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Il 6G, il prossimo protocollo di rete mobile che nelle previsioni inizierà ad essere introdotto a partire dal 2030, rappresenterà una discontinuità importante rispetto al passato: sostituirà l'attuale paradigma di reti di telecomunicazione sovrapposte, sostituendole con un unico "tessuto di telecomunicazione". Ingloberà, cioè, tecnologie wireless che oggi non si parlano (come il wi-fi e la rete cellulare) e segnerà la convergenza tra reti di telecomunicazioni e reti di sensori. Si parla infatti di tecnologia ICAS, che sta per Integrated Communication and Sensing, in cui, come sperimentato con successo dall'Università di Bologna, uno stesso dispositivo funge sia da antenna per trasmettere i dati sia da sensore capace di individuare, mappare e tracciare oggetti a distanza. Ne parliamo con Roberto Verdone, professore del Dipartimento "Guglielmo Marconi" dell'Università di Bologna e direttore del WiLab.
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