché mi avrebbe dicato. E i miei padre non... Credi che... Anche per proteggere mi però. E volevo chiederti questo che sia stata se vera come... Perché non aveva gli stumenti e quindi era un modo per proteggere.

Sì, ad oggi ho capito, ad oggi, nel tempo capito, che quello era lo modo per proteggere mi. Infatti, ci sono riusciti in tanti occasioni. Oso, cioè, nel tempo, a me sono ricordata le parole di mia madre, le parole di mio padre. Io ho passato una persona che, in quel momento, mi diceva cose che non avevano senso per me, che, nella vita, hanno preso un senso. Ok. Mi hanno protetto, mi hanno guidato delle cose a volte... Quindi consigli. Consigli. Sì, fra asi, anche dette così, che però, in quel momento... Sì, sono avverate. Mi hanno... In quel momento mi hanno toccato, sono rimaste nella mia mente. Quindi... Mi ricordo di uno? Ma, beh, mi ricordo che... Soffrivo per amore. Una volta, e mi ero lasciato con questo ragazzo, stavo mali, stavo mali. E lo tornata a casa, stavo mali. Mi vedevano che piangevo tutti i giorni. Quante ne avevi? Ma ero piccola. Sì, dice. Sì, su 17. Mi lascio questo ragazzo, piangevo. Mi sembrava che la mia vita fosse finita, che non aveva esser più senso. Ma pare mi ha detto, ma tu, ma tu capissi,

che tu non devi stare male. C'è tu nella vita. Tu devi stare bene. Lascio a che stiano male gli altri. Tu devi stare bene. Sei quanti grandi all'universo? Quante cose ci sono? E io mi ricordo sa frase dei tem machina così. E lo, come mantra della mia vita? Tutte le volte che stavo soffrendo per qualcosa che non mi meritavo, dicevo, cavolo, io non devo stare male, io devo stare bene. Quindi ti è entrata a quella frase. Una specie di egoismo, buono. La vita, questa frase, sì, ma la ricordo. Hai detto che ribelle. Ad esempio, racconta mi... Ma sì, io non ho ascoltato mai, io non c'è facevo tutto il contrario. Cioè, dicevo che andavo a scuola e non ci andavo. Cosa facevi quando non andava a scuola? Da un giro. Andavo al bar. Andavo con quelli che marinavano a scuola. Savo quelle persone più grandi.

Cosa che si fanno di norma? Così che quando non veda scuola, va in giro, cerchi di passare il tempo, finché arriva a l'ora X, torre a casa, fa i finta che ci sonoci, di tutto bene, bellissimo. E poi rispondevo, rispondevo, a tono. Evo proposto carattere di rispondere. E lo buon cazzato a quel mondo. Fatte che mi conaccia? Diciamo, andavo a donna, ma tu sei proprio... c'è un... non si può... non si può dire t'iniente? E c'è un... ti faccio quello che mi pare. Dele ta di 14 anni cominci a lavorare. Che lavori fai? Inizio... inizio a fare dei lavoretti. Non so tipo... I tuoi genitori erano d'accordo? Allora, mi amma inizio, non erano d'accordo. Non erano d'accordo, magari inizio a fare volantinaggio. Inizio a fare tutti questi lavori, dove viene un po' retribuito. Non tanto, Mari, quei 50 euro, quei 100 euro, erano a chiette in più diversi. L'itene V2O... Non ho l'itenevo per me. E poi se c'è la bisogno, ovviamente, sempre un po'

ciò sempre aiutato a casa. Ok. Sempre. Perché ovviamente come il labora, al mese non ci vivi. Quelli... quelli era lo si pendio di mia madre. E... e mio padre non ha... mi amma chiesto non ho aiuto economico. Perché sapeva che mio padre, per quello che raccontava, aveva avuto dei periodi alti bassi, sai... è così. Quando è un'attività. Quindi... non so se non volesse, ovviamente aiutare a mio padre, oppure... oppure veramente ci fossero difficoltà. Non... Mi fai venire in mente che prima mi ha detto neanche, adesso so perché loro si sono separati. Tu non chiedi perché paura di erovinare quello che hai idealizzato? No, ma perché oggi... oggi non ha più senso. Quando decidi... di voler avere una famiglionita, di ricreare una famiglia di... di... di perdonare delle cose che tu hai vissuto male, che ti ha fatto soffrire, devi perdonare con tutto te stesso. Non puoi portare rancori,

non puoi pensare alle cose, quindi non importa cosa è successo, o quello che hai provato a tu. Non importa appeniente, perché anche loro sicuramente avranno sofferto, anche loro saranno statimali per me. Mi sono sicura sono per sempre immeginitori, però sei tu che devi prendere in mano la situazione a volte essere superiore. A volte qualcuno deve farlo, e io voluto essere superiore, voglio elevare questa situazione, voglio fare in modo di andare a pranzo, a cena come a mamma, come a papà, come a fratello, voglia avere una bella famiglia. Senza tensioni. Sì, voglio andare d'accordo. Io ho il mio di Siderlo, che andare a mangiare come a mamma, con il mio papà, e benvenuto in tempo successo. Sono successi a tanti belle cose. Lo ho voluto io, io mi ricordo che una volta ho voluto abbracciarmi un padre. E poi è stata una situazione parazzanti che ho mai provato in macchina, ha detto che ha stata adesso. Saluto, è un abbraccio. Lo prendo di sorpreso. Poi venire a vivi. Ero piccola, era un mannero, vittuata il mio padre,

è un combazio, non si lo ha questo rapporto. C'è quindi tico con avano entrambi da piccola, poi quella cosa si è un po' la freddata. Non ti so dire, perché... L'idea è un abbraccio perché ne avevi proprio voglio, perché li volevi far sentire. Perché volevo capire cosa si provasse, in quel momento, volevo capire, e non era abituata, io vedo il papà che davano i batti, io basso in bocca, magari alla figlia a te, ti amo. Io non ci avevo quello, no? Ma anche adesso, cioè direi, oh, stai là? Però, tu volevo provare a capire cosa si provasse. E come andata? No, tipo, il mio padre, ma se non tenesse. C'era il basso di stucco? Sì, ma stucuzino, tipo, una pacca, sulla spada. Ok. Non so se è una cosa... C'è penso che ci siano genitori, più affettosi, genitori meno, ecco io, mia mamma affettosa, ma non so... Forse mi vedeva anche me a questo carattere, carattere di merda, quindi... Sì. Ok. I tui lavoretti, quindi volentina angio, e poi cosa fai?

No, facevo quello, poi questa cosa mi porta a entrare a lavorare, magari, per dei locali, degli eventi. Ti chiedo spesso retà, ma per di percorro. Ma è ancora meno lenne? Però è ancora meno lenne. Però 16 e 17? Sì, però è ancora... Sì. Inizio, quindi, sanno a fare queste cosine. Inizio, anche, magari, andare a... con attività, magari, aiutavo, non potete lavorare, però è un piccola. Però si fa. Ok. Si fa. E... Dall'iconosco, persone di co' beh, sei bisogno, io ero sempre pronta. Cioè, io volevo fare. Quindi, qualsiasi, cosa mi proponevo? Cioè, ci avevo bisogno, avevo fame, volevo lavorare, volevo adagnare, volevo... volevo da nere per cosa? Per uscire, già io non volevo stare lì, non volevo stare la verona, non volevo viaggiare, volevo conoscere persone, voleva avere i miei soldi, la mia dipendenza. Cioè, io già avevo quest'amente qua. Non so se è una cosa normale, ma sono nata con questa cosa

di... dover far per forza qualcosa. E poi, ma, ma, ma, gerogione, per la situazione inquiareo, che non mi rendeva felice. Cioè, vo' questa sorta di infelicità dentro che mi spingeva questa fame di voler crearmi qua per crearmi qualcosa per andare via e per essere indipendente, per... per non dover chiederni in tannissuno, non dipendere dannissuno, non dover stare in casa con mia madre. Brutto da dire, però io non volevo andare via. Vai mie locali? Io solo avrai in discoteca, ve lo molto piccolo. Cosa facevi? Lavoravo l'ingresso, andava di moda, questa cosa di fare... Cioè, dorselector? No. Tipo, ragazza, immagine. Però l'ingresso di ducane. Sì, sì, sì. Era questa cosa di accompagnare i tavoli, era diverso un tempo, era una cosa... Era una cosa fica, i suoi tempi. Ok. Vagamano anche bene. Cioè, seria una bella ragazza, era una giusta, che lavoravili, inseravarà la verona, e quindi uno scuole persone,

lavoravili... Quelle è il primo locale dove lavorare? E' alterego. Ok. Berfysclap, cioè di l'alterego è la più famosa. Io lavoravo l'alterego. Conoscano anche il Berfysclap. Ma io ero piccola, capisciro, minorenne. Ma io sembravo più grande. Se sembravo più grande. I fatti oggi, capisco mia madre che era incazzata, ma io... Per me era... Cioè, io volevo lavorare. Quindi lavoravo, savo la fine alla mattina, fino alla chiusura. Poi... All'etti permetteva di tornare a essere il mattino? No, non voleva, però io savo lo stesso. E quindi lei dovevo accettarlo. Ok. Quindi lavorare in i locali e quello ti apre a... Lavoro nei locali e mi vedono che sono sveglia. Minota. Minotano delle persone che lavorano dentro bene, magari proprietari, più che... magari varie serate, c'erano tantissime, serate un tempo, serata quella, la serata, quel altro. Minota, ne dico, no, ma sei... Cioè, oltre a essere carina, sei anche sveglia. Cioè, sei anche in gamba. Perché non viene lavorare anche

a fare la profilazione delle persone, l'ufficio, i pomerigi. Ai vieni? Sei usare con... Cosa vuoi dire la profilazione? Vuol dire, praticamente registri le persone, le chiami, le inviti. Ok. E vendi le prevendite. Ok. Quindi pubbliche relazioni. Pubbliche relazioni. Ok. E inizio così. Anvitarle persone, lavorare alle eventi, diventa un po' l'immagine di alcune cose. Sto non sono sempre presente a tutte le serate. E questo mi... mi permette di guadagnare perché, ovviamente, dal lavoretto, diventa un lavoro, in cui, comunque, qua d'agno. Ti piaceva? Ti piaceva. Ti piaceva il fatto che guadagnare e ti piaceva proprio l'ambiente. No, mi piaceva il fatto che guadagnavo, ma l'ambiente era... C'è comunque un lavoro pesante, perché vede mattina, andavo a scuola, poi uscivo da scuola, andavo in ufficio, facevo delle cose e poi la notte, andavo in discoteca. Tutte le serie. Io non discoteca, io sempre la... c'è per me la normalità.

Tornavo le 6 di mattina, e ripartivo a me la giornata. Come è stato il mondo della notte con te? Perché... Allora, l'inizio non coincano. Perché, per tutti i rafuori, è visto spesso come una tentazione al peccato dove li succede tutto quello che di giorno non si vede. Allora, io l'inizio... Poi dipende sempre da te. Allora, io l'inizio lo piccolo, forse è un compongiano. Quindi lo vi avevo come un lavoro, non è che... non è che mi guarassi tanto intorno, un lavoro, è un cun divertimento, perché c'è anche del divertimento. Certo. Nel mondo della notte con quello. E mi divertivo comunque, c'erano anche delle strate che si poteva bere, poi faccio la chiusura, comunque avevo tante cose che ero piccola, io già vivevo da grande. Quindi mi sentivo grande. Ok. Poi inizio un po' a capire, quindi divento un po' più complesso, perché poi dali inizio a lavorare e a fare anche altre cose, a fare le stagioni anche, andate... I locali?

