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I rendimenti obbligazionari globali sono tornati al livello più alto dal 2008, alimentati dall'aumento dei prezzi del petrolio, che ha suscitato timori riguardo all'inflazione e spinto gli investitori ad aumentare le aspettative di rialzi dei tassi d'interesse. Il trend è iniziato venerdì scorso, ricorda Bloomberg, dopo che il presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh, ha ribadito la sua promessa di domare finalmente l'inflazione, che resta elevata, ed è proseguito questa settimana con l'aumento dei prezzi dell'energia a seguito dei nuovi raid in Medio Oriente. Il rendimento sui titoli di Stato giapponesi a 10 anni ha toccato il 3% per la prima volta dal 1996, i rendimenti dei titoli di Stato britannici a 30 anni hanno raggiunto il livello più alto dal 1998 e il tasso dei Treasury a 10 anni, negli Stati Uniti, ha toccato livelli che non si vedevano dal gennaio 2025. Ne parliamo con Angelo Drusiani esperto di mercato valutario ed obbligazionario e Giuliano Noci, Prorettore del Polo territoriale cinese del Politecnico di Milano.
Pnrr, luce e ombre. Spendere non basta, la vera sfida è adesso
Si è chiusa ieri la fase di attuazione delle riforme e degli investimenti previsti dai Piani nazionali di ripresa e resilienza (Pnrr) europei. Da oggi le azioni intraprese dagli Stati Ue non potranno più essere prese in considerazione dalla Commissione nella valutazione delle richieste di pagamento, compresi i pagamenti sospesi, e non potranno essere adottate altre modifiche. Approfondiamo il tema con Carlo Altomonte, Associate Dean e Direttore PNRR Lab, SDA Bocconi, e membro CD Fondazione M&M.
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