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sportsFeb 19, 20266:50

Gabriele Nelli, opposto ma protagonista

About this episode

Perché alla fine, dietro ai punti e alle statistiche, c’è sempre una storia. 

Una storia fatta di sguardi che si incrociano sotto rete e di panchine che esplodono dopo un muro decisivo. I numeri raccontano il risultato, ma non spiegano il sacrificio, le cadute, le risalite, le parole sussurrate negli spogliatoi quando tutto sembra perduto.

Ed è da qui che parte la seconda stagione del nostro viaggio nella pallavolo con Gabriele Nelli, opposto e capitano dell'Emma Villas Codyeco Lupi SIena


Speakers: Francesca Carriero, Gabriele Nelli
Musica: Renegade - Beat Mekanik

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Gabriele Nelli, opposto ma protagonista

Oltre la rete - storie e sogni biancorossoblu

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Full transcript

Oltre la rete - storie e sogni biancorossobluGabriele Nelli, opposto ma protagonista. Machine-transcribed; use the interactive transcript above to jump the player to any line.

Questo è Oltre la Rinte Bevenuti e bevenuti alla seconda stagione, oggi con noi Gabriele Nelli. Un giorno? Opposto delle mavilasco di Ecolupisiano. Ti chiedo subito se anche capitano quest'anno. Quanto è cambiato il tuo modo di stare in campo? Ma, sinceramente, da livello di giocatore non tantissimo. Noi dobbiamo giocare a Paola Volo e da giocatore, è veramente cambia poco, cambia di più a livello di carattere, tenere, sapere tenere un gruppo, lavorare, lavorare, fare da tramite, dare richieste che ha la squadra, a quelle che deve riportare allo stazzo.

Sono fortunato che, anche sento il mio primo anno, ha un gruppo giovane, però molto intelligente, riescono ad aiutarmi e sicuramente ho tanto da imparare negli anni, ma sicuramente con un gruppo così sono, mi aiutano, quindi sono molto più tranquillo, anche io, nel giustito delle cose. Tu abbiamo detto che sei un opposto. Quindi questo vuol dire prendersi gli ultimi palloni quelli che scottano. Questa responsabilità ti piace o a volte vorresti che fosse di qualcun altro? No, sicuramente è un ruolo che mi piace, no? Mi piace essere un po' il punto forte della squadra. Alcune volte sei sicuramente, alcune volte va bene, e altre non va come porresti, però sono contente di questo ruolo. Poi sei, alcune volte non dipendene anche da me, perché se il paleggettore decide di non darti le palli importanti, tu puoi fare poco, però quando succede,

cerco sempre di fare il mio meglio. Tu sei stato due anni all'estero, c'è qualcosa che ti ha fatto dire questa cosa non funziona così in Italia. Ma guarda, sinceramente, di cose diverse possono riguardare il fuori dall'ambito polavolistico, no? Perché alla fine da giocatore tu ogni campionato si, alla sua al suo livello, alla sua forza, c'è un campionato che è più importante e più forte, c'è un campionato che è meno importante, uno è più fisico, però alla fine a livello polavolistico, a livello tecnico non c'è tanta differenza, insanzi, non poca. Quello che cambia sono invece il discorso esterno, nel vivere, nel sapersi ambientare, in un contesto di popolazione diversa, sei proprio cambi di continente, un meglio, ho troppoortuno di giocare, di fare un'esperienza di russia. La cosa difficile è lì, le trasferte, le temperature, no? Perché ci sono quattro fungerali, dove giocavo io a Vego, da dove partivo,

arrivavo c'è 4 ore di volo, poi faceci era quattro ore di fuso, era difficile prenderlo, perché il giro di un giorno gioco una partita, quando ti dia stare la mattina che lì sono le 9, nel la città doveri, erano le 4 no mattina, le 5 no mattina, quindi è sempre quello difficile, e lo stare fuori, perché ci sono temperature veramente meno 39, ho provato a fare il gioco dell'acqua calda, che si congela e veramente succede veramente, quindi quello è difficile, però per come sono riesco ad adattarmi in qualsiasi ambienti, in qualsiasi contesti, quindi alla fine non mi è pensato non è anche uccitanto, quindi anche questa cosa. Se guardi i neli di 10 anni fa, quando eri in Trentino ad esempio, che tipo di giocatore vedi? Più istinto o più testa rispetto oggi? Ma oggi mi sento più testano, prima andavo più distinto, me ne sbattere un po' di più, e qualsiasi costa saia,

arrivava, andavo, tiravo, un errore in più, una murata in più, non mi condicionavo, forse anche dovuto al fatto che non avevo la responsabilità che ho adesso, nel fatto che ho sempre fatto tanti anni il secondo posto, quindi sei quando entravo, cercavo di fare il mio nodi, entrare e tirare, provare a cambiare qualcosa, più che gestire o controllare i colpi, quindi in questo momento invece mi sento più, c'è ragione più di testa, e cerca un po' più di risolvere o provare a cambiare i colpi, a variare un po' il mio gioco, in base c'è, per non dare neanche cosittad di punti di riferimento al avversario. Ad un ragazzo che sogna la seria, cosa diresti puntare tutto subito o imparare ad aspettare? Ma ci sono alcuni momenti che uno deve coggere, no, ci sono alcune persone, alcuni ragazzi che capita l'opportunità subito,

ad altri capo capitare o capita con più anni di esperienza, no, ci sono alcuni devono far sì la gavetta, non la cosiddetta gavetta, al suo giocare campionati, ci sono altri dove non hanno una strada più spianata, però hanno l'opportunità di fare subito, no? Quindi quello che posso dire è inseguire le proprie sogni sempre, con la determinazione, anche se ci possono essere di delle difficoltà all'inizio di otrepassarli, come abbiamo abbinato e abbiamo avuto anche quest'anno un caso di Simone Porro che ha subito la difficoltà praticamente all'inizio al suo caviero, perché a 17 anni, quindi è prendendo un gioco alle prime armi, e devo voglio fare i complimenti, perché è rimasto lì uno stante la difficoltà del suo problema, che non sapevano anche se poteva tornare a giocare o meno, quindi è nettornato e è rimasto concentrato, con sapevole che delle sue caratteristiche, delle possibilità che avrebbe potuto avere,

quindi io faccio i complimenti, come l'ha fatto lui, sicuramente tanti altri giocatori che hanno talento, hanno voglia di crescere, di arrivare ai propri sogni, quindi la cosa che posso dire è inseguire sempre i propri sogni e mai rendersi nel la prima difficoltà, ma quindi le strade si creano se uno ci crede, ci prova, quindi provarci sempre e mai rendersi. Grazie mille. Grazie.

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