Si, va a domenare un'omarittima, vado... inizio a frequentare altri locali, non solo la verona, che era un po' il mio mondo, era in certo inizio, a viaggiare a fare le stagioni, a lavorare con altri gruppi, quindi conosco altre persone, agente più grande, inizio a capire come dire al mondo, inizio a capire il mondo della notte, e lì inizio a un po' inizio, non magari anche altre situazioni, e diventa più pesante. Stai parlando i droghi immagino? Si, droghi, serate... Codere, droghi, serate... No, che magari... non tutte le ragazze che lavorano, lo fanno solo per i soldi. Sono anche persone che entrano nel giro, perché hanno dipendenze, hanno magari anche... sì, sia per i soldi, anche per necessità, e quindi magari inizio a ballare, anche... dopo inizio a fare anche... All'animazione? Sì, animazione... All'animazione lo traducco perché non capisce... magari detto più... in modo più becero cubista. Sì, ho fatto anche quello. Non mi vergogno.

Faccio anche quello perché... No, perché magari... una persona diciamo, non è un lavoro, non è... è un lavoro a tutti i effetti. Certo. Io andavo alla prima, e non facevo solo quello, perché magari conoscevo le persone, quindi oltre al fatto che già conoscevo, ballavo, la gente mi conosceva, diventavo qualcuno, in quel momento, me lo creata, io era il mio prodotto, io mi vendevo. E poi lì è vista? Sì. E' inizio a avizzare. Grazie a questa cosa, inizio a avizzare inizio a lavorare in svizzera, in giro per il mondo, in locali superpazzeschi, eventi, MTV, magari che faccio all'asserato in quel locale, che le odio non c'è ne ho fatti di cosi. Lì ai 18 anni, quando comincia a girare, come è? C'è setto. Sì. Sì. Non so, non è che serve una cosa, di lavorare. Non ti devo capire proprio la tua crosta. E' un curaio, un curaio. Per arrivare poi i 29 di oggi.

Non era si, era versi 18. Anche i 18 facciamo ancora questo. Ok. E' questa cosa mi permette di viaggiare, di guadagnare. Mettevi da parte o spendemi? No, non metteva da parte. Metteva da parte e faccio un sacco di cosi, avevo la mia, fatte 18 anni, ho preso la patente, e mi sono comprata subito la macchina. Perché ho vuto andre la macchina per lavorare, per viaggiare, per fare, avevo già la macchina. C'è lo... Sì. Superindipendente. Sì. Per me era normale. Poi sono anche altri tempi, però io la... Stavo bene. Quindi è risparmiato... Tavoravo 7-5 giorni su set, 7 serate su setti. I soldi li prendevo, per uscivo a fare una bella vita. Inizio di sacrificandomi, per me era una bella vita, c'è rispetto a quella che avevo. Quindi inizio a fare le mie cosine, vado via di casa. A 18? No, già prima. Già prima, però indipendente, proprio con la mia casa,

dopo. E riesce a studiare in parallelo? No. Sono già mezzo... Mezzo perso. Ok. Sì. Per finisco, io mi diplomuali se tutta è tecnico, che puoi decidere se avere il diploma di tre anni o dei cinque. Chiaro. Quindi mi diplomuali con il primo. Quindi il tre anni? Sì. Come questo ti permette andare a lavorare. E poi mi rigendamo a lavorare anche in alcune alte le. Foto anche di prio di sarturia, a qualche azienda. Quindi hai fatto qualcosa che c'è in casa con i studi? Sì, ma sì, io fai quasi... fai sevo più era contenta. Certo, era dura, perché comunque è pesante. All'inizio, quando inizio a lavorare, ti mettono la, ti dicono, invece di fare proprio quel lavoro, fai le pulizie, sistemi, non è che ti mettiamo a fare grandi cose. Non agri, faccio quello, pucivo, pulivo, per e poi la seriando. Mi discote.

E, come si vuole nella tua vita? Dalì, le persone iniziano a conoscermi, razza le serate, a queste cose qua, e divento... zoe. E come lo diventi? Eh, poi ribane social. Ribane social, r係 a questo boom. Pazi, S個人 who, nascono, sfrechi la figura dell'influencer, e li arrivamo a mia mia famica. Mi dice oh, ma tu potreste, fare questo. Mi schiaмare a tua mia famica? Valeria. Hiè. E lei ... come mi asura il researched. Ci conosciamo più di 10 anni e PTKE mi dice nemmo, quando ci conosciamo, detained, www.pl bits. Penzo, nella stessa increased, conosciamo, Poi quello, c'è potresti fare delle cose pazzesche, tu vali molto di più di queste serate, di stie cose, c'è poi veramente far tanto. Su quale social cominci? Su Instagram. Avvo Facebook, lo usavo ogni tanto, mette con sacco di cose delle serate, fatti poi è

stato un eliminare un po' tutto il mio passato perché non volevo che le persone sapessero no? Perché non ti embarazzava? Credevi che ti screditasse? Sì ma perché ho fatto tante cose, non volevo essere etichettata perché non avevo fatto solo quello. Ha facido anche la modella, ho lavorato in un solito a tuaggio, ho fatto tante cose, non volevo essere etichettata con niente, volevo solessere zuoi. Quindi volevo farmi conoscere da zero per la mia personità. E che continuo ti postami? E parlavo, raccontavo con... La quindi c'è... C'è troghiaime. Mi scrivevo, all'inizio potete visto lo scrivere e posto. Quindi ho mettevo delle frasi dei mezzi racconti e la gente si rivedeva, magari era mettevo delle cose un po' incazzate con il mondo e la gente si vedeva per mettevo delle belle foto. Non con una bella ragazza, mettono l'hai. E' rigiate attuata? Sì, fatti era una cosa, io di 18, ero exata attuata tutta. Come si è adesso? Il legalo dei miei ciutani è stato attuato a tuarmi il collo, penso che i miei genitori

mi volessero ammazzare. Non l'hai fatto anche un po' per i beglione? Sì, ma io lo faccio per... lo sempre fatto per i beglione. Un po' tipo un autosabutaggio della propria immagine, perché ero mio momento, ero una mia cosa. Nessuno poteva dirmi quello che devo fare, per anche una passione, perché comunque ha muovito a tuaggi. La bravo. A che ti hai cominciato attuarti? Quattro orduci? Quattro orduci, quindi c'hanno fatto il primo per fare un dispetto, i miei genitori. Dove le fatte? Ah, sul braccio, qua devo tutto nero, tutto iniziato da qui, dopo questo black work, è tutto iniziato da qua con una frase, contro una frase, anche un ricordo, una frase di ribellione. Tipo nessuno mi può adjudicare, può dirmi cosa devo fare, c'è una follia, però per me era qualcosa. È una scundiva, dopo non vede volora quello scoprisso, per fare incazzare tutti, e la stessa state botte, proprio, c'è botte, perché... Notte nel vero senso di cosa.

Sì, sì, perché erano, c'è quando non scoperto i miei, c'è mia madre, che poi l'ha detto il mio padre, c'è proprio mia madre era... C'è per l'era una delusione, io. Per lei io ero una delusione, c'è io mi vedevo come una delusione per i miei. Per quello volevo fare cose nella vita, arrivare a un certo livello per farle ricredere di reavissere dove sono. E cosa credi che pensino di te in questo momento? No, che siano fieri di ma... Lo senti. Sì, lo so che lo sono. Te lo dicono? Sì, sì. Miamama sì, miamama sì, miamama sì, me lo dico. Tu, papà anche, te lo diciamo, do su, in modo più... Sì, ma non lo sento tanto, c'è lo vedo, però più questo legame per... per i miei figli, come nonni. Perché sanno che sono sempre stati independenti che non ho bisogno di loro? E ritorniamo indietro? Quindi, tittato, ed è quattore c'è 18, tanto, a 18, il corgo...

Ti ero 18 Rosapino, 18 non avevo c'è Rosapino, collo, brazza, gambe, avevo già fatto tutte le cazzate che potevo fare Rosapino. Incolumento non mi rendevo cuoto di... No, questo ti è reza molto particolare sui soci. Sì, era all'inizio. Sì, guardo che non era neanche il tempo, cioè in Italia non era così sdoganato il tatuaggio. Cioè, ce l'avevamo ne carcerati, le persone con una vita un po' difficile, le persone con magari alcun tipo di problemati, che con il tatuaggio ti identificava molto. Ok. Quindi ero anche vissano in certo modo, e diciamo, questa due, c'è, perché è così, doveva. Quindi, iniziato ad essere un po' più una moda, una moda. Certo. Anche le persone per bene erano tatuate. Certo. Quindi diventano a cosa... Ad oggi è normalissimo vedere gli enti e tatuata. Però io, in quel momento, erano una cosa strana, fuori dal comune. Ti piacciono ancora i tuoi tatuaggi? Sì, torna sin dietro, non farei questo errore. Perché comunque, mi ha, diciamo, prevalzo tantissime opportunità.

Perché chiamamo a pormonde la moda, comunque faccio anche a fotomodella per un periodo, con il sottopiccolissimo, comunque, con alcune agenzie, c'è, le cose ne ho fatte. Però quando iniziato a autosabotarmi per quello di conitatuaggi, non ero più l'inia, con tanti brando, con tanti cose, non potevo... E quindi oggi cosa vuoi fare di voi togliere? Oggi li sto togliendo, sto togliendo il collo, sto togliendo le mani, alcune parti delle mani. C'è tutto quello che è molto visibile in tende. Sì, è una vestita. Sottogliendo perché mi sono stufata, sono cambiata, non ti preclude nessun lavoro, più un'azza tola. Oggi c'è poi anche nel tempo, sono diventata. Panzia, adesso sei tu, sei unica. La giunta anzi mi dice, ma cosa fai? Io non ti vedrai senza, però io mi vedo tutti i giorni, ho voglia di vedermi diversa. Oggi sono un'altra persona, poi vero il tatuaggio, non determinano la persona chi sei. C'è una passione di segno, un pezzo d'arte, una cosartistica.

Io li amo i tatuaggi. Molto prementato oggi mi ne farei altri differenti, fatti meglio. Famale l'Aser. Fai molto più male che fai realizzare un tatuaggio, c'è 10 volte di più. Per esempio, per togliere il collo, quante ore di seduta. No, è impressionante il male che fai, c'è come bruciare un pollo nel forno che si cuoccia, il sapore di bruciato che attiasce dalla bocca. Ma quante ore di lavoro servono per il collo? Ma io ho fatto poche sedute, e già si vede, però... E non ho presente di come riprimo. Era molto nero, era quasi tutto nero. Ok. E che avevo coperto, quindi avevo questo colletto nero. Ok. E... Era un trapponera, cioè questo collo nero, questo in tutto. Volevo questa voglia di rivedermi pulita, rivedermi... All'origine. Sì. Rivedermi una nuova vita. Darmi una altra possibilità.

E poi che cosa succede nella tua vita? Quindi locali, zoe, social, e costruisci il tuo personaggio. Inizio costruire il mio personaggio. Inizio lavorare con dei brand. Inizio a fare questa professione a questo lavoro, come in modella. Nanti tutto come un foto modella. Quindi magari inizio a fare dei lookbook. Cosa hai capo già fatto? Quindi ero capace, perché venivo con quella realtà, in cui mio padre era la fotografo. Sono stata messa, nel momento in cui sono nata, da manchina fotografica. Quindi mi veniamo naturali. C'è, per me, era un vantaggio di con che tiriamo fuori... giochiamoci le carte. Tiriamo fuori tutto quello che sapevo fare, andiamo. Inizio a fare questo per i brand. Inizio a dare la mia immagine per alcune cose. E lo faccio da sola. C'è io sono il menager di me stesso. Ok, tuttora? No, non dazio no. E da più di 10 anni che sono con una genzia che è diventata la mia famiglia. Però le succedono di cose prima di arrivare qua.

Infatti sto andando in slow motion proprio a pepera. Inizio da sola, quindi inizio da sola mi crea una mail. E faccio finta di essere il mio menager. Certo. Ti firmavi qualcuno al tranquilo, fatto spesso. Faccio fuinta di essere il menager, perché comunque sapevo mi ricordavo quando vedevo le persone che lavoravano, comunque che non era professionale parlare direttamente. Quindi dovevo far parlare con qualcun altro. Quindi scrivevo, ma è il taro io. Come ti firmavi? No, faccio fuinta di essere un'agensia. Era professionale fino a un certo punto, ma tanto nessuno se ne accorgeva. Io continuavo così, che trovavo un sacco di lavori. Poi mi noto un'agensia e mi dicono, ma perché non vieni a Milano? Poco tempo dopo mi noto una agensia, non so tipo un anno dopo così, perché non vieni a Milano. Io di qui avevo adesso verona a casa mia, comunque verona Milano, un grande cambio, trasferirassi. I rockai, lasso la mia città, lasso tutto e vengono fissa a Milano,

perché viaggiavo anche prima, ma comunque sapevo che sarei tornata sempre lì. Ok. E li ho far sto qua questo cambiamento. Se voglio veramente riuscire nel mio lavoro. A cosa serviva vi vera Milano? Che oppure te ti dava? E' vero te opportunità. Qua c'erano molto più opportunità, molti più brand, molti più... C'è potrene li appuntamenti e andare agli eventi? Eh sì, per prendere tutti quei lavori, come anche con le agenze, io ho nemmyo sogno alla trovaro una agensia che mi seguisse, che mi proponese, che mi svolta se la vita, e iniziera a fare i soldi veri. Quelle vun, po' a dagnare. Avvo fame, ancora. C'è la mia fame, nel frattempo cresceva. E' la fine decide trasferirmi. Prendo tutto, tutta mia casa, tutta mia vita in un cammincino, tra su riscom Milano. E prendo questa casa, e di quella migliora amica, scoltami. Nel frattempo le si lascia, dice, anch'io sono un po' in mezza nastrada, e di cosa scoltamà, perché non andiamo insieme. C'è la possiamo fare?

Comunque io lavoro, con dagnio, delle cose trovo, non importa quello che devo fare, però andiamo. Ci s'antrasferite. Prendiamo questa casa, è anche una bella casa, e iniziano a una nuova vita qua. E da quando mi sono più muossa. E che succede da quando lavori con questa gentzia in poi? E inizio con questa gentzia che mi sembrava la svolta della vita. Hanno un sacco di lavori. Però, mi fanno una premessa e mi dicono, c'è il film a questo contratto, però deve essere consapevole che all'inizio non ti pagheremo. Devi lavorare, ti devono conoscere, quindi all'inizio non verrà detribuita. Qualcosa sì, qualcosa no, vedremo, e inizio lavorare come una pazza, essere spedita per brand, cose, non essere detribuita. Ok. Facciamo molto meglio da sola che quello. C'erano ti dicevano che per farti conoscere, dovevi lavorare gratis per detprende?

Per farti che brand, grandi, ti notassero, per via del fatto che lavri con altri brand. Ok. E io, ovviamente ci credevo, perché dicevo che il meglio di loro sa questo, va bene, farò questo sacrificio, però nel frattempo per adevo tutti quei lavori, perché quando vai conoscenzia, l'umentai dei vincoli, delle penali. Ok. E... Anz'altro punto, mi stufo di questa situazione di costusate, ma, cioè, io non posso contenare così, perché comunque, ok, che ciò dei soldi, delle cosi da parte, ma la vita è cara, io devo guadagnare, io volevo sfondare, io volevo crescere, e mi sembrava di rimanere sempre ferma lì, anche a livello economico, a livello di lavoro. Mi sentivo poi, anche mi sto sentirmi sfruttata. Ti riporto sul punto, però mi interessa aprire un cassetto. Io ti capisco quando tu mi dici, io volevo fare i soldi, io volevo sfondare, perché ti guardo negli occhi e ti ho vicina a me, che capisco benissimo, che volevi la tua indipendenza, a tua libertà,

dimostra a te stesso a tutti quelli che erano fatto sentire sbagliata, che invece avevi un valore. Sì. Ma spiegano meglio tu, che cosa vuol dire, spaccare, fare i soldi, fare i soldi perché cosa? Qual è il tuo obiettivo? Magari non c'era vevi, non so. No, il mio obiettivo era essere indipendente, avere una bella vita, una bella vita, ma la bella vita non la bella vita del... C'è anche me... dell'obdellogiotte, di sperperare, di avere una bella vita, senza pensieri. C'è una bella vita senza avere un peso sulle spalle, di svegliarmi, di roccai, oggi posso permettermi di non avere l'ansia di dover per forza fare quella cosa che non voglio fare, perché devo lavorare per poter vivere. C'è per poter mangiare, per poter avere questa, per mettermi un tetto,

per poter viaggiare, c'è... avere la serenità, avere la... per me spaccare, in quel momento, ci ha sempre avuto questa cosa, per me spaccare, fare i soldi, voleva dire per poter permettermi quelle cose che per me erano all'ussie della vita, a mia casa, a mia dipendenza, le mie cose, il mio piccolo mondo, e miei viaggi viaggiare, viaggiare in tutto il mondo, chiarissimo. Il meracuello. Volevo se lo che tu loro raccontassi per lasciare agli atti e far sì che non sorgiestro di qui, procuò, no, va perché poi, quando arriveremo alla fine, si lo so è difficile da capire, per me, con un momento era quello. C'è io vorrei che le persone si godestro il tuo racconto, senza mettere già un'etichetta a prima di sciarva, però, ma tutti hanno un'etichetta, cioè, nel senso, io so benissimo che c'è un'etichetta, perché sono anche quel tipo di persona che ad oggi, di coino, devo dimostrare niente a nessuno, che lo già fatto, alle persone con cui dovevo dimostrare qualcosa,

agli degli altri, ma non mi interessa. Io penso al mio, hozzo al mio, va bene, non va bene, non mi ne è freganiente degli altri, che io so che, so come sto agiendo, so le mie intenzioni, quello è importante. Quindi se è un vivio, con questa agensia, immagino che non sia finita bene per come ne stai parlando, quindi non si è malissimo. Quindi, a non certo punto, ti rendi conto che stai lavorando, non sei guadagnando, sei usando le ture serve economiche che è guadagnato, facendo altre cose, e quindi dici stop. No, quindi dico basta. Avrei, ovviamente, problemi contractuali, insuavere problemi, ma la mia fortuna è che, quel contratto che ho firmato, non avevo mai ridato dietro questa copia, era a casa di un amico che mi aveva presentato questa agensia, che mi aveva messo in contatto, e l'uno l'avessiera dimenticato di riportarlo. E quindi io mi ricordo questa cosa di cui,

dove è, loro lo volevano prendere, per farmi, ovviamente, farmi la pagare, che io ho dovuto, gli avevessi detto, non voglio più lavorare con voi, basta, mi sono rotta, a me ne vado, ciao, va da lavorare da sola. Tutti quei lavori che facevo gratis, gli ori soldi li prendevano. Era me che non li davano. Loro, usavano la mia ingenuita per guadagnare. E quando sentate a dirliro? Io poi avevo scoperto questo, c'è io, di tu, avevo scoperto. E loro cosa ti hanno risposto? No, si sono arrabbiati, giustamente vanno la coscienza sporca, sappiamano quello che stavano facendo, cosa dovamo andirmi. Allora, automaticamente, volavamo farmi la guerra per dire, ok, tu adesso non voglio più lavorare, perché ovviamente avevamo una magari già dei lavori programmati, delle cose. Atono quella lavorare da sola, voi prendere tu i soldi, voi farlo tu. Bene, ora ti prendi una bella penale, non lavorerà mai più, perché non vale un cazzo, non sei nessuno. E l'iniziatuna, c'è lì, c'è stata una specie di no scontro,

dove io ovviamente, cioè non ero pronta, avevo paura, ho detto, Dio, adesso cosa mi succederà? Io non sei gli a questi soldi. Si mereva sapenale. Come pago questi soldi? C'è comunque, questa cosa dei soldi, che tutta la mia vita mia ha questo peso sulle spalle, dei soldi, dei soldi, c'è Dico, Dio, adesso come faccio? Poi scopri che hai la dubbliche coppire il contratto e con il tuo passaporto per l'indicato. E quella è la mia liberazione, prendo questo contratto, tramite il mio amico, lo strappo, sono libero. E io vinco questa copo, questa situazione è scominci trice, io la possibilità di rifarmi di trovare un'altra gentia. Dopo questa trovo, trovo una mia cinzia che è quella attuale. Quello seri massa delusata al punto da dire, faccio tutto da sola come facevo prima. No, no, avevo voglia, avevo questa, avevo questa, avevo ancora qualsiasa. Cioè non volessete dirti sola nella buona. No, avevo ancora questa fiducia. Avevo ancora fiducia, non avevo persa, avevo fiducia di trovare qualcuno che veramente potesse credere in me.

Ok. E che dicevo, un giorno qualcuno mi noterà, e vorrà vedrà il mio valore, e mi aiuterà. E adesso tu così trovo la trovo a mia gentia che è quella... Sempre a Milano? Sì, che è quella un giorno d'odzi che mi ha sempre accompagnato in tutto. E quindi la tua vita, come si evolde da quel momento, e poi comincia a guadagnare... In cominciò a lavorare seriamente, in cominciò da essere seguita seriamente a dare dalle piccole cose, a fare tante cose. Ovviamente non posso ancora dire quello lo fazzo, quello lo lo fazzo. Devo farlo perché se vuoi guadagnare, vuoi lavorare, vuoi crescere, ti devi dare da fare. Non è che vuoi dire quello lo fazzo, l'ha non vado, perché se non, non cresci, devi sacrificarti, quindi inizio a fare tutte le cose che si possono fare le faccio. Ok. E lavoro? I guadagno. Mi ti da parte. E' sempre accanto nato. Sì, poi spendo anche, comunque spendo per i viaggi e cose giuste.

Ma non... Ancora oggi? Sì, ma io ad oggi, tutto quello che guadagno, io non ho mai smesso di lavorare, da con inizio con questa genzia. Anche perché il tuo lavoro ti permette di farlo da ovunque? Sì, io non ho mai smesso continuato. L'ho mutato in tante cose, cioè ho abbinato altri cosi, magari con quelli sparmi, ho creato dei brand, ho fatto delle cose, ho provato a creare delle cosi, ad oggi ho un'azienda che fa... E racconta mi. Ad oggi un'azienda che fa... Quindi allora, aspetta, partiamo dall'inizio, quindi inizio fai tutto. Poi, in certo punto, comincia a... Lavoro con la mia immagine. Io vendo la mia immagine. Lavoro con quelli, faccio anche le serate, va... non vado più. Le serate come ospite? Sì, certo. Non vado più con questo ruolo di c'è un lavoro più come prima. Però già, frutto, e mi è conoscenze, le mie cose abbinando la mia immagine. E lo faccio in modo professionale. Poi ma vendevi la tua personalità e oggi anche la tua popolarità. Sì, erano altri tempi. Erano anche altri tempi, sono stata nel momento più d'oro dei social.

Lo ho saputo sfruttare nel mio piccolo. Ovvero non ero la chiara fernagni del secolo. Con le mie possibilità faccio il mio. Comunque cos'è buone, magari andate a fare una serata, come ospite, e magari quei 10.000 euro li prendevi. 10.000 euro. Ad oggi chi te li do? Lo fare ancora? No, ad oggi no. La oggi posso scegliere. Ok. Oggi sono fortunata. Oggi posso decidere di fare quello che mi piace. Posso anche dire no, se non me la sento. Quindi oggi continuo a farlo ma scegli le cose che... Che sono più linea con la tua vita che c'è una famiglia anche. Certo. A tutti mi chiedono, adesso ci sono ancora magari dei locali dai, perché non viene a fare la madrina, ma io non me la sento, non sono più in quel mood. Oggi voglio fare altre cose, e magari anche rinuncia delle cose che magari sarebbero anche dei buoni soldi, però rinunso per seguire magari dei sogni più grandi, delle cose più linea con la mia persona di oggi. Anche se rimane sempre con la fame,

in cui l'ho farai, perché rimane quella zoia di un tempo che c'ha la voglia di fare. C'è l'ho farai se fosse, se non fosse magari la... la mamma, la donna che sono oggi, se fosse ancora quella zoia, lo farai. Dopo ci arriviamo a quello, c'è la famiglia, a l'amore ai fili, insomma la famiglia, a un certo punto crei la tua azienda. Si, credo... Un tuo brand. Decido di creare questo brand di abiliamento? Come fai a farlo non l'avendo nessuna esperienze imprenditoriale? Chi ti inseriamo? No, conosc... Le conoscenze. Ho tanti amici, ho questo mio amico che già ha un'azienda di famiglia che fa brand, fa moda, e quindi... E come si chiama il brand? Oye. Ok. Soye senza la zeta. Certo. Un logo. E... E poi molto si meno un brand che è super famoso d'oggi. Ok. Che io ho fatto molto prima. Solo che quando non ha le possibilità economici

è molto più difficile. Quindi io coi mi eri spare, mi li uso per creare questo brand. Con questo mio amico che ovviamente molto in gamba, mi hai io. Mi hai vinto a donna a uomo? Donna a uomo. Ok. E inizio a fare questo strituer, perché io lo stritueramo, questo sile, e iniziamo a creare questi capi. E inizio a vender nei negozi, da nord a sud, inizio a esserci richiassa, e... Ma chi è che ti arriva a vendere? Lui aveva degli agensi. Si avevamo delle persone. Non lo facciamo con noi, il campionario, e andavamo in vendita. Poi sei che servono gli agenti. Mandavi vendemiscerum, o andaviti le prote nei negozi? No, inserum. Gli negozianti vendivano lì? Sì. Però è una cosa molto difficile. Perché comunque devi far dei campionari, devi mettere dei soldi, devi investire del tempo, io andavo a Napoli, producevano la, andavo a scegliere i testuti, facevo la mia collezione. Il problema è che quando poi vuoi veramente sbancare, vuoi veramente riuscire devi avere una potenza economica dietro. Perché è difficile andare in campagna, vendita. E poi ti tolgono sempre questi bel po' di capi,

perché non rientrano magari nell'ostile di quell'anno, dell'anno che verrà, la donna di quell'etano, lo indossa. Quindi ti smembrano la collezione, ti smezano la collezione, rimane con quei tre capi, fai fatica, arranchi, diventa complicato, e permesso toccosì è stata un crescendo, e poi per un piano piano è, diciamo, andato a scegliere. C'è stata una flessione? Sì, è stata un po' a scemare, perché, comunque, la difficoltà non riuscivo un'avevo questa potenza economica. Secondo a te ti mancava il risorse economica o le competenze di persona? Anche le competenze era un po' tutto, ma il mio social bravo lui aveva già un'altra sua linea, però, giustamente, questa era la mia linea, c'è una nè che lui poteva coparsi di tutto, mi devo dare da fare anch'io, però sono arrivata fino a un tot, fino a un punto, a quel punto mi sono sa conto che non avevo le capacità, e li permesso todificere è stato un muro che è una curiosità a scavalcare, e quindi ho dovuto prendere atto, a volte devi prendere atto di una vera capacità di poter fare qualcosa,

l'economica e ma anche tu, e personali, a livello proprio lavorativo del settore, non aveva possibilità, e quindi devi accettarlo, e quindi mi sono... ti vi farò un po' sin dietro, vi avere la... L'umiltà di fare un po' sin dietro? Vi accanto a nare, così che si parla nella vita, si anche si è un sogno, quindi hai smesso? No, quindi faccio un po' sin dietro col abilamento, mi fermo, dico, c'hai, ci ho provato, è tutto bene, è tutto bene, è andato mali, ho imparato delle cose. Ho guadagnato, non ho perso, cosa posso fare ora, veramente, allora di cui un'altra, mi appassione, sono i profumi, e qua, dico, cosa posso fare, voglio fare una cosa, però, sul mio, e qua, credo, i miei prodotti, con il mio line, quindi tutto i commerce, tutto online, non c'è più il fisico? No, anche i dei negozi, qua milano, delle profumerie importanti. E' lezione a te, ok. Cos'avo dire, importanti di micchi, a che vendono?

Di micchi assiti, parlo di profumerie, alte, esclusiva, do miei prodotti. A questo ci arrivo dopo, all'inizio, credo il mio brand, investo nel mio line, sempre oi? Ozz, ok. Cambio da oi, e faccio questa società, da sola. Evo già una società. Sì sì, però non è più il solcio. No, trovo questo ragazzo, questo ragazzo, che nel mondo dei tatuaggi, che lui è un po' passionato, già lui crea questi cosi, e mi, mi faccio affiancare da lui, perché lui faceva già questo per altre persone. Ok. Si diventa al mio solcio. Ok. Una persona ingambissima che già del settore perché io amavo i prodotti. Veschiamo? Andrea. Andrea. Veschiamo Spectrum, ma è conosciuto così. È molto conosciuto, Milano. Che non centra con il brand? Sì, lui è... Ma no, lui è il tatuatore. Però Spectrum, quello... No, no. Si non centra. No, no, no. Ok. Lui è il tatuatore. Ma lui avevo questa passione dei profumi come me.

Ci conosciamo per gli amici in comune. Ci troviamo e li ho una persona molto simile a me, da me, da me una mano, aiuta a me, perché io non conosco i fornitori, però io voglio farlo questo brand, tu che già conosci, da me una mano, non voglio farlo una brutta fine ancora. C'è voglio riuscire. E la... a me aiuta a me, da la mano, io mi dove fare, mi ci andare, creare questi profumi, queste fragranze, questi prodotti, voglio farlo un bel prodotto alto, ma c'è si vella tutti. E creo la mia linea. E la... la mia linea mi ci andare. Faccio degli eventi, uso le mie risorse per creare e fare quello che veramente mi piace e mi appassiona. E ad oggi è una cosa che... Funciona? Sì, funziona. Ho il mio line, ogni tanto, esco con un profumo nuovo, sono profumi limite ed edition, sono estrati, sono estrati, non sono... sono molto più alti del classico profumo. Certo. E mi rispecchiano.

Cosa ti appassionano del mondo dei profumi? Perché comunque era una passione che devi prima del branda? Sì, io ho sampramato i profumi. Ma n'hanzitutto una cosa che quando non ha votato tanta possibilità economica, era una cosa che mi mi affascinava. Qui si profumi, così costosi, che non potevo permettermi. E non era una cosa che potevo comprare. E quindi quando puoi inizio guadagnare, inizio a comprarmi, questi profumi diventano anche un po' un modo per comunicare la tua persona di tala, a tua identità. E quindi sembra una cosa che mi ha affascinato gli amo, ne ho tantissime, però ti fu 400 profumi a casa. Ok. Profumi irarissimi anche. E oggi, oltre al profumo, ci sono altri prodotti? Sì, anche prodotti per il corpo. Voglio creare tanti cosi. Pian piano, faccio, crevo. No, ma ne che sono faposa. E sei sempre soccia con Andrea in questo business? Sì, lui mi ha aiuta a certo,

mi aiuta, perché adesso soprattutto che mi sono trasferita, lui la mia base qua, il mio magazzino, la mia base, però adesso vorremmo, visto che in Arabia profumi sono una cosa a Pazesca, veramente, una cosa che va tantissimo, vorrei iniziare il business la. Sì, io ho intervistato Sergio Momodic, Sergio Off, e mi ha raccontato più o meno questo percorso profumeri dinichi e la rabbia saudita, rispetto ai profumi, mi ha raccontato. Là è molto un mondo, è molto più dedicato ai profumi. Fati sono contenta di asserla, perché è uno spunto per ma... Prima mi ha detto, volevo fare i soldi, volevo spaccare, e adesso mi ha detto, ho dei sogni molto più grandi, quali sono? A beh, ad oggi il mio so, c'è tanti sogni che avevo io... Parliamo di lavoro sempre, giusto? Sì, ma in generale, tanti sogni che avevo io realizzati, c'è non è che sono io sono solo dei lavorativi, ci sono anche i sogni di vita, cioè i sogni di vita sono molto più importanti del lavoro per ma, perché se fa una cosa che non ti piace, sei triste per tutta la vita,

io lo so cosa vuol dire, non era contenta quando andavo a lavorare in discoteca, cioè io torno a voler sé di mattina, le sette di mattina, dopo giorni, che stavo in giro, è pienso io, dicevo ma che vita di merda è questa, io non voglio questa vita, io voglio molti di più, non voglio fare questo per sempre, perché avrei potuto rimanere lì, c'è gente che lavorava con me i tempi che ancora lì, a fare quel lavoro, io non volevo quello, io volevo molti di più, non per me non era abbastanza, cioè avevo propone qualcosa qua dentro, un magone che mi portavo dietro, volevo realizzarmi, volevo essere contenta, volevo sentirmi amata, prezzata, arrivare, da qualche parte, ma arrivare. Qualcosa che mi rendesse felice a me? E qual è un sogno grande che hai già realizzato? A bella mia famiglia. Allora partiamo da lì. Come conosci,

l'uomo con cui la costruirai e questa famiglia? Devo contextualizzare per forza. Nel senso che, magari qualcuno si intene di calcio, perché io volevo parlare di te, c'è per me la cosa più importante di questo intervista, perché quando qualcun'e figlio di marito di moglie, di fratello, di cugino, di si fa, se non alla prima domanda la seconda, si va sempre lì, e invece io volevo parlare con Zoé, volevo conoscere la tua vita e l'amore fa parte della tua vita. Quindi, magari molte persone ti abbinano come moglie di, quindi parliamo di Toer Nandez, siamo in Italia, quindi ha giocato nel Milan, fino a una scorsa stagione, quindi famosissimo, fortissimo, insomma una persona che non è sicuramente passata e non servata, quindi lo dico solo per contextualizzare, quindi così se lo chiamerei teo in qualsiasi altro modo, capiamo di chi stiamo parlando. Quindi come vi conoscete? Ci conosciamo un compliano. Quanto tempo fa? Urmai, indiamo per i sette anni, c'è 6 anni, sicuri tra frequentazione, e poi va bene,

relazione, famiglia... Beh sì, perché giussamente ti vuole vi accertare che fosse lui come di tua vita. Ah, non era con vinta, l'inizio. E come è andato? Come era quella sera? Quando l'he conosciuto? No, lo conosco a questo compliano. Di amici in comune, dove conosco la stessa sera? I miei amici attuali, quindi una serata molto speciale, in cui conosco un sacco di persone che poi mi porto dietro nella mia vita fino ad oggi, conosco lui, ma lui ci fa tanto caso, lo conosco, ciao, ciao, non so chi sia. Che addeggiamente aveva collisione? Era molto l'oprofai, si nascondiva con questo capellino. C'è non parlava? No, ma è di come chi ha questo? C'è non sapevo chi fosse. Me lo dicono dopo, quindi io ti vuole guardi, ma c'è lo vi devo anche piccolo, rispetto alle persone che frequentavo. Partiamo dal fatto con sempre frequentato con grandi ambienti più grandi, quindi io conosco di come, ciao, piacere, cosi. Lui quant'è India? Ed è solo un'aventotto. E n'ho una differenza, una non più piccola.

Però, in quel momento, si sentiva differenza. Sopra tutto, uomo donna, la donna matura molto prima, si generale, quindi io conosco, non ci fa tanto caso. Non mi informo neanche di chi sia, perché per me il calcio mondo sconosciuto, e successivamente l'unico mi scrive, c'erano già conosciuti come stai, come non stai. Mi scrive come stavo sui social, perché è già sa me interromodo più faccia di trovarmi, che dicono ma era questo ragazzo. E capisco chi ha? Edicola un altro così, perché di elementi nella vita nevo già conosciuti. Perché avrei dei pregiudizi sui calciatori? Di quelli elementi, perché purtroppo, in questo mondo, come altri contesti, ci sono certi tipi di uomini che sono quello che sono, non è che sono proprio... Spiegati meglio. Il giocatore in generale è un uomo un po' così, cercano ragazzi, le cambiano un al giorno,

non è il mio genere di uomo. Non sono mai stata appassionata di questo tipo di relazione, di frequentazione, perché comunque mi sono sempre adata un certo tipo di valore, quindi per me il giocatore era al tipico, perché non è stato il primo, ovviamente che... Con cui sono... Non se mi avevano che mi aveva però contattato, che avevo conosciuto, e quindi dicevano, cosa devo fare con lui, però lui insiste, lui insiste e dico, a me conosciamo lui. Il lingua discrive? Il spagnolo. Il spagnolo, io mi ha dato rispondo, e dico, fa me conosciamolo. Mi prende anche in un momento in mevita in cui finiscono una relazione importante, e quindi avevo... voglia di divertire, mi disvagare, mi dicono, essere magari un'altra persona, e mi dico frequentarmi con lui. Mi frequento, a modo molto tranquillo, senza su grandi aspettative, non avrei mai pensato, sarebbe stato il padre

nemmeno i figli, non scatta quella cosa. Per la prima volta, decido di fare questo. Senza mettere... nessun... neste, diciamo, nessuna... nessuna aspettativa. E lo frequento? Ovviamente non frequento, cioè, non lo frequento, come è finanzato, lo frequento ogni tanto. E nel frattempo, segura a mia vita, cioè, continua a fare la mia vita con le mie amiche, viaggio, però ogni tanto, quando sono qua, esco con lui, c'è, c'è, ci diamo una possibilità. Ok. Passa il tempo. Intanto passa un anno. Poi capisco chi è, nel frattempo, e tutti, c'è un po' questo bumpazesco. Ma, ci collugue, a... stacosa riponca a mia famiglia? Come farà i varie tuoi famiglia di cittura? È, es, essere questa cosa, tra le personeale, sta sento con lui. Come comunque, era un sumomento, era un, come, io non mi rendevo conto. Perché non era del calcio. Ok. Quindi c'era stacosa in cui lui era fortissimo,

e la gente dice a cui lui, è tu e ci collugue, è fortissimo, così? Io dicevo, ma, ma che te ne frega? C'è, per me, sul ruolo, non mi portava solo la sua cosa lavorativa. Io guardavo come lo si comportava, ma... E come si comportava con te? Inizio, adesso ci siamo frequentando, poi si comporta anche mali. Oso vuol dire? No, mi trattava come meritavo. C'è, mi trattava anche... Anche male, di senso, a volte c'è, a volte sparisse, a volte attenzuamento che mi aspettavo da, magari, una persona che fa di quel tipo. Quindi è una storia un po' travelata. Non è una storia perfetta, non iniziamo in modo perfetto. E quando una persona ti tratta in quel modo, scappi o invece si è tratta? No, no. Io, per me, era una red flag grandissima. C'è, io non voglio questo. Io voglio essere trattata come merito.

Però capisco anche che ci siamo frequentando, quindi, all'inizio. Però, poi lo stesso tempo, scappando, c'è andando a me ne vio. Lui capisce il mio valore. Cioè, io non potevo andare sopra la mia dignità per stare con uno, perché era fortissimo, famosissimo. Cioè, non mi calpeste la mia dignità. Se tu mi vuoi mi rispetti, sai dove trovarmi? Mi riesco a conquistare. E adesso c'è tutto questo, poi. Mi avevo conquistato. Come c'è conquistata, cosa ha fatto? Anziato a cambiare? E diventato gentile, apprensivo. Si, ho diventato la persona che ha cambiato la mia vita. Cioè, lui è maturato. A beh, comunque, io non avevo le possibilità. Accavava, lui savo bene. Però comunque arriva a costruire un ragazzo che poi inizia veramente a prendere la sicura di te, perché ti dava l'ore, capisce che se ne abbrava a persona che, veramente, li vuoi bene. E dice, forse, questa ragazza la devo trattare bene, perché alla fine qualcosa di buono lo fa.

Perché mai ricordo andavo da lui, mi facevi chilometri da Verona per stare con lui, preparali da manzare, aiutarlo, fargli compagnia, aiutami, mi accompagnili. Facciamo quello insieme. Cioè, diventiamo parte della quotidienità l'uno dell'altro. Nelle cose semplici, quelle importanti. Certo. Inizia andare allo stadio, inizia avere una persona qua in Italia, italiana, che veramente li vuoi bene. Perché per me è bene molto più importante dell'amore, inizia quando vuoi bene a qualcuno, li vuoi bene in tutto. Cioè, il bene non può finire. L'amore si ma il bene no. Quindi inizia proprio questa cosa di volerlo anche aiutare, l'uno conosceva niente, li dico dai così, io ci ho presentato le mie mici, iniziamo a uscire insieme. Lui era solo. Si, lui aveva, era solo. Non aveva la sua mamma con avvane il suono. Cioè, non aveva a punti di riferimento. No, non conosceva niente, lui aveva quella casa, stava là, era molto perso.

E anche anche circondato da persone maligne. Ok. E io inizia vedere questa cosa, lo voglio aiutare. E dico ti devo aiutare. Cioè, dali che inizia poi la nostra relazione vera è proprio dove inizia a serbi presenti a casa sua, perché lo volevo proprio, non può essere con queste persone intorno, che ti vogliono mangiare la vita, i soldi, la vita ti vogliono comandare, rovinare, aree tu espaglie, perché è un attimo. E io magari, che lo più sveglia, con un vissuto un po' più grande, lo vedevo già. E lui ti ascoltava? All'inizio no. All'inizio, diciamo, cosa vuoi? Cioè, era proprio un ascoltarmi più a capito, perché io ho sputtato sangue. Cioè, in questi anni, a volte le persone che ti vogliono più bene sono quelle che ti dico alla verità. E a volte la verità fa male. È qualcosa che non vuoi ascoltare, perché magari, in fondo sai, che è così. Ma io non ho mai smesso di dire le cose come stanno. E infatti, tutta la gente che è in to,

che, di cui eravamo circondati, piampiamo l'abbia allevata. E poi penso che la vita, alla fine a n'uno d'accio che merita, venne un po' un karma, c'è le brutte persone, e poi si elevano da soli. Questo lo capito tardi, dopo che ho sputtato sangue, situazioni veramente anche brutte. Queste persone si sono levate. Però comunque brutto, quando sai circondato e vi di la persona chiami, situazioni anche spiacevoli. Quando è che vi siete proprio scegli ti vogliono dire dove avete proprio sentito che volevate fare questo percorso di vita insieme? Allora, succede che ci lasciamo, ci prendiamo più volte, perché comunque caratteri, comunque forti, è un caratter veramente complicato. Però siamo due posti. Quello che piace a me non piace lui, è viceversa, quindi è semplice. E poi diventa semplice, perché sai. Ma due caratteri comunque forti, che si scontrano spesso così, e succede che ci lasciamo.

E io dico guarda, si otorno con te, ancora. Dopo ti compaio di mesi, che ci lasciamo, e io devo capire, e vado a continuo per la mia vita, vado via, e continuo la mia vita da sola. Questo quanto tempo fa? Ma no, dopo un paio d'anni che ci frequentavamo, succede questa situazione. Non vi convivavamo, stavamo un po' insieme, era poendice, a mandare a convivere, le succedonde le cose che noi mi piacevano i sattigiamenti, non mi sentivo... Non mi sentivo... Quindi più o meno a non del covid? Sì, non mi sentivo... Bene, non ero felice, non ero sicura di fare, perché per me era un sacrificio, cioè io ho tanti sogni, avevo tante cose, ancora da fare. Comunque stare con una persona, vuoi dire anche fare delle... a rinunciare? Certo. E io no, vuoi rinunciare a me i sogni. Dicevo, il rinuncio, se dall'altra parte, ho veramente una persona che mi da qualcosa in più. Quindi ci lasciamo, poi lui decide tornare, di guarda,

io torno con te, se decidiamo di fare, cioè di veramente di fare una famiglia, perché io, cioè dei sogni, cioè delle cose, tu per me sei una persona fantastica su tanti aspetti, però devi cambiare. Se veramente vuoi essere com'ado, abbiamo decido lo insieme, lo devolere. Non si può fare una famiglia e... non volerlo insieme, perché poi... es viene fuori. Vedete, volere veramente un filo, una cosa importante, un filo è per sempre, ti cambia la vita. Quindi, sempre cercato di trasmettere questi valori a lui, che magari non aveva come me, ma vedevo che, nel suo cuore, il cuore era buono, la sua anima rapura, quindi, gli dico, pensa a ci bene, e se poi sei sicuro, sei dove trovarmi. E così è stato. E abbiamo richiato la nostra famiglia, li arrivo al primo figlio, e lui... Come si chiamano i vostri figli? Teo Junior, e... E' che abbiamo parlato nel themselves, ma chi ci ascolti in audio, non lo stai? Non due, maschio, femmina. Teo Junior,

come il papà, e quello è mari, che ha 8 mesi. Adesso. Avete scelto entrambe? C'è insieme i nomi o uno a testa? No, questo è stata una guerra. Sono nati stesso giorno, eh? Ah, wow. Perché lui voleva che figli e nascessero lo stesso giorno. Quindi ha boccottato il mio secondo parto per anticiparlo, cioè, delle cose assurde. Normalmente sono nati stesso giorno, sette aprile, tutti i due. Una cosa, una cosa strano, no? Pazzo, secondo me, ho mai sentito. Sì, stesso giorno. E come ha fatto antici per il parto? Te l'anindotto? No, io ho fatto parte cesario. E potevo scegliere. E quindi mi hanno detto, sei, non cambiando le giorni più di giorni meno la fine quando sei arrivato al termine. E lui ha riuscito. Ha nell'intento, perché ha una persona testardissima e lui voleva questo. Non so perché lui voleva che nascessero lo stesso giorno, quindi è stato. Quindi tre anni e mezzo il grande è sette otto mesi.

Otto mesi la piccola? Otto mesi la piccola, ok? Sì. Quando rimanincinta lui cambia? Sì, lui era già cambiato prima con il primo figlio, fa un cambiamento totale, diventa veramente... tutta quella maturità che li mancava a così, e diventa un po' pa' fantastico. Noi veramente come padre è la persona... è molto presente. Questo anche perché... non è che ci nasci, però ci diventi, devi comunque aiutarti nella coppia. E io ho sempre cercato di fare il capire quanto importante il ruolo del padre, soprattutto perché lui è giovane. E soprattutto perché io non ho avuto un padre, come io... magari avrei desiderato, no? Quindi dicevo primi figli, voglio un padre, amorevole, affettoso, tutto quello che magari non ho proprio avuto sempre. E lui?

Sì, tantissimo. C'è lui vive per i suoi figli. Lui pazziisce per i suoi figli, ed è per me una cosa importante. Ma questo l'ha... l'ha capito poi nel tempo. Se impegnato, non è stato scondato. È questo per me la cosa è più importante. Vive anche per te, ti senti amata? Sì, mi sento amata, però so che prima di ma ci sono i c'è ad oggi ci sono i nostri figli. Vado anche per te? Sì. Non so dire, ti è un'amore diverso. Non puoi paragonare l'amore di tui figli e l'amore di compagno. Quello che hai detto su di lui vuol dire l'attenzione c'è tu senti che ci... Sì, anche per me, ovvio, anche per me. Però sento che l'amore per i figli, perché è una cosa che l'ha sento anch'io, è una amore che supera qualsiasi cosa. Non puoi paragonare l'amore di un partner, l'amore per un figlio, perché l'amore per un figlio è una parte di te, c'è l'he creato tu, è una cosa vissurale, c'è che ti strappa il cuore dal petto.

C'è una cosa fozzesca. Quella è la più bella caratteristica che ha lui, perché ti sei namorata di lui? È perché non persona buono. E io ho sempre avuto bisogno di persone buone. Nella mia vita, la bontà di qualcuno mi... Mi uccide. Quando vedo una persona buona, mi sento bene. Ho bisogno di questo, perché ho incontrato tante difficoltà, tante cose che mi ha fatto star mali, tante a cattiveria, l'ha incontri tutti i giorni, anche nel lavoro, nelle cose più stupi di banali. E quindi quando trova una persona buona, che veramente anche... Dalla parte buona di sé, ti senti bene, ti senti a casa, non so spiegarti di... Non è molto chiaro. Ti senti protetta. Ti senti protetta. Capita. Ti senti bene. Cioè io lui ho trovato ancora una persona che si prezacura di me.

Ok. Io facciova la mia parte, ma lui facciova la sua. Si quando prima parlavi, che il bene non svanisce mai, il amore magari si ho capito che tu... Hai capito così intendo... Tendevi prendersi cura dell'altro. Ad esempio, ho avuto molto più di quello che... che potessi mai immaginare. Cioè, è l'agente di diciamo, tu hai tutto. Cioè io sono... Tutti gli giorni mi sveglio con gratitudine. Felice perché ha gratitudine. E' ancora una cosa... E' una cosa necessaria. E' una cosa importante, anche per prattiare così buone nella tua vita. E' anche la consapevolezza di essere fortunati. Cioè io mi sento fortunata. Io trovo una persona che mi ha cambiato la vita. Mi ha cambiato la vita. E' in tutto. Mi ha dato una famiglia. Mi ha dato una vita bellissima. Cioè non avremmo in tutto immaginale di avere quello che oggi. E non meni frig'aniente. Perché poi mi ha passato a voi già avuto cose. Quindi dicevo.

Cioè, ti parlo di cose economiche, di cose... Cioè non è quello la felicità. Per aver una persona che dice cazzo, sono in mezzo nastrada. C'ho una difficoltà. Mi aiuti. Mi puoi aiutare, mi puoi tirare fuori da questi tozzene avere. Comunque una persona che ti puoi aiutare. E' una cosa bella. Ti senti. Protetto. Ti senti al sicuro. Ti senti che... Che sei fortunato? Mi emozioni quando lo dici. Da fuori sembra... No. Sembra tutto diverso. Infatti ti voglio chiedere. Che cosa vuol dire stare con un calciatore? Cioè... Che vita è stato? Che tipo di vita è? Allora dipende come lo vi vittu. Cioè se tu veramente vuoi creare una famiglia, qualcosa di... di vero. Perché a volte vedi tante cose, sono solo patinate, solo sozza. Non è vero niente. Io tu la dico, perché sei vero le quinte, quindi tante cose le so, di tante famiglie,

vedi le foto, vedi la felicità, non è niente di quello. Era altà una merda. Una vita... Cioè non vanno d'accordo. Non stanno mai qui figli. Tu non sei quante coppie. Nel calcio sono così. Ma come è un'altra cosa? Che vedi la famiglia che ti sembra dei muli non bianco? Ma dei muli non bianco? Non so, non niente. Tutto finto, vivono di superficialità. Io mi... se una persona... di sentimenti, di valori. E io volevo creare una famiglia di valori. Cioè non... non manifrega niente se... di metter cose sui social. Sì, io ho messo impassato, io le metto ogni tanto, ma non mi sembra che... non metto così tanto. Perché a volte più fai vedere, più fai... le persone che fanno più vedere, poi sono quelle che... che sono proprio tut... tutt'altro. E... io volevo mettermi i figli al primo posto. E... quindi... sembra puntata a coltivare la mia famiglia nel mio privato. E' lì che deve funzionare. Lì che dobbiamo andare d'accordo. E' lì che dobbiamo stare bene, costruire, scegliarci, ogni giorno,

impegnarci. Una persona come lui che quindi gioca calcio? E sacrificio. Quanto tempo ha disposizione per la sua famiglia? Ancelà. Il poco tempo che hai... Perché da fuori tu dici, si allene puoi tornare a casa? Sì, ma non è così. Non è così perché loro vi aziono. Per comunque te, è un ragazzo che gioca anche in un senale. Quindi quando magari gli altri non la sossa, lui la sossa non c'è la. Lui prendano altro aereo, la sera stessa e va in azionale. Quindi il tempo che passa questo figlio è poco, poi è stanco, metice, ostanchezza, fisica, mentale. Cioè pensa l'impegno che lui ci mette quando magari dovevamo fare delle cosi che i bambini e lui dicevavamo i sveglio alle sette, perchè le sette entra scuola. E lui si comunque si sveglia, lo porta, c'è comunque no. Pagare una cosa vanno. Pagare una cosa vanno? Sì, a volte sì, a volte no. Io lo capisco, se a volte non se la fa, perché veramente stanco, poi lui lavorà per la famiglia, lui fa la colla. Meramente lui fa la parte grande del lavoro.

E diciamo sempre papà, lavorare ai bambini, papà, lavorare, perchè se non, possiamo permetterci tutto questo. Però anche tu fai una parte molto importante, perchè fai la mamma a tempo pieno. Certo, per me ho lavoro, farlo madre. Nui lo percepisce? Alla l'inizio, un po' nì, poi l'ha capito. Beh, va vissuto. Ma certo che l'ha capito, perchè se tu non ci sei quasi mai, e tu figli crescono in determinato modo, qualcuno ci deve essere stato con questi bambini. Non hai aiuti? Ho avuto aiuti? Ok. Si, ho avuto aiuti, ma anche non gli ho avuti. Tipo fino a poco tempo fosse stata mesi da sola, come figli. Quando nata la mia bambia, ho avuto un'aiuto qua della nascita, poi ho avuto la mia mamma, quando è nota, ho avuto mia mamma, questa persona, però poi dopo saremo a se sola. Perchè non trovava una persona che mi ha accessa. E per me, portante, anche esserci per i miei figli, c'è nel senso 17 di essere madre, devi farla mamma. Tu devi esserci per i figli,

perchè tu i figli sono quello che respirano tutti i giorni, quello che vivono. Se tu figli un bambino educato, un bambino presente, un bambino consapevole, perchè ha dei genitori che ci sono, che dedicano loro tempo. E' quello che ho sempre desiderato, è un sacrificio. E' anche perchè non ho chiesto di venire al mondo, se gli hai desiderati, poi alla fine, la più grande cosa che di quelle non bisogna i figli sono il tempo dei propri genitori. A poi figli non sono un vizio. C'è vedo troppo a gente che è figli così, poi si figli grezcono. Cioè, figli hanno bisogno di essere seguiti, di essere ascoltati, fin da piccoli, tutto. Cioè io mi ricordo le cose che ho vissuto. Io mi ricordo, poi magari mi ci internava l'anco sapevolezza, magari non pensavano neanche che cappessi che ascoltassi, invece sì, io non voglio che mio figlio viva quello che ho vissuto io. Io voglio che mio figlio si è una persona con sapevole, una persona felice, un bambino felice, un bambino sereno,

lo che sia bene, voglio che abbiano una vita bella, e la vita è una cosa che vale appena di essere vissuta nel bene nel male a dei vivere, perchè io con il mio esperienze ti potrei dire no, si, qua, avuto, no, si, le rifarei tutto. Qualcosa canvirema rifarei tutto. Ti faccio una domanda anche se tuo figlio piccolo, tre nie mezzo, visto che tu il valore dei soldi ce l'hai ben presente, non so poi te, in che nucleo familiare si ha cresciuto, sei nato nell'aggionona. Ok, a maggiore la gione, quindi conoscete entrami il valore del denaro. Ti voglio chiede come costruisci il desiderio in tuo figlio per far sì che apprezzi le cose che ha. Non è semplice in questo mondo, perchè quando hai tutto, stanno ai tutti, io ti parlo di una persona che ha avuto tutto, e non ha avuto niente. È difficile spiegare un bambino attraverso le cose materiali, ma non perchè i tanti soldi vuol dire che devi vizzare tu figlio,

devi dargli tutto, cioè devi imporre dei limiti. Per quello tu dico, devi essere un genitori presente, perchè questo è un cos'è che puoi ti porti, dietro nella vita. È normale che se a tu figlio non dai dei limiti, non metti delle cose, dei paletti, tu figlio cresceranno un determinato modo. Io non voglio che lui cresca con quella superficialità di avere tutto. C'è lui le cose se le deve meritare. Come io me le sono meritate, poi per calità non voglio che lui abbia la vita difficile, magari come ho avuto io in determinati momenti, perchè cavalo se sia la possibilità, perchè non ti renderla più facile di poter esserci per lui, aiutarlo, io voglio essere una mamma che sono già una mia fila, dei genitori che ci sono presenti anche a l'economico, cosa importante, però lui si deve costruire la sua vita, la sua carriera, cioè deve darsi da fare, perchè niente è scontato. Cioè non è scontato che perchè sei,

è un tuo padre, fa il zocatore, la tua famiglia è un sacco di soldi, allora dai far niente, allora ti devono comprare il mondo, allora deve essere maliducato, viziato, no, zero. Quindi io do dei limiti, a volte sono anche molte, magari molto severa, era per me importante. Infatti io vivo con la stessa umilità, cioè con la stessa approccia, in tempo, nel questo non è cambiato, nella maniera in cui vivo, io faccio cose normali, posso viaggiare in privato come viaggiare Ray and R, dipende dalla situazione, dipende questo dobbiamo fare, io non sono una persona che bote i soldi. Cioè bisogna fare cose con la testa, un'attimo bruciarsi tutto, è un'attimo. Quante storie abbiamo sentito di gente che si è veramente bruciato una carriera, tutto quello che ha guadagnato, io non voglio questo, e a volte si come è facile,

quando non è niente e improvvisamente tutto, inizia a guadagnare, inizia a veri tutto. Io lo ho passato questo, per quello ti dico, che magari le cose non avevano valore, non facciovo caso quello che avevo, e poi boom, ti arriva la battosta, che ti fa tornarco più di per terra. Io l'ho avuto in tanti situazioni. Certo. E anche quando mi hanno derubato, magari avevo vole mie cose, non ci faccio caso per mi rapina. No, me lo stai dicendo come si sapessi e me non so di cosa parli. Ah, io subito una rapina, in cui mi hanno più di uno. Quando appena dopo che erano a torno il mio primo figlio. Che quindi eravate a Milano? Sí. Una rapina visante, in cui mi hanno picchiato, mi hanno... Ma in casa? Sí. E ridassona? Si, ero con il bambino e un lab visiter. Certo. Certo, c'è quante persone erano? Erano tre persone. Io stavo cenando, te ho decidere andare a una cena di squadra.

No, lo so decidere di uscire, avevo questa cena. Ho di copcai, in casa nuova, da pochi giorni, avevo un po' paura, perché dico sai, quando si sa mai entro nel casa dal garage e inizia l'incubo. Un picchiano. Sata la cosa, la cosa veramente bruttissimo. Ma davanti a tu figlio. Si, si, anche il bambino, lo prendono, lo lanzano, contro il muro, però buona cosa, c'è assurda. Ma ti picchiano perché non volevi dargli quello che ti sedevano. Perché io sono così. Cioè io pensavo di poterli, pensavo di poter lottare con loro, non lo so, inizia a lottare con loro. Cioè io non volevo dargli niente. Avvanno il volto coperto? Si. E la fine cosa prendono? Tutto. E magari non ti rendi conto, no? Del valore delle cose. Lo vivi in modo così posicendo queste cose e devi capire. Io dovuto, mi sentivo in colpa.

Mi sentivo male. Perché io non volevo dargli quelle cose. Sapevo che c'erano le cose di teo. Sapevo che c'erano le cose di valore. Così che magari lui si era comprato nel tempo, con il suo lavoro. Anche cosa mi è? Chi mi era comprata nel tempo. Magari quel relogio che tanto volevo. Non si parla solo di cose di teo. Anche cosa mi è? Comprate con i miei risparmi. Così che volevo. Magari quella collana. E magari dai per scontati. E pensi che sono importanti. Poi arrivo succedendo queste cose. Capisci che queste cose. Materiali. Non contano un cavolo. E il tuo babbino si è fatto male? No, lui per fortuna niente. Lui puoverino agli rideveri e le ladri. Se non capiva la situazione. Non vale. A me invece mi hanno picchiato proprio. Quanto aveva lui? E ave pochi mesi. La piccolo. L'hanno lanciato contro un muro? Si si si preso dalle braccio, allonzato. Io volete le camera in casa. Poi successivamente ha visto tutto. A me mi hanno picchiato proprio a livelli con un bastone. E proprio mi hanno puntato a pistola la testa.

Mi hanno detto se si sbagli il codice da casa forte ti ammozzo. C'è una cosa. C'è una cosa tipo da film. Non sa di arti. E quando è successo? E chiamato teo? No, quando è successo. Poi dopo non mi alzavo quel momento. Savo per terra. C'è quando sono andati via. Quando sono andati via la tata, apprezziamo una situazione. E apprezo il telefono e subito chiamato. Lui è tornato indietro. E c'ha trovato la per terra. E come hai reagito? No, era soccato. Era un tutti soccato. Io sono soccato e non ho parlato. Io per il tipo un mese passano. Non ho parlato. Non mi sciamano a parola. Capivo. Mi sentivo in colpa. Mi sentivo a male. Mi sentivo... Come se avessi fatto qualcosa di male? Perché un po' la cosa che mi importa dietro. Mi sentivo come se fosse colpa mio. Ma da che punto di vista? No, come se dicono. Non sono riuscita a proteggere la mia famiglia. Sai, mi sono sentita senza...

Cioè, mi sono sentita senza... Impotente. Sì. Una cosa bruttissima. Però poi ho cercato di capire perché fosse successo questo. Non ho cercato di capire perché mi è successo questa cosa. Come tante altre cose. E la fine... Ho cercato di metabolizzarlo. E poi questa cosa mi è servita. Mi è servita poi. Perché ad oggi... Non... magari prima dava importanza delle cose materiali. Cioè, mi sono fatta addirittura. Ho messo la mia vita a rischio per delle cose materiali. Questo è un tisso circondidire. Mi mi sarei fatta uccidere. E piuttosto che dargli tutto. A tocci non lo farai. Oggi darei la chiave e direi apri. E ti successo altre volte detto? Sì, successo altre volte. Sì, successo altre volte. Però non l'ho l'ultima. Sì. Allie altre volte... No, non ho magari rubato e sono tornata, avevano rubato. In casa sempre. Sì. La tata è rimasta lavorare con voi dopo quel episodio. Sì, ma lei è una persona di fiducia.

Marito, capo dei carabili e ricianzi, è stata una persona che ci ha aiutato poi. Ok. Stozione... Sì, lei è rimasta, insieme. È stata vicino. E' paura per i tuoi figli quando cresceranno il fatto che i soldi possono generare problemi? Sì, perché a volte i soldi... i soldi controllano la tua vita, no? I soldi diventano, tipo, veramente, una cosa apricolotico. Senzi parlare sempre di soldi, soldi, soldi, soldi. Non è vero che più è soldi, meno problemi ai. Anzi, più soldi ai. Più se ci è raccontato da gente che ti può creare problemi. È tutto proporzionato. Non è che stimo una guagna tot. Non ce l'hai problemi. C'erbiano tutti. Anzi che a soldi di più, perché la gente non vede l'ora di metterti in situazioni o comunque di probarti soldi, di metterti situazioni spiacevoli. Non so se si capisce. Per me è chiarissimo.

Cioè, non sei mai chi ti gira intorno, perché quella persona sia vicina a te? Se per come vivi, per la tua situazione o perché veramente di stai simpatico, se vuole qualcos'altro da te, poi mai fidare. E questo con popo ora anche per i miei figli, cioè che loro non capiscono magari anche il valore delle cose che hanno e magari si lascio inoprendere d' altre cose che magari vivano la vita con superficialità, le persone che possono avvicinarsi comunque ai miei figli. E adesso mi sento sicura dove vivo. Dove i miei figli? In Arabia. Da due mesi mi dicevi prima. Si. Ora mi sono alleggeritelo. Adesso mi racconti. Prima volevo farti un paio di domande. Tu hai sempre voluto dimostrare il tuo valore e oggi che vivi questo contesto, credi che devi lavorare ancora di più per dimostrare il tuo valore o no? Ah sì, per me non è finita qui.

Ma io devo dimostrare il mio valore tutti i giorni. Cioè, nel senso, io devo fare anche nella mia vita quotidiana. Cioè, io mi devo far ballere. Io quando mi presento, c'è io, io voglio far capire il mio valore a le persone. Cioè, mi sono diminuita tante volte. Quando magari non avrei dovuto. E non voglio, non voglio più, sentiremi così. Io so quello che valgo. Ne ho passati di così. Ho pianto tanto in silenzio. Lo faccio ancora tutti osi, magari. Perché ci sono sempre quelle difficoltà, in cui non vuoi far pesare nienta nessuno. Allora, cerchi di essere forte in Cassia, anche questo prodotto con il mio compagno, che già c'è una vita, c'è già tante pressioni, tante cose. Quindi, ok, c'è, sono queste difficoltà. Queste cose vuoi essere forti. Io farlo per i miei figli. Io farvi vedere i miei figli, a quanto valere la loro mamma.

Cioè, è una cosa, c'è, tutti i giorni. Non arrivi mai. La vita non c'è un punto di arrivo. Ti parlo di un momento che chi seguo il calcio avvissuto nell'ultima stagione di Teoni l'anno scorso. C'è stato un momento in cui, tu sai di cosa parlo, però cerco di spiegarlo nel migliore dei modi, è uscito un servizio che parlava di teofori dal campo. Non sto a spiegare troppi dettagli, se vuoi gli spieghi tu. E io ho pensato a te, quando vi so il servizio. E anche un po' a lui. No, si è creato una reputazione con la cosa più concreta che può fare un calciatore, quindi con i risultati in campo, e si è cominciato a parlare di un ragazzo diverso da quello che uno si immaginava vedendo l'in campo, perché l'in campo è uno tranquilo che fa sempre il suo, c'è le sesso, è un giocatore che fa un profe,

un attleta, un professionista. E lì si è parlato di un ragazzo che era ad un luogo a Milani, un ristorante, un locale, e succedono delle cose quella sera. Volevo capire che impatto avessi avuto sulla vostra famiglia, quindi su di voi, su di te e su di lui anche. Se questo ha cambiato un po' le cose, gli attolto serenita in campo, che impatto ha avuto quella cosa, se la voi specificare la racconti tu. Non ma, è stata una cosa pisante, una cosa costita, perché comunque quando è sconcosi, scupe, gossip, queste cose qua, c'è sempre chi li racconta, e non sei mai se quello che viene raccontato, poi è veramente reale, romanzato, amplificato, quindi le persone sanno questa versione,

non sono mai la versione di chi, poi veramente c'era in quel momento, e ti posso dire proprio, sull'aspetto che le persone, quando i tanti soldi, sei sempre circondato da questo tipo di situazione, in cui le persone non vedono l'ora di mettere in difficoltà. Quindi io ti dico, quando è successo questo fatto di questa cosa, è stato pesante, ma i problemi sonoanza prima, comunque campo con la squadra, c'era un'ansada di situazione in cui, non c'era un clima sereno, non vedevo più la sua serenità a casa. Nella squadra, o tra lui e la squadra? In generale nel suo lavoro, cioè non lo vedevo più leggero a casa, felice? No, non lo vedevo più contento, c'è lo vedevo triste, lo vedevo non contento, lo vedevo che qualcosa era cambiato, non vedevo più quel teo, quindi, a difficile quando vedrete un compagno tornare, che non vive più le cose come prima,

che non scherza più, che non è quella persona che c'è, comunque pesava. Procissa, ci sono dei momenti no, dei momenti sì, possono succedere a cose. Certo, succede questa cosa qua, che se fuori questa cosa qua, in questo modo qua, è diventa pesante, e ovviamente tutti vi defendere. È un primo momento, devi capire come defendere a ti, e io devi cider anche partissare, io sono con quella compagna, e io so, come sono delle cose, solo la verità, non lo bisogno di saperi altro. Quindi hai avuto fiducia in lui? Certo, ma io saperi, c'è nessuno s'ha avuto subito, la verità, poi le persone possono credere a quello che vogliono, e io defendo la mia famiglia, lo foro sempre, a maggiora giornese, la verità, quindi ho preso le mie parti, ho detto su, questa cosa c'è, può essere pesante, una situazione, comunque che può, cerchiamo di risolverla bene,

con la testa. Perché quello che voglio andare a te, è una toriazione. Voglio una toriazione, perché sanno che tu sei una persona che se ti toccano, e dicono una buccia, o ti toccano in alcuni punti, sanno che avranno una reazione da te, è per quello che vogliono, e tu non gli devi dare quello che vogliono. Ti ascoltate. Mi ascoltate. Mi ascoltate. Mi ascoltate. Perché siamo, penso che poi la fine siamo stati superiori a quello che è successo. A ti poi sono uscite tant' altre cose che hanno cambiato un po' a ribaltato la situazione, perché a volte non si è bisogno di dire niente, poi le cose vengono fuori, la storia poi è finita in tutto altro modo, poi le persone possono credere a quello che vogliono. Io posso anche dire di una otra versione, e poi una persona capirla interpretarle in un altro modo, perché magari è un suo modo di interpretarlo, però ti dico che consiglio gli hai dato

per affrontare quella situazione? No, siamo stati uniti. Perché in quel momento ci poteva andare a viderer. Mi potevo decidere di incazzarmi, di dire a scoltati arranzi, ti ti rifori da questi sito azzenirla solo, e invece sono stata consapevole. Ho angoliato, ho detto, c'erchiamo di fare cose fatti bene, perché io so, la verità, a sappiamo, difendiamoci nelle 6 di giuse. Non abbiamo bisogno di questo. Tu sai. E poi c'erano altri tanti problemi molto più importanti di questo, che era l'herso cosa lavorativa. E lui delì, solo per dare un pezzo di coloristoria, decide di andare a giocare in un altro campionato. Sì, ma non è stato quello. Non, non per questo fatto, per magari il malessere di cui parlavi. No, sì. Che era nato prima? Sì, ma lui dove sarebbe rimasto milano per sempre. Lo sarebbe rimasto milano per sempre.

Lo speravo tanto. Lui, se cosa è stato? C'è da mi viene anche un po' da sarmale, perché io ho sempre visto lui. Innamorato del suo lavoro. C'è lui vive per giocare a calcio. E lo dimostrano i fatti, perché comunque, ci sono giocatori che fanno tante altre cose, anche fuori dal campo. Lo è sempre detto, no, no, no. Anche ad altri lavori, altri guadagni, perché lui voleva concentr... C'è sempre dovuto concentrarsi solo in quello. Lui il milano va troppo a sua dimensione, aveva trovato veramente una famiglia. E lui si sarebbe venduto l'animo per stare qua. Però purtroppo volte non dipende data. Come tante cose non dipende data. Se non c'è la situazione e non ti vogliono, cosa di fare? Perché lui sarebbe rimasto? Ma non c'era la stessa voglia di rimanere? Cioè di... non c'era la stessa voglia. Chiarissimo. E quindi cosa devo a fare?

Parli di trattar male? Cioè rimanere una situazione che non andava bene? Lui sarebbe rimasto qua. Per me per me è stato un tramo, c'è non è stato una cosa paia, arrivano anche dello opportunitale e devi cogliere, combini le cose e prendi le tue scelte, pulato famiglia, per i tuoi figli. Ma non è che c'è graffine, è stato una bella scelto lo felice. Felice ora. Però ovvio che questa cosa per lui è stata la... è stata la sua casa qua. Sarà sempre una parte di lui. Dispostate in... quindi... Vaggio, carina, rabe, saudite, tu lo raggiungi dopo. Sì, con calma. Io lo raggiungo con calma, perché? Perché tu prima mi hai detto, io ero a Madrid. Sì, perché non abbiamo questa casa a Madrid. E quindi mi trasferisco l'asso milano, mi trasferisco lì nel frattempo

e mentre aspetto di... Perché lui era Dici, Francesi e Spagnolo e Giustro. Sì, e poi sempre vi è stato a Madrid, è cresciuto la... quindi aveva già questa casa che poi diventa anche della famiglia. Sì. Quindi io ogni tanto andiamo così, mi trasferisco l'asso, perché ovviamente qua milano diventa un po' impegnativo per tante cose. E quindi dico a questo punto, mi trasferisco lì e quando avremo il permesso per poter andare, per aggiungerti, veniamo. Ti lo aggiungeremo. E quindi rimamo un po' gli e ci vediamo l'uitorna a qualche volta per stare insieme. E poi arriva il momento del vero trasferimento. È ovvio un po' dura. Ciao un po' tutta una... una novità. Dura perché ha affrontato una nuova cultura? No, dura perché comunque sempre un cambiamento. Un cambiamento c'è tipo... io sono una persona che ame cambiamenti. C'è mi piace. Sono pronta. Va bene. Mi piace fare esperienza e quindi condiamo.

Perché no. C'è sono contenta. Bevo be' comunque normale che seguono il mio compagno per stare insieme, per tenere un'ita famiglia. Non mi sarei mai sogniata di rimanere il milano e l'uila. E... ci trasferiamo e iniziamo a una nuova vita. Adesso... a inizio è stata dura. C'è l'inizio, e se era la bellezza del cambiamento, è poi la difficoltà di dire, ok, qua un'altra vita. Non è la vita... di milano, la vita europea. Come? L'ano te la fa e la passeggiata al parco. Non c'è. Non te la fai perché? Perché non ci sono i parchi. Non c'è, zoni dove c'era passeggiato te la fai il centro commerciale. È enorme. C'è la città è grandissima. Quei dove abitate? Viviamo in un compound. L'ano puoi vivere fuori. In che località? C'è in che città? Per i ad. E vivete in un compound? Viamo in un compound.

Significa un perimetro costruito per avere tutto lì. Potresti non uscire mai. Penso che lì sia normali vivere in i compound. Dele persone stranire vivono in i compound perché hai la vita un po' più servita di casa. Sì, un compound. È come una... una piccola città. Chi usa dove tu sei, ovviamente, ha un sacco di servizi. Non sono variati più di casa, appartamenti, ville, villette e case. E tu hai determinati servizi come supermercato, palestra, bar. Anche la scuola? C'è anche la scuola. Però è una scuola che si può incaccedere dall'esterno. Non solo per quelli che vivono nel compound. E quindi ti puoi un piccolo mondo dove tu puoi vivere. Puoi girare come voi. Perché ovviamente ci sono delle leggi diverse. Girare come voi vuol dire? Pantiero, pantaloncino, può andare anche in costumi. Più una realtà europea, all'interno di un paese in cui la cultura è differente. In cui ci sono delle restri.

Quindi fuori del compound, devi rispettare la cultura che c'è, quindi ti devi vestire diversamente. Vorreda, il compound devi essere rispettoso. Poi ti dico, poi comunque inserono una maglietta. Cioè non è vero quello che puoi raccontano, perché quando puoi seguire i ville e cose, capisci che le persone comprendono che tu non sei della loro cultura. E anche loro ti rispettano. Ovvio che devi avere un po' di decorsi. E' attenzione, certo? D'accordo, se c'è scritto che le spalle devono essere coperte di coprire. Altrimenti ti diranno con gentilezza e copriarti, magari la spallo, magari evitare certi tipi di pantaloncini, ma tu puoi girare normale se una maglietta, un pantaloni, non è vero a questa cosa che devi andare giro tutto coperto. Ok. Quando si è arrivata nel compound e la prima volta che senza inserzioni è provato. Al vero contento deve tu vuoi che è figata all'inizio, perché comunque il zanno non dovrebbe prendere la macchina per fare qualsiasi cosa, è stata proprio un'altra dimensione.

Poi dimentiato un po' più zantia, e mi sento un po' un limite, si cavolo tutti i giorni qua. Cioè mi sveglio tutti i giorni vedo stesse cose. È sconamente la fa e la passeggiata normali e te la fai lì. Quindi un po' ne, per il tuo cervello, è difficile accettare questa restriczione di questa vita così. Però puoi t'abitui, che ci sia abito a tutto. Quindi vi anche cogliere l'atto positivo delle cose e sono una persona che cerca di cogliere l'atto positivo. Adesso avete trovato il vostro equilibrio? Sono tornata che abbiata. Sono tornata che abbiata. Mi hanno detto le persone, le amicizie che ho fatto e lì mi hanno detto, è so che tornerai ti troverò encambiata. Perché guardando l'atto positivo delle cose, ho ritroato quel tempo che magari non avevo per me. La vita un po' più lenta. E qua mi serve una domanda, perché tu osservando la tua vita che mi era contato, sembra una gueriere in azione,

che ha un senso di responsabilità altissimo. Sì, però occupa per tutti. Prima di sapere se soffri tu, fai star bene gli altri, mi l'ha espegato 7 minuti fa. Ma ti voglio chiedere se tutti ascolti, se tutti guardi dentro. Penso che questo cambio mi abbia fatto bene sotto questo aspetto. Perché magari prima, non mi fermavo tanto su di me, come stavo io. Oso magari alcune situazioni, alcune cose che si creavano, discussioni c'è la vita da po' differente. E invece adesso che ho del tempo, mi sto dedicando del tempo per me, anche per migliorare mio, che è una cosa che comunque sempre fatto, perché si può sempre migliorarsi. A volte bisogna anche essere consapevoli e avere dei limiti delle cose, dirò che hai qua, pecco totalmente,

e vuò migliorarmi, posso migliorarmi, posso dedicarmi del tempo per essere migliorare, sotto quelle cose, da mio punto di vista ovviamente. E' una cosa che ho fatto, anche per darmi un po' di serenità, c'è un po' sempre questa, queste cose, questa... non sono. Sempre, sempre in azione agitata, così, invece... Ora sono un po' più calmo. Ti senti sola lì. Eh, mi sono sentito anche i sola sì. Sono lontana dalla mia famiglia. Ci sono dei giorni no. Come succede a tutti, e quando ci sono quei giorni no, è un po' più dura. Non è come qua che ti dici, dai mamma prendi la macchina e i vieni che veramente n'ha aggiornata, no. Lati devi fare un bel respiro. Ti metti lì, cerchi di essere forti, vi farò un bel lavoro su te stesso per quello ti dico,

cioè a questo tempo, di fare questo lavoro su me stesso. Per anche del tempo, magari per conoscere personi nuove, per trovare nuove cosi, da fare una nuova realtà, si è un po' più duro. Io sono arrivato in fondo e sarei pronto per l'ultima domanda, ma prima te ne faccio un'altra. E ti chiedo, se tra tutte le cose che abbiamo toccato nella intervista c'è qualcosa che non ha affrontato che tu vorresti lasciare gli atti che per te è importante. C'è nessun tante di cose. Una cosa che vorrei dire alle persone, magari alle persone giovani, non ha rendersi mai, c'è anche nelle situazioni più difficili, anche nelle situazioni che ti sembrano impossibili, dove le cose ti sembra che non possano cambiare, e lì che ci devi credere un po' di più, credere proprio in te, e nella possibilità che le cose possono cambiare, questo in tutto c'è nelle relazioni,

nella vita, nel lavoro, c'è devi crederci, perché quella luce, quello spiraglio, quella cosa arriva. Quando ti sembra che sia impossibile, è proprio lì che devi crederci un po' di più. Anche quando ti senti solo, solo contro tutti, solo perso, abbandonato, anche dalle persone che ti dovrebbero amare più di tutti, tu devi sforzarti, non puoi mollare lì, è proprio lì che devi. Fare il passo successivo. L'ultima domanda è molto semplice, ma è una domanda di bilancio. Anche adesso, mentre metto questa cosa ti sei emozionata e non ti ho voluto internompere, e quasi come se tutti aspettassi qualcosa dalla vita, e la domanda è come stai, il come stai non è oggi, mentre sei con me. Che periodo della tua vita è questo? Ascoltando in maniera veramente profonda. C'è tu Zoé, Zoé,

persone moglie, ne figlia, ne madre, ne amica, tu come stai? Ti direi bene. C'è finalmente bene. C'è ti direi in pazio. Però per te ti emozioni mentre mi lo dici. Perché sono successi d'antico. C'è comunque successi d'antico, così pesanti, che magari poche persone sono. Tante cose che mi sono portata di tutto tanto tempo, tante cose che esistono, sono tornate a galla, che hanno condizionato la mia vita, dove non ho mai avuto veramente pazze serenità. E oggi lo con quest'ada, oggi ti posso dire sono in base. Ho tutto. Grazie. Zebbiamo finito. Grazie di cuore.

